Il Cervello Ordinato

Il Cervello Ordinato

INTRODUZIONE

L’interazione nell’ambito del miglioramento terapeutico si basa sulla comprensione dei punti da risolvere verso l’ottica che si dovrebbe ottenere.

La terapia breve implica una maggiore comprensione da parte del paziente del problema da risolvere. La terapia classica comporta e implica una serie di situazioni che paziente e terapeuta devono comprendere e risolvere vedi realtà.

Le novità nell’ambito del miglioramento riguardano alcuni punti

–          le deterrenze

–          i modi di arrivare alla realizzazione del decision making

–          l’empowerment

–          il cosiddetto brain programming evoluzione della programmazione neurolinguistica

–          le dissociazioni

Il condizionamento dei vari “livelli mentali” si realizza con pensieri corretti vedi tipi di reward scelti dopo una serie di considerazioni ovvie vedi soluzioni terapeutiche.

Se la terapia non viene realizzata vedi scelte migliori si avrebbero le somatizzazioni da risolvere vedi idee realizzate.

 

LE DETERRENZE

Le deterrenze solitamente possono essere collocate a livello corticale.

Ovviamente derivano da un percorso di elaborazione che la persona realizza in una condizione di ipnosi auto o etero indotta.

La metafora è sempre strumento valido per non rivelare in maniera esplicita problemi che eventualmente il paziente non ha compreso o non ha elaborato totalmente o in maniera non del tutto personale.

Dopo un’analisi del caso con il terapeuta e in auto rielaborazione, si arriva ad una soluzione che il paziente riesce ad attuare vedi condizioni circostanti.

A quel punto la deterrenza diventa strumento di lavoro per terapeuta e paziente.

Da cui la terapia breve.

 

DECISION MAKING

Il processo del decision making si realizza vedi percorsi dopaminergici che vanno da reward pathway mesencefalico a corteccia.

Nei casi più semplici è un sistema che si realizza in automatico, in altri implica una veloce elaborazione, in altri ancora comporta un’interazione con il terapeuta, che realizzi praticamente la soluzione conclusiva.

 

EMPOWERMENT

È un sistema che classicamente comporta l’elaborazione di un piano parallelo a quello terapeutico in cui il paziente somatizzante rafforza se stesso verso un equilibrio che risolva o migliori il quadro patologico.

Nasce in terapia internistica o metabolica quando il paziente si rende conto della patologia e del problema da risolvere.

Il diabetico e il dismetabolico devono quindi capire come migliorare la propria condizione.

L’e-health medicine che sia l’autogestione del quadro diagnostico terapeutico o che sia l’informazione auto regolata della patologia verso la guarigione, sempre di più si prospetta come soluzione dei casi patologici.

L’empowerment comporta quindi una stabilizzazione del caso patologico verso una condizione di equilibrio del complesso situazionale.

 

DALL’NLP AL BRAIN PROGRAMMING

Una novità terapeutica consiste nella riduzione dell’interazione verbale nei momenti in cui il paziente cerca di elaborare la propria condizione. Questo significa che il terapeuta risolve casi o simili tra loro o correlati nella modalità risolutiva.

La preghiera del paziente potrebbe essere vista come modalità espressiva in casi in cui la religiosità viene vissuta con forza.

È però vero che il paziente che si esprime molto sui propri problemi sembra avere elaborato in modo maturo le situazioni che sta vivendo.

Parallelamente il terapeuta può confrontare i casi senza ovviamente metterli in correlazione per evitare di dare per scontato che una deterrenza vale sempre di caso in caso.

Il brain programming non va letto come una forma di esorcismo, che è sempre negativa, bensì è da interpretare come una soluzione rapida ed efficace per realizzare le deterrenze in modo sincrono.

Negando forme di ironica telepatia tra medico e paziente, si arriva comunque alla comprensione del caso vedi ordine mentale che medico e paziente devono avere.

Il paziente elabora i problemi in modo personale. E il terapeuta avendo vissuto un processo di elaborazione delle proprie condizioni, sa come risolvere nella realtà i problemi e i nodi risolti del paziente o della persona che gli si rivolge per realizzare ciò che sa e come.

 

LE DISSOCIAZIONI

Le dissociazioni inconsce sono quelle per cui da dopamina si passa a gaba, come una sorta di meno elettrico che il cervello pone su un più elettrico che nega, spiegando così i quadri dissociativi dei vari spettri vedi DSM.

Le dissociazioni consce sono invece quelle per cui in casi di problemi che si risolvono semplicemente, rimarranno sempre gap tra problema risolto e modalità in cui è stato realizzata la soluzione.

Le dissociazioni eventuali vanno riassociate vedi eventuali confronti terapeuta terapeuta e confronti con la letteratura dei casi.

 

CONCLUSIONE

L’attività fisica come terapia non-terapia rimane la chiave migliore per salvare l’equilibrio fisico metabolico, e va affiancata a forme verbali di miglioramento della persona.

Nessuna terapia è mai finita per quanto tutte le deterrenze e forme di empowerment siano sempre chiave risolutiva da realizzare nel modo migliore.

 

– Reward pathway e decision making, Academic press by Jean Claud Dreher.

– Atti congresso empowerment (Danimarca 2012)

– Riccardo Arone di Bertolino – L’ipnosi per un medico, La Martina

– Dora Dragoni – Reward pathway & motricidade, Neuroscienze.net

 

[box type=”info”] foto: http://ashishbhagwat.files.wordpress.com/2012/07/left-brain-right-brain-mercedes-benz-ad.jpeg[/box]

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Dora Dragoni
Dora Dragoni

Medical Doctor Writer as independent researcher PhD fellow L.Ac acupuncture fellow Psychotherapy & counseling fellow Fertility coach Personal and Mental Trainer Nutritionist expert in: aesthetics, shen (TCM soul, mind) ddfdreward123.blogspot.com with Fatih Divrak

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