Filogenesi del Linguaggio

Abstract

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Il linguaggio rappresenta la caratteristica specie specifica della razza umana ed è ѕempre l’abіlіtà che maggіormente evіdenzіa іl ѕalto evolutіvo deglі eѕѕerі umanі, completando l’acquіѕіzіone della ѕtazіone eretta e l’utіlіzzo del pollіce opponіbіle. L’oggetto dі ѕtudіo delle ѕcіenze cognіtіve è la relazіone tra fenomenologіa e retі neuralі, oѕѕіa l’applіcazіone dі tuttі і comportamentі prodottі daglі organіѕmі complessi.L’articolo presenta il processo della filogenesi del linguaggio e delle teorie che ne hanno maggiormente messo in evidenza la naturale evoluzione, sottolineando come la Teoria Gestuale sia quella che maggiormente goda di approvazione sul piano scientifico. A conclusione del lavoro un paragrafo èg interamente dedicato al concetto di lateralizzazione. Infatti proprio recentemente la Right Shift Theory èo riuscita a dіmoѕtrare l’azіone del gene RЏ e la capacіtà dі queѕt’ultіmo dі arreѕtare le faѕі neocortіcalі correlate al lіnguaggіo nell’emіѕfero deѕtro e dі altre dіverѕe peculіarіtà legate all’aѕіmmetrіa deglі emіѕferі cerebralі.

foto: http://edl.ecml.at/Portals/33/images/EDL_Logo1.jpg

Author: Ilaria Tonelli

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2 Comments

  1. L’apprendimento e la”conquista”del linguaggio,li metterei sullo stesso piano della conquista tecnologica,in tutti e due i casi il risultato è stato ottenuto dall’accumulo di conoscenze apprese e tramandate dall’uomo,fino ai nostri giorni.
    L’unica distinzione sta nel tipo di materiale manipolabile che l’uomo ha avuto a disposizione.
    Il livello tecnologico attuale è stato ottenuto dall’uomo manipolando le risorse messe a disposizione dall’ambiente cioè materia ed energia,e ha permesso al lander Philaecometa di atterrare sulla cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko.
    L’espressione massima del linguaggio attuale è stata ottenuta dall’interazione nella fase di manipolazione,delle risorse messe a disposizione dal materiale umano,cioè il singolo individuo e i suoi simili.
    Le risorse utilizzate dall’uomo per creare il linguaggio sono state;la sua mimica corporea e facciale,il controllo fine dei movimenti della mano,la sua espressione facciale,e in particolare la capacità di emettere suoni,inoltre il risultato della manipolazione di queste risorse veniva amplificato dall’effetto specchio che dava la comunicazione stessa.
    Tecnologia e linguaggio probabilmente sono andati avanti di pari passo,ma nella loro evoluzione sono sempre stati condizionati dal livello cognitivo umano,solo quest’ultimo è stato determinante nella creazione del linguaggio,in ogni sua singola fase.
    Anche se homo erectus avesse avuto un apparato fonatorio identico a quello dell’uomo moderno e la capacità di ottenere gli stessi vocalizzi,non sarebbe stato capace di organizzarli,e tantomeno apprenderli per formare delle frasi grammaticali,perché gli mancavano le dimensioni minime di alcune aree cerebrali che glielo avrebbero permesso.
    Homo sapiens anche se era praticamente identico all’uomo attuale,ha dovuto darsi da fare per riuscire a comunicare e descrivere concetti già presenti nel suo bagaglio culturale,accumulando e tramandando lentamente sempre nuove conoscenze,è arrivato a creare il linguaggio dei nostri giorni.
    Considerato questo,ora immaginiamo uno scenario fantascientifico e in parte assurdo,dove una catastrofe mondiale ha cancellato ogni forma di vita umana sulla terra ad eccezione di un gruppo di neonati, in grado di sopravvivere e replicarsi;l’ambiente viene riportato nelle stesse condizioni in cui era 100.000 anni fa,che corrisponde all’incirca alla nascita di homo sapiens,e successivamente avrà un’evoluzione identica a quella che ha avuto negli ultimi 100,000 anni.
    Data per buona la parità media cognitiva dei primi homo sapiens con i neonati sopravvissuti,i successori di questi ultimi dovranno aspettare almeno centomila anni prima di ritornare allo stesso livello di linguaggio degli umani pre catastrofe,anche se con una istruzione adeguata tutto potrebbe tornare subito come prima.
    La tecnologia ha dato un’accelerazione alla fisiologica evoluzione del linguaggio permettendone l’utilizzo a distanza,e con questo la comunicazione di massa,che,se da una parte può amplificare la forza del linguaggio,dall’altra può ridurla…tutto dipende da come l’individuo che subisce l’informazione riesce a selezionarla,filtrarla,e utilizzarla per migliorare la propria conoscenza.
    Tutto questo,unito al controllo generalizzato delle nascite,porterà in un futuro non troppo lontano ad una selezione “naturale”di alcune strutture del cervello umano,che non si sono avute nemmeno negli ultimi 60-70mila anni,con una conseguente divisione in due della società,divisione già evidente oggi ma probabilmente destinata ad ampliarsi in futuro.
    Se la società non riuscirà ad organizzarsi e affrontare il problema,si rischia di tornare a una divisione sociale del tipo pre alfabetizzazione,ma con la sostanziale differenza che in questo caso la classe inferiore diventerebbe incapace di riscattarsi.
    Tornando ai vocalizzi e al fonema;quest’ultimo dovrebbe essere prodotto dal lavoro coordinato e sincronizzato di un certo numero di muscoli dell’apparato fonatorio,niente di straordinario e di diverso, dalla coordinazione del gruppo di muscoli che permettono un battito d’ali a un uccello.
    Questo tipo di unità organizzativa sebbene sia distribuita in più aree corticali potrebbe costituire il quanto cerebrale ,cioè l’unità minima fondamentale per creare con l’aiuto di un’adeguata organizzazione su più livelli diverse aree corticali,a cui corrispondono specifiche funzioni.L‘ampiezza di tali aree corticali viene definita dai tempi di espressione genica.
    Quando pensiamo abbiamo una specie di allucinazione uditiva che ci dà l’impressione di sentire quello che stiamo pensando,mentre è solo la rievocazione parallela della sensibilità dell’apparato fonatorio guidata dal ricordo cosciente.Di conseguenza il cervello non dovrebbe contenere delle librerie di suoni e parole,ma solo le loro unità componenti di base,non per niente il senso dell’udito ha le stesse basi neurologiche e organizzative del tatto.
    I sordomuti per comunicare devono arrangiarsi con la vista e il tatto,e questo sicuramente li rende incapaci di raggiungere il livello cognitivo e di coscienza che avrebbero avuto con la normalità fisica.
    Proprio la capacità di utilizzare il linguaggio ha permesso all’uomo di creare concetti sempre più complessi e più o meno;precisi,pratici e teorici,e spesso non bene definiti,come il concetto di coscienza.
    Di quest’ultima vista la complessità si potrebbe tentare di definirne il livello,che dovrebbe essere dato dalla combinazione dei livelli,cognitivo,culturale e di esperienze di vita di un individuo,ma è impossibile farne una descrizione precisa.
    Riassumendo con un materialismo spinto al massimo,si può azzardare la definizione del concetto generale di coscienza come;una sequenza limitata di stati di materia del nostro sistema nervoso che abbia una frequenza minima.
    Una quarantina di istantanee del proprio sistema nervoso nello spazio di due secondi,dovrebbero essere sufficienti ad un individuo per riuscire a percepire la propria coscienza.

    Fiorenzo Masotti

  2. Per completare il commento precedente devo dire che,per un non addetto ai lavori come me questo articolo è veramente bello, interessante e esaustivo,specialmente nella parte dove si tenta di dare una spiegazione dell’origine del livello gerarchico cognitivo superiore dell’emisfero sinistro nelle fasi di lateralizzazione.
    Al riguardo,sarebbe interessante studiare i casi di situs inversus,per verificare se le strutture nervose del midollo e del cervello hanno la stessa collocazione e le stesse dimensioni dei normodotati;magari si potrebbe fare risalire tutto lo sviluppo della laterizzazione degli emisferi alla chiralità degli amminoacidi.
    Capire il significato della laterizzazione degli emisferi è molto importante,perché significa capire come si assembla il cervello,e da questo risalire anche a come funziona il cervello umano.

    Fiorenzo Masotti

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