La neuropsicologia del danno cerebellare

Esame di alcune funzioni cognitive e considerazioni sulle loro modificazioni postraumatiche


[button link=”http://www.neuroscienze.net/wp-content/uploads/2013/11/La-neuropsicologia-del-danno-cerebellare.pdf” color=”red” newwindow=”yes”] Scarica in PDF[/button] Si tratta di un soggetto che patì di un trauma cranio-encefalico a seguito di un incidente stradale nel 2011. Il giovane ha 20 anni al momento dell’esame.

Il soggetto accede al colloquio in atteggiamento lucido, disponibile  e motivato alla esecuzione delle prove.

Si osserva una difficoltà nel mantenimento posturale e movimenti  incoordinati degli arti, ad intervalli.

Il giovane lamenta deficit mnesici che per lui sono di rilievo importante; non riesce a leggere come prima del trauma; i compiti che precedentemente erano percepiti come semplici, adesso non lo sono più.

Dal punto di vista strettamente psicologico, il nostro esaminato afferma  che si sente trattato come un menomato e tale atteggiamento lo ferisce e non lo stimola a continuare nell’approccio e nella risoluzione dei problemi, nonostante si descriva come ragazzo orgoglioso. L’eloquio appare orientato verso una forma di querulosità.

In questo  nostro studio indaghiamo esclusivamente sugli aspetti della sfera cognitiva e le loro eventuali modificazioni conseguenti al trauma cranio-encefalico,  soprassedendo alla ripetizione di esami aventi per oggetto la valutazione di aspetti adattativi  e/o della sfera affettiva.

 

[box type=”info”] foto: http://www.freewebs.com/ encuentroneuro/cerebro-azul.jpg[/box]

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