Grafologia dell’Autismo

Grafologia dell’Autismo

AutismoAbstract

L’autismo è un probema in crescita esponenziale. Un caso su 86 secondo il centro di Atlanta. Moltissimi neuroscienziati suggeriscono ipotesi le più varie (alcune probabili, altre improbabili) che vanno dal coinvolgimento genetico all’intossicazione ambientale. C’è una esplosione di accanimento di cervelli che vogliono scoprire cosa c’è dietro al mistero dell’autismo. Purtroppo la società di oggi (certamente quella di ieri e forse anche quella di domani) tende a ridurre l’essere umano a un automa e per fare questo ha bisogno che l’essere umano riesca a capire il messaggio che gli viene dato giorno per giorno fin dai primi minuti della vita. E soprattutto nei primo ciclo di crescita del bambino, nei primi sette anni. In questo modo è possibile il controllo. Se incontra un altro essere che esprime la sua individualità con una comunicazione diversa la “ mente scientifica” va in tilt e si chiede che non è possibile questo modo di esistere. In un bambino con cui non c’è dialogo non è nemmeno possibile ucciderne la spontaneità, distruggere lo spirito, trasformarlo in una macchina sociale, in un robot intelligente e renderlo dipendente dal consumismo o dal pauperismo, dall’edonismo o dall’ immagine, dal reale o dall’ideale. In parole più accessibili è difficile confrontarsi con un bambino che è imprevedibile. La realtà di un bambino autistico è diversa e va letta con una visione della vita più aperta. Il bambino autistico ci insegna tante cose, attraverso il suo comportamento che le persone non autistiche, “neurotipiche “ ( che rappresentano però la maggioranza della popolazione) considerano “strano”. Bisogna solo entrare nella sua anima attraverso canali non usuali e ascoltare i profondi sentimenti che albergano nel “ suo ” cuore che non rispondono secondo il sistema a specchio degli studiosi di neurologia, ma secondo un sistema più creativo, forse sinapticamente più caotico. Conoscere è sempre qualcosa di grande e di meraviglioso, specialmente se qualche volta rinuciamo alla ragione. Bisogna capire che senza “ caos” non c’è conoscenza. E’ bello studiare la mente ma questo studio deve avere solo una finalità: dare l’opportunità a un bambino autistico di vivere la vita nella sua totalità e fargli scoprire che in questa totalità non è solo. Nessun uomo è solo su questa terra. Anche il più piccolo elemento come l’atomo è circondato da altre particelle più piccole che l’accompagnano nel suo moto energetico come protoni, neutroni ed elettroni ed altre subunità. La scrittura e il disegno possono offrirci non solo delle opportunità per sondare le vie dell’ignoto e attraverso la nube della non conoscenza entrare nello spirito divino di questi bambini, ma consentono anche di capire lo stile di vita del bambino e le difficoltà del quotidiano all’interno della famiglia (tristezza, amarezza, frustazione, senso di insuccesso, illusione e delusione, smarrimento e ricerca continua di sicurezze). Nell’autismo bisogna guardare il cielo e il suo firmamento e la terra con il ntrafgico quotidiano di una relazione difficile, quasi impossibile. Il bambino autistico è una stella luminosa nonostante la sua incomunicabilità e il suo isolamento (non un buco nero nella materia oscura). Bisogna, però, avere anche i piedi per terra e una famiglia con un bambino o una bambina con autismo deve essere aiutata e guidata ad affrontare la sofferenza, mano nella mano, con dignità e professionalità.

Foto: Autismo.jpg

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angelo vigliotti

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