E se l’Alzheimer fosse un problema derivante dal calcare…?

E se l’Alzheimer fosse un problema derivante dal calcare…?
Assurda può sembrare l’ipotesi che mi accingo a presentare, ma se osservo la natura e le sue manifestazioni più evidenti forse questa teoria non è lontana dalla possibilità di avere basi scientifiche.

Elencherò una serie di dati certi ed inconfutabili e se le mie osservazioni son corrette, insieme ai dati raccolti, molto potrebbe essere modificato nei prossimi anni in campo medico.

Iniziamo: gli elementi che dominano il nostro pianeta sono l’acqua, l’ossigeno ed elementi minerali, uno di questi è il calcio. Continuando a valutare il nostro corpo, esso è composto dal più del 60 % di acqua, consuma ossigeno e l’elemento minerale che in esso domina è il calcio che compone la struttura ossea. Gli ioni di calcio regolano la contrattilità muscolare e la trasmissione sinaptica del sistema nervoso. Ebbene cosa succede in natura quando alcune condizioni chimiche fanno interagire l’acqua, l’anidride carbonica e il calcio?

Il calcare è il sedimento più naturale che esista in natura, è un residuo che troviamo in tutte quelle condizioni dove variazioni di temperatura e PH creano processi interattivi tra acqua, anidride carbonica, ossigeno e calcio. Le stalattiti ne sono un esempio eclatante.

Osserviamo ora se queste stesse condizioni sono presenti nel nostro corpo e più specificamente in alcuni punti dell’ encefalo.

 

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Angela Scibetta
Angela Scibetta

Medico - Psicoterapeuta, autrice del libro Solitudine e sesso virtuale su internet, cosa è l'amore.

Comments

  1. Angela Scibetta Angela Scibetta Says: aprile 30, 2012 at 10:39 am

    p.s Tutti i dati in mio possesso derivano da osservazioni raccolte su TAC E RMN in pazienti con demenza senile pre-clonclamata e conclamata, a questi si aggiungono osservazioni medico ambulatoriali su pazienti che iniziano a sviluppare la patologia(decorso evolutivo)e utilizzo di test psicocognitivi. Non sono in possesso di vetrini di tessuto impregnati di carbonato di calcio, quelli dimostrerebbero che la teoria è certezza e non un ipotesi come attualmente afferma l’articolo, infatti cerco colleghi che si occupano di neurobiochimica di membrane neuronali, per un eventuale ricerca specifica sui tutti i miei dati indiretti.

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