Cervello, scienza e fede

Neuroscienze.net

Brevi riflessioni sul tema della BIO-Informazione

"Fede e Scienza" nascono nel quadro dello sviluppo cerebrale formando entrambe l’Albero della Conoscenza Umana; la scienza è infatti paragonabile a ciò che dell´Albero è esteriormente visibile ed ai suoi frutti cognitivi, mentre la Religione ne rappresenta le radici più profonde. "Scienza e Fede" tendono in sostanza a porsi domande esistenziali che hanno la finalità comune di capire l’evolversi della vita umana nel mondo e nell’Universo nella ricerca di dare un senso e un significato alla vita. Concettualmente DIO è FIGLIO dell’UOMO proprio in quanto l’unicità del Dio il fattore dominante della elevazione del pensiero del «Figlio dell´uomo», (*) di conseguenza possiamo capire come “Fede e Scienza” nascano entrambe dalla stessa condizione esistenziale tesa ad assumere coscienza di sé e della propria vita dell’universo. Il sogno è una realtà fisiologica da cui nasce la fede in ciò che si ritiene essere sovrannaturale, infatti fin dai primordi della umanità e stato proprio il sognare i propri defunti che indusse la credenza della sopravvivenza dello spirito dopo la morte terrena, quale realtà evidentemente tangibile in quanto oggettivamente prodotta dentro se stessi. Pertanto scienza e fede quali prodotti dell’evoluzione cerebrale dell’Uomo, oggettivamente non possono essere in contrasto, e di fatto osserviamo che la fede pur suddivisa in molteplici religiosità, continua a prosperare la dove i successi del razionalismo scientifico si sviluppano. Mentre la scienza procede nel dare i suoi frutti indagando per far luce nel dubbio dove ogni affermazione è possibile di successiva verifica, la fede pone le sue radici in un sistema cerebrale a carattere intuitivo ed emozionale, che nella sua limitata significazione, viene basato su dogmi e comunque su affermazioni non falsificabili, proprio al fine prioritario di creare fiducia nella vita dopo la morte al di fuori di ogni disquisizione razionale. Inoltre investendo, l’area emotiva del cervello nonché per il loro carattere intuitivo, le concezioni religiose assumono un carattere più duraturo proprio come conseguenza della formazione delle memorie a lungo termine, ciò e vero in particolare in rispetto alle concezioni scientifiche che tendono ad una evidente maggior complessità di ragionamento e quindi minor facilita di memorizzazione. Purtroppo le diverse religioni, piuttosto che valorizzare l’evoluzione congiunta della crescita cerebrale tra scienza e fede, che genera la vigorosa crescita dell’Albero Cerebrale della Conoscenza, soddisfacendo entrambe le differenziate esigenze di sviluppo razionale ed emotivo della complessa struttura cerebrale, hanno inteso rivolgere le proprie pratiche e convinzioni religiose al fine di differenziare gruppi in diverse identità culturali, cosa che certamente è in evidente contrasto nelle religioni monoteiste, il cui riferimento è l’unicità del DIO. Tale suddivisione dei riti religiosi finalizzate a promuovere le diversità culturali della gente anziché favorire un confronto di fiducia alla necessaria dubbiosità della indagine scientifica, crea tutta una serie di inutili contrapposizioni religiose e sociali, che di fatto rallentano pur senza fermarlo il progresso di una conoscenza integrata e cosciente dell’uomo. Il sistema nervoso infatti modellato e modulato in codici e schemi mentali, che sono la base di ogni possibile significazione cognitiva. In particolare mentre l’uomo nella evoluzione delle specie viventi è sempre più svincolato dai dettami della informazione genetica, le religioni, basandosi sulla concezione contro-intuitiva della trascendenza della Divinità, anziché della immanenza della concezione Divina nella stessa struttura cerebrale dell’uomo, trasferiscono le oggettive e fisiologiche credenze di fede sulla esistenza sovrannaturale, in ritualità differenziate rispondenti a diversi codici e schemi mentali appresi per tramite riti e liturgie differenti utilizzate allo scopo di promuovere il senso di un identità culturale e sociale differenziate e competitive tra i popoli della terra, anziché di favorire una unicità di identità umana, propria della formazione dell’EGO di ciascun uomo. Riconosco che mi e venuto in mente di scrivere queste brevi riflessioni su “Fede e Scienza” spinto da coloro che credendo ad un Dio trascendente, asseriscono: "Come DIO ha potuto permettere l’accadere di tutto questo?" essendo in presenza disastri e tragedie quali il recente (26/DIC/04 -Maremoto nel sud-est dell’Asia : si parla di un sisma catastrofico che ha provocato oltre 120.000 morti)". Infatti se la gente avesse più attenzione alla scienza cercando di capire le sue opportunità di rapidissima informazione tecnologica, certamente tale massacro poteva essere essenzialmente grandemente ridotto, bastava in molti casi favorire tramite la informazione inviata dai mass media (TV, Satelliti, Radio, Cellulari, Internet …..) lo spostamento cosciente della gente a volte non molto lontano dalle spiagge. Certamente è utile riflettere sul fatto che la scissione tra “Fede e Scienza”, produce una anomalia mentale, che fa si che l’Uomo moderno ancora non sia mentalmente cresciuto pur avendo a disposizione strumenti di comunicazione rapidi che renderebbero l’umanità capace di uno sviluppo sostenibile anche in condizioni estreme di sopravvivenza. In conclusione la religiosità non può essere solo una risposta al bisogno di irrazionalità orientata dalle varie religioni per rasserenare la inconscia paura della morte con la promessa di una sovrannaturale beatificazione. Ritengo che anche per superare le future catastrofi principalmente dovute alla incoscienza umana, sarà pertanto opportuno rileggere rapidamente le convinzioni e concezioni che limitano lo sviluppo del rapporto tra “scienza e fede”, che limitando di conseguenza la crescita dell’Albero Cerebrale della Conoscenza Integrata e quindi Cosciente, conducono l’Umanità ad una cecità fortemente incosciente sia sui propri limiti che sui propri poteri deperimento pertanto ogni capacita di sviluppo globale dell’intera esistenza solidale umana. (*) – NOTA: «Figlio dell´uomo» proviene dall´Antico Testamento dal libro del profeta Daniele. Il testo che descrive una visione notturna del profeta dice : «Guardando ancora nelle visioni notturne, ecco apparire, sulle nubi del cielo, uno, simile ad un figlio di uomo; giunse fino al vegliardo e fu presentato a lui, che gli diede potere, gloria e regno; tutti i popoli, nazioni e lingue lo servivano; il suo potere è un potere eterno, che non tramonta mai, e il suo regno è tale che non sarà mai distrutto» (Dn 7,13-14).

Bibliografia
Limiti delle scienza e ricorso alla fede:
http://www.edscuola.it/archivio/lre/scifed.html
Prioni replicanti e memoria:
http://www.descrittiva.it/calip/dna/basi_proteiche_replicanti.PDF

Scarica il PDF 

Share

Paolo Manzelli

Presidente Egocreanet (ONG-FIRENZE)

Lascia un commento