Assetti Neuronali e Assuefazione

Dati i 100 miliardi di neuroni che possediamo alla nascita, e data la loro successiva connessione sinaptica dovuta agli stimoli sensoriali provenienti dall’esperienza esistenziale, ne risulta la formazione di percorsi neuronali che via via, in risposta alle esigenze di sopravvivenza fisica e psichica dell’individuo, finiscono per formare molteplici “Assetti Neuronali” locali che tentano di soddisfare ognuna di esse. Queste esigenze, pur essendo di varia natura, sono riconducibili a due sole categorie: esigenze contingenti, che emergono in risposta all’ambiente, e esigenze consolidate, che rispondono alle necessità individuali. Ma poiché, in vista del raggiungimento dell’equilibrio psico-fisico individuale, la soluzione dei problemi posti da questo dualismo può avvenire nell’unica sede del nostro cervello, sorge la necessità di utilizzare sia i suoi assetti neuronali esistenti (la mente si adegua alla topologia neuronale), sia di crearne di nuovi (la topologia neuronale si adegua alla mente). Da questo deriva l’attività incessante che accompagna tutta la nostra esistenza con la ricerca di una sintesi nell’oscillazione tra stati che percepiamo come di soddisfazione e di insoddisfazione, ma che sono dovuti al maggiore o minore dispendio energetico necessario al continuo mantenimento dell’equilibrio biochimico cerebrale. In questo quadro, è chiaro che per le proposizioni “soddisfacenti” la tendenza prevalente del sistema sia quella di resistere alla modifica degli assetti neuronali consolidati esistenti poiché crearne di nuovi implica la distruzione o il ri-orientamento dei collegamenti sinaptici che le rappresentano. Cosa che, a causa del dispendio energetico necessario, viviamo come insoddisfazione. Ma, come si sa, noi siamo un sistema aperto in continuo rapporto psico-fisico con l’ambiente naturale e sociale, e questo comporta la continua acquisizione e gestione di dati provenienti dai sistemi che ci circondano. Accade così che alcune proposizioni acquisite, via via si rivelino insoddisfacenti rispetto a nuove situazioni, e che quindi, da un punto di vista biochimico, sia meno dispendioso modificare i percorsi neuronali in cui vengono rappresentate, piuttosto che alimentare la difesa della loro topologia. Ecco così spiegate sia le nostre resistenze che la nostre disponibilità a cambiare opinioni e comportamenti. Prova ne siano le diatribe culturali e scientifiche, che lasciano intatti negli interlocutori quegli assetti che, se modificati sostanzialmente, rimetterebbero in discussione il loro equilibrio generale consolidato nel tempo, fatta salva però, la disponibilità ad accettare quelle proposizioni dell’altro che sono portatrici di risposte potenzialmente valide a domande che nei rispettivi assetti neuronali consolidati sono rimaste inevase lasciando situazioni di squilibrio energetico a livello biochimico. Per chiudere, è bene precisare che quanto anzidetto non inficia la validità delle intuizioni dei grandi umanisti del passato sui comportamenti umani e l’efficacia delle analisi e terapie psicologiche. Il fatto che la meditazione e l’abituazione a comportamenti “salutari” ci portino a vivere di fatto in modo più “salutare”, non è in discussione. La ricerca scientifica ci sta solo svelando il loro processi attuativi.
foto: http://media.wired.it/ uploads/599×337/201119/ neuroni_8096.jpg

Francesco Pelillo

Author: Francesco Pelillo

Nato a Taranto nel 1947 e trasferito a Modena nel 1958. Dopo aver frequentato l'Istituto d'Arte ho fatto il grafico pubblicitario e il designer. Creativo poliedrico esperto della comunicazione visiva ho sempre coltivato la passione per la filosofia da autodidatta cercando di tenere il passo con l'evolversi degli strumenti concettuali e i dati sperimentali della scienza, poiché ritengo che siano sempre stati alla base di qualunque ipotesi "filosofica" che possa dirsi plausibile. Oggi mi dedico a tempo pieno alla conoscenza multidisciplinare con l'obiettivo di contribuire alla fondazione di un nuovo Umanesimo Scientifico che possa farci superare la falsa dicotomia tra spirito e materia e la ricerca di impossibili sintesi lineari, permettendoci così l'approdo ad una visione olistico-sistemica della Realtà. Blog personale: http://umanesimoscientifico.blogspot.it/ Come socio coordino le attività culturali del Working Group AIEMS (Associazione Italiana di Epistemologia e Metodologia Sistemiche) di Lerici.

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