Ipnosi ed Analisi Esistenziale

Terapia Esistenziale

 

Abstract

Dopo una analisi dei concetti della filosofia esistenziale, viene descritto l’uso terapeutico dell’analisi esistenziale in ipnosi. In sintesi si riporta un caso di pazienti in cui l’ipnosi con l’analisi esistenziale ha permesso la guarigione.

 

 

L’analisi esistenziale che trova nella filosofia di Heidegger, Jaspers, Sartre e nelle teorie psichiatriche di Frankl la sua principale estrinsecazione, può essere validamente utilizzata nella terapia ipnotica.

Durante la fase di analisi in condizione di trance, il motivo conduttore è la ricerca del senso della vita.

  1. Heidegger: “Ogni posizione di un problema è un cercare. Porre un problema significa cercare di conoscere l’ente in quanto al suo che cosa è”.

Il cercare di conoscere può diventare una ricerca se mette capo alla determinazione di ciò in cui verte il problema.

Un cercare può essere condotto in maniera casuale o assumere il carattere della posizione esplicita di un problema.

Sempre secondo Heidegger: “ L’esistenza è il divenire, ovvero ciò che è sottoposto ad un continuo mutare ed a un continuo proiettarsi verso ciò che ancora non è”.

L’esistenza si configura così come luogo dinamico, avendo come obbiettivo il benessere dell’essere.

Noi non sappiamo cosa significa “essere”, conosciamo l’orizzonte entro cui cogliere e fissare il senso dell’essere.

Questa indeterminatezza della comprensione dell’essere è essa stessa un fenomeno positivo.

L’esistenza si configura come possibilità libera ed aperta.

Il divenire si mostra nell’individuo nella sua libera scelta, come nella sua volontà di creare da sé la propria esistenza ed i propri valori.

La rassegnazione, la pace, la depressione sono condizioni transitorie per la coscienza inquieta dell’uomo. L’ essere trascendente è quindi quello che riconsidera in condizioni di apertura il divenire ad ogni accadimento nel mondo.

L’essere è quindi pura trascendenza.

D’altronde l’essere è tale perché si rivela agli altri e comunica con gli altri, secondo Jaspers “l’esistenza diventa manifesta a se  stessa e con ciò reale, se essa con un’altra esistenza attraverso di essa e con essa, giunge a se stessa”.

L’esistenza, come trascendenza progettatrice, è rigettata nella stessa realtà di fatto che essa trascende.

Per Sartre l’esistenza rompe e nullifica la realtà di fatto e si afferma su di essa come assoluta libertà e potenza. Il concetto della libertà non è l’ambito o il capriccio momentaneo dell’individuo, essa si radica nella più intima struttura dell’esistenza, è l’esistenza stessa.

Nella definizione della vita dell’uomo come progetto Sartre distingue tra “ per-se” che è la coscienza intesa come intenzionalità verso le cose e “in-se” che è il mondo, nel quale l’uomo si muove. Si evidenzia così la dicotomia tra essere ed esistenza, l’essere rappresenta la componente istintuale mentre l’esistenza è l’essere logico, dalla combinazione di questi due fattori si esprime l’individuo. Da questo punto di vista la differenza tra analisi esistenziale e psicanalisi è evidente. Egli concepisce l’uomo come progetto assolutamente libero, che assegna significati, correlati alla pesantezza del mondo.

La libertà concerne il progetto fondamentale in cui tutti gli atti sono compresi e che costituiscono la possibilità ultima della realtà umana.

La libertà originaria è quella inerente alla scelta del progetto stesso. Noi siamo perpetuamente minacciati dalla nullificazione della nostra scelta attuale. La libertà rimane nei limiti della attualità, cioè del mondo.

Sartre ritiene che la struttura del progetto esistenziale debba essere attinta mediante una psicanalisi esistenziale, che si differenzia dalla psicanalisi di Freud soprattutto per il fatto che il suo termine ultimo non è il riconoscimento di una forza istintiva che agisce meccanicamente, ma di una scelta libera.

Per l’analisi esistenziale: il progetto, i valori, le possibilità, sono termini equivalenti, essi sono l’essenza profonda dell’esistenza umana.

L’angoscia è il sentimento della propria completa e profonda responsabilità e pertanto conduce all’azione.

Quanto alla disperazione essa significa: fare affidamento su ciò che dipende dalla nostra volontà, o sull’insieme delle probabilità che rendono possibili la nostra azione.

Secondo Frankl la sofferenza rappresenta lo stimolo fondamentale per spingere l’essere alla mobilizzazione delle proprie risorse onde superare le condizioni che creano il malessere esistenziale.

La rassegnazione, la pace, la depressione sono condizioni transitorie per la coscienza inquieta dell’uomo.

In conclusione si può dire che l’esistenzialismo è una dottrina “ottimistica” perché afferma che il destino dell’uomo è nell’uomo stesso e che l’uomo non può nutrire speranze se non nella sua azione.

Le tesi dell’esistenzialismo, sostenute da Sartre possono essere così riassunte: 1) l’analisi esistenziale è basata sulla valutazione del progetto fondamentale dell’esistenza dell’individuo. 2) il progetto fondamentale è frutto di una scelta assolutamente libera, cioè non vincolata o limitata da alcuna condizione ideale o fattuale. Questa libertà è il destino dell’uomo. 3) il progetto fondamentale deve però, decidere non solo dell’essere di chi lo sceglie ma anche dell’essere degli altri e del mondo intorno, perciò addossa a chi lo sceglie, la responsabilità di ciò che accade. 4) il progetto fondamentale può essere ad ogni momento mutato.

Nella “critica della ragione dialettica” Sartre intraprende una revisione di queste tesi. Per cui egli rende possibili altre determinazioni del progetto e cioè: 1) il progetto ha un dato che è costituito dalle condizioni materiali della nostra esistenza e dell’infanzia 2) il progetto deve necessariamente attraversare il campo delle possibilità strumentali, in base all’obiettivo a cui tende.

Da quanto descritto si può considerare l’importanza dell’analisi esistenziale nella cura dei disturbi caratterizzati da: ansia,angoscia, depressione, somatizzazione, stress e via dicendo.

Nella maggior parte dei soggetti che presentano i disturbi sopra elencati viene meno il progetto esistenziale e si annullano gli obbiettivi di vita

L’uso dell’analisi esistenziale in ipnosi viene così descritta.

Dopo aver indotto la trance, secondo l’impostazione di Erickson, facendo vivere al paziente sensazioni di comodità, rilassamento, come se fosse nel suo posto comodo, si fa si che, approfondendo il rilassamento con induzioni di tranquillità, serenità e sonno, a seguito di feed-back proveniente dal paziente, lo si porta alla condizione di trance.

A questo punto il paziente viene indotto in primis ad una analisi del passato, valutando in particolare gli obbiettivi esistenziali infantili, i rapporti con gli altri, il progetto iniziale, gli obbiettivi raggiunti. Segue una analisi dei motivi della sofferenza e del malessere esistenziale. Si conclude con la formulazione del nuovo progetto di vita, che prevede, in piena libertà e nel rispetto dei rapporti sociali in cui l’ individuo è immerso: la ricerca di obbiettivi nuovi ma anche il recupero di quelli mancati, la valutazione e la definizione precisa dei valori su cui fonda l’esistenza del paziente.

Viene adesso descritta, in sintesi, l’applicazione dell’analisi esistenziale in ipnosi al caso di due coniugi, venuti da me perché la loro unione ultraquarantennale, era fortemente in crisi.

I due pazienti Carla F. e Giuseppe F. furono trattati con sedute di ipnosi individuale.

L’analisi di Carla mise in evidenza la sua condizione ossessiva, legata all’idea che il marito avesse una relazione extraconiugale e per questo pensava di separarsi.

Il marito sviluppò una forte condizione di depressione per le condizioni della moglie.

Durante le sedute entrambi rivalutarono gli obbiettivi e le esperienze comuni della loro vita.

Carla si rese conto, nel considerare la storia del loro matrimonio ed i valori del consorte, che le sue idee erano errate e pertanto abbandonò le sue proposte di separazione.

Entrambi, individualmente, maturarono un nuovo progetto, che tenendo presenti gli obbiettivi nuovi e quelli passati, prevedesse un rapporto ancora più completo ed improntato alla reciproca fiducia.

 

 

 

Bibliografia

Frankl V. Uno psicologo nei lager  ( 97-104)

Heidegger M. Essere e tempo  (55-60)

Jaspers K. Filosofia II (180)

Sartre J.P. L’ essere e il nulla ( 33, 515, 722)

 

[box] Foto: http://www.boorp.com/ sfondi_gratis_desktop_pc/sfondi_gratis/sfondi_3d_computer_grafica/occhio_ipnotico.jpg[/box]

Critica della ragione dialettica ( 68-74 )

Lascia un commento