L’ipnosi nella prospettiva PNEI

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Stele ed affreschi di età remota attestano che la pratica dell’ipnosi ha accompagnato la storia dell’umanità, ricevendo nel corso dei secoli diverse denominazioni ma anche divergenti connotazioni. Nella fantasia popolare l’ipnosi è fenomeno magico ed affascinante, opera divina o diabolica, che suscita curiosità se non addirittura una sorta di timore reverenziale. Oggi non è infrequente che i media la utilizzino come fenomeno da palcoscenico o da salotto televisivo, presentato per far divertire gli spettatori, che suscita ilarità ma anche sospetto quando è praticata da individui di scarso scrupolo che soggiogano la volontà altrui attraverso l’impiego di poteri particolari di cui si dichiarano in possesso. Queste prospettive sono lontane dalla visione scientifica dell’ipnosi, che si può far risalire al 1948, anno in cui è stata fondata negli Stati Uniti d’America la Società per l’Ipnosi Clinica e Sperimentale, mentre nel 1958 l’ipnosi è stata riconosciuta come valido metodo terapeutico. Lungi dall’essere prodotta da un fluido o dall’intervento di forze sovrannaturali, l’ipnosi è una condizione psicofisiologica particolare, una modalità di funzionamento del sistema nervoso, diversa sia dal sonno che dalla veglia, ma in ogni caso fisiologica, che ci appartiene ogni qualvolta svolgiamo in modo automatico attività ripetitive, o quando ci troviamo a seguire un’attività interiore, fantasticata o ricordata, al punto da esserne tanto assorbiti da dissociarci completamente dalla realtà circostante. Granone, che dell’ipnosi è stato un grande studioso, l’ha definita “un particolare modo di essere dell’organismo che s’instaura ogniqualvolta intervengano speciali stimoli dissociativi, prevalentemente emozionali, eterogeni o autogeni, con possibilità di comunicazione anche a livello non verbale, con una regressione a comportamenti parafisiologici o primordiali” (1986). Si tratta di “una sindrome a sé stante, che ha dei punti di contatto e altri di differenza con altre sindromi” (Granone,1981) “ che insorge ogni volta che si suscitano, assieme ad un certo grado di dissociazione psichica e di regressione, dei fenomeni di ideoplasia, più o meno controllati, con conseguenti trasformazioni in realtà soggettiva somato-viscerale od oggettiva, con deformazioni percettive e allucinazioni di tipo ipnagogico o ipnopompico, di quanto viene intensamente immaginato” (Granone, 1986). Nella fase induttiva il corpo assume una posizione attiva e il fenomeno ipnotico può interessare vari organi, apparati e funzioni. Il tono muscolare può andare incontro a variazioni che si manifestano con l’insorgenza di ipotonia, flaccidità, sino allo spasmo e alla contrattura, e particolarmente degni di nota sono la catalessia, rigidità muscolare non controllabile volontariamente, e la flessibilità cerea che consente ad un arto di assumere determinate posizioni che sono poi mantenute per un certo tempo senza sensazione di fatica. Sono inoltre possibili modificazioni della sensibilità di tipo qualitativo, come le parestesie e le modificazioni dei parametri epicritici, e di tipo quantitativo come l’iperalgesia, l’analgesia e l’anestesia. Anche la cenestesi viene modificata, con l’insorgenza di vere e proprie allucinazioni positive o negative, e possono comparire alterazioni dello schema corporeo, con sensazioni di estraneità dal corpo o di sdoppiamento dello stesso e dell’immagine di sé. Possono risentire dello stato ipnotico, presentando importanti modificazioni, la pressione sanguigna, il ritmo cardiaco, la temperatura cutanea, il funzionamento dell’apparato gastroenterico, respiratorio e genito-urinario Particolarmente interessante è l’interessamento sul piano dermatologico, con la comparsa di eritemi, vesciche, verruche, dermatiti o con la loro risoluzione. In stato di ipnosi è anche possibile, con opportune suggestioni, indurre modificazioni endocrine, neurovegetative ed immunologiche. Sotto il profilo psichico possono insorgere variazioni percettive relative ai vari organi di senso, con la comparsa di allucinazioni positive o negative, modificazioni della coscienza, della volontà, dello stato emotivo, dei processi intellettivi, della memoria. Ma al di là delle singole modificazioni che interessano questo o quell’apparato o processo, ciò che va sottolineato, in quanto caratteristica essenziale dell’ipnosi, è la realizzazione del monoideismo plastico (Braid, 1847): la mente è concentrata e dominata da una sola idea, così che l’estensione della coscienza viene ad essere limitata ma aumenta al tempo stesso l’intensità dell’attività subconscia, con la riduzione dei riferimenti temporo-spaziali e la prevalenza delle funzioni rappresentativo-emotive su quelle critico-intellettive in seguito ad attivazione dell’emisfero destro e inibizione dell’emisfero sinistro, come dimostrato dalla PET. L’abbassamento del tono corticale e la prevalenza dei sistemi talamici consente di liberare quell’attività subcorticale di emozioni e sentimenti, abitualmente inibita dalla corteccia, e di ifar emergere dati dalla memoria a lungo termine, depositati a livello del sistema limbico- ippocampale e solitamente rimossi dall’azione della corteccia. L’ideoplasia si può realizzare con un coinvolgimento preferenziale di questo o quell’organo o apparato in rapporto alla specifica costituzione del soggetto, così che Granone parla di suggestionabilità d’organo. A seguito delle stimolazioni verbali e non verbali da parte dell’induttore, la mente è indirizzata a focalizzarsi sulle sensazioni che le provengono dal corpo, in un’esperienza tanto normale quanto insolita, in quanto si tratta di sensazioni certamente comuni, ma difficilmente percepite nelle quotidianità delle esperienze vissute: le sensazioni di pesantezza, contrazione e detensione muscolare. Come afferma Lapenta (1986) “La parola suggerisce un’idea che suscita azione, movimenti, sensazione, ma alla parola suggerita va connessa quella particolare situazione psicologica che è data dal notevole vigore plastico delle immagini.” La parola diventa allora messaggio e stimolo per il corpo e l’ipnosi è “ una risposta psicosomatica dove corpo e mente interagiscono uno sull’altro, aiutandosi e compensandosi a vicenda, è un insieme di fenomeni neurologici, biochimici, elettrici, psicologici, sociali.” (Guantieri, 1975) o “uno squisito fenomeno psicosomatico, con le sue specifiche modalità di azione, soprattutto quando si tratta di quello autoindotto da monoideismi plastici intensamente vissuti, capaci di mettere in moto meccanismi biochimici, ormonali, peptidici, enzimatici, a loro propri.” (Granone, 1987). Questa duplice efficacia, sul versante psichico ma anche su quello somatico, lascia presumere la sua influenza, in parte dimostrata, sul circuito di integrazione PNEI. E’ infatti ipotizzabile, e per alcuni aspetti confermato sperimentalmente, che gli stessi canali funzionanti nel rapporto psicosomatico dello stress, possano, in determinati soggetti, essere utilizzati per ottenere benefiche modificazioni sulla mente e sul corpo. Alcuni Autori sostengono che l’ipnosi abbia un effetto terapeutico di per sé stessa, forse attraverso un riequilibrio neurovegetativo propizio al libero svolgimento dei poteri naturali dell’organismo. Nei soggetti in ipnosi è stato infatti dimostrato un aumento delle beta-endorfine e delle catecolamine nel sangue, fenomeno che può essere correlato all’analgesia ipnotica. È anche verosimile che gli individui possano ottenere concreto vantaggio dall’azione diretta sui circuiti mesolimbico-ipotalamici, a cui sono correlate talune risposte immunitarie implicate nella patologia psicosomatica. E’ possibile suscitare in ipnosi immagini particolari tali da creare monoideismi suggestivi, eteroindotti ed autoindotti, fortemente plastici e influenzanti le condizioni organiche: è possibile infatti che una specifica immagine mentale sia curativa o nociva per il corpo” (Granone, 1986). In realtà, è noto fin dagli anni ’60 che immagini ed emozioni possono far aumentare o diminuire il numero di globuli bianchi, la qualità e quantità di ormoni adrenergici, enzimi, elettroliti, e neurotrasmettitori, fenomeno che si è definito con il termine di immunizzazione suggestiva. Molti studi hanno dimostrato che in trance ipnotica particolari e mirate suggestioni possono mobilizzare proprio le cellule immunitarie, gruppo cellulare di pronto intervento per sradicare infezioni o degenerazioni patologiche, e che è possibile produrre neuropeptidi ed attribuire loro funzioni specifiche utili sotto l’aspetto terapeutico. La stretta correlazione fra la particolare recettività della psiche in tale stato di coscienza ed i sistemi psiconeuroimmunologici è messa in evidenza anche dall’osservazione che la prognosi evolutiva post-operatoria dei pazienti risente di quanto essi hanno “sentito” sotto anestesia, pur mantenendo la capacità di ripetere solamente in ipnosi (Torta et al., 1987) Il campo di indagine resta fecondo, e l’ipnosi, per la sua posizione privilegiata al confine tra i fenomeni psichici e quelli somatici, può aprire ulteriori ed interessanti prospettive di ricerca nel settore della psiconeuroendocrinoimmunologia.

 

Bibliografia

  • F. GRANONE – Trattato di Ipnosi – UTET, Torino, 1980
  • F. GRANONE – L’ipnosi non eiste? – Minerva Medica, 1981, 72: 1233-1242
  • F. GRANONE – Eccezionali possibilità umane, in particolari condizioni psichiche – Rassegna di Ipnosi, 1985, 12: 43-59
  • F. GRANONE – Cosa è l ipnosi; come si instaura; a che serve; con quali modalità psiconeurofisiologiche agisce – Rassegna di Psicoterapie, 1986, 13: 111-124
  • F. GRANONE – Coscienza e conoscenza negli stati ipnotici – Rassegna Psicoterapia Ipnosi, 1987, 14: 97-100
  • G. GUANTIERI –  L’ipnosi – Rizzoli, Milano, 1973
  • A.M. LAPENTA, S. VENUTI – L ipnosi come tecnica terapeutica nella prevenzione e cura dei disadattamenti giovanile e come supporto psicologico a favore dei giovani di leva – Rassegna di Psicoterapie e Ipnosi, 1987, 14: 31-36
  • R. TORTA, E. ZANALDA, F.BOGETTO – Ipnositerapia e farmacoterapia – Rassegna Psicoterapie Ipnosi,1987,14: 1-7

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Maria Vittoria Bossolasco

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