Termodinamica, Campi Quantici e Funzioni Mentali

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Tra alcune specie di mammiferi, in riguardo al volume cerebrale, esistono numerose differenze evolutive. Per esempio, consideriamo due felini: il gatto selvatico e la tigre. Nonostante il cervello della tigre sia molto più voluminoso di quello di un gatto selvatico, il relativo comportamento e le capacità cognitive dei due felini sono quasi identiche e rimaste cristallizzate nei secoli. All’evoluzione cerebrale (in particolare del volume cerebrale) tra specie affini, non corrisponde differenziazione comportamentale e cognitiva. Fa eccezione l’essere umano che ha il 98% del patrimonio genetico in comune con lo scimpanzè, ma differenze notevoli dal punto di vista mentale. Non si adattano allo scimpanzè attributi come il pensiero normale e simbolico, la memoria autobiografica e numerose altre capacità che spaziano dall’Arte alla Scienza. Solo il cervello umano ha mostrato un ampliamento notevole delle capacità mentali e psichiche, pur occupando un volume molto minore di quello di specie come l’elefante ed i cetacei.

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In conclusione, ci dev’essere una entità aggiuntiva, una dimensione extra che vada oltre i sistemi dinamici altamente computerizzati in grado di spiegare interamente gli attributi differenziali della mente umana. Dal punto di vista evolutivo, è probabile che molti organi e tessuti abbiano avuto un ragguardevole incremento volumetrico al fine di mantenere costante in modo ottimale il proprio ambiente interno ed in generale dell’organismo vivente di cui sono parte. Attraverso meccanismi di compensazione, l’omeostasi interna è conservata anche al variare delle condizioni esterne ed è la principale forza che contrasta il Chaos, preservando in molti organi e tessuti la dimensione frattale (FD). I frattali, sono molto diffusi in natura e sono strutture in equilibrio tra ordine e Chaos.

La II Legge della Termodinamica dice che tutti i processi chimici hanno una direzionalità specifica e la neurobiologia fa intendere che una specifica funzione cerebrale avviene in una determinata regione del cervello. Per la precisione, la seconda legge della termodinamica dice: il calore passa da un corpo più caldo ad uno più freddo. Secondo questa legge, due corpi uno caldo ed uno freddo in connessione con del materiale conduttore di calore avranno questo comportamento: il corpo caldo si raffredderà e quello freddo si riscalderà, finché non arriveranno ad una situazione di equilibrio termico. Questa evoluzione ha carattere deterministico. Osservando il processo nella direzione temporale opposta, i due corpi con uguale temperatura evolveranno spontaneamente in corpi con diversa temperatura, ma sarebbe impossibile decidere quale dei due avrà temperatura maggiore. La prima legge della termodinamica invece dice: in qualunque sistema isolato, l’energia totale è conservata. Cioè, l’energia totale non si perde se per esempio un corpo resta privo della sua energia cinetica. Sebbene possano intervenire processi più complicati, l’energia totale rimane costante. L’energia totale prima del processo è uguale all’energia totale dopo il processo. Mentre la prima legge è una uguaglianza, la seconda legge è una disuguaglianza; ci dice che dopo un determinato processo, un’altra grandezza nota come entropia ha un valore maggiore (o perlomeno uguale) di quello che aveva prima. L’entropia è grosso modo la misura della casualità del sistema.

La neurobiologia dice che la trasmissione sinaptica è cruciale per la fisiologia cerebrale. Infatti, la precisa direzione di un sistema sinaptico con specifico cocktail chimico regola la funzione cerebrale. Variazioni dell’omeostasi cerebrale attivano una sequenza di cambiamenti tramite una omeostasi dinamica, con una nuova importante direzionalità e con specifica e definita conseguenza nella neurobiologia regionale. Questo, in osservanza alla II Legge della Termodinamica. In sintesi, un singolo neuro-trasmettitore produrrà nel cervello un’onda di reazioni: ci sarà una nuova omeostasi tramite un nuovo stato dinamico, una diversa direzionalità ed una funzione cerebrale unica e specifica. Secondo Salerian Alen J. (2010), variazioni fisiche della sostanza nervosa (volumetriche, di peso, di direzionalità e di altezza) comportano disfunzioni in specifiche aree cerebrali. Nel tentativo di fornire spiegazioni esaurinti sul fenomeno della mente umana, il presente saggio scientifico considera alcune tesi di fondo che forniscono nuovi parametri fisici alla realtà che ci circonda. Alcuni non pensano che lo Spazio-Tempo sia un’unica entità indissolubile, affermando che il Tempo sia inesistente, oppure del tutto scollegato allo Spazio. Tutto ciò mette in discussione alcune leggi della fisica classica, della meccanica quantistica e della neuro-fisologia.

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Giuseppe Costantino Budetta

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