I Gatti di Wiener

I Gatti di Wiener

Riflessioni sistemiche sulla complessità

di Ignazio Licata

Cover-gattiLa tematica dell’emergenza e i fenomeni legati alla complessità sono stati al centro negli ultimi anni di un acceso dibattito e spesso di un facile entusiasmo che ha talvolta assunto anche i colori della moda intellettuale. Scienziati, filosofi ed epistemologi si sono confrontati su temi che si collegano in modo del tutto naturale al pensiero sistemico, che è attualmente al centro dell’attenzione di studiosi e dell’opinione pubblica per le dirompenti conseguenze sulla consapevolezza della costruzione e dell’organizzazione dei saperi scientifici, e con ricadute sull’economia, i sistemi sociali, le scienze della mente. Infatti la complessità non è un affare che riguardi solo una scienza – la fisica, come di solito è avvenuto in passato – ma impegna e sollecita interessi molteplici provenienti da discipline prima scarsamente connesse; possiede quindi una forza di impatto sull’immaginario scientifico e sulla stessa progettualità umana di gran lunga superiore a più teoretiche ed astratte tematiche concernenti, ad es., la struttura ultima della materia. In questo libro Ignazio Licata – fisico dalla solida preparazione e aduso alla concretezza dei laboratori di ricerca – è lungi dal sottovalutare l’importanza dell’impatto di questo nuovo settore di ricerca e tuttavia si distingue, rispetto ad altre presentazioni che se ne fanno, per il suo non indulgere a facili entusiasmi, ad epocali fratture, a discontinuità insanabili, ad insuperabili incommensurabilità. Nel pensiero di Licata v’è la solida convinzione di una perdurante unità della ragione, e quindi della continuità del pensiero scientifico, che tuttavia può essere sostenuta solo grazie a un’idea di scienza che per molti aspetti rompe con quelli che sono stati i consolidati scenari epistemologici del secolo appena passato ( Introduzione di F. Coniglione, Univ. CT)

Info addizionali

Autore: Licata Ignazio
Prezzo: € 22,00 (Sconto -15% € 18,70)
Dati: 2015, 260 p., brossura
Editore: Bonanno (collana Cultura e formazione. Filosofia)


 

Prefazione

Il termine “complessità” ha conosciuto in questi anni un successo crescente correlato ad una inflazione del suo significato scientifico originario. La complessità non consiste nell’affermare che “tutto è collegato con tutto” e neppure che “tutto è troppo complicato per poter essere ricondotto ad una visione unitaria”, affermazioni vaghe e dunque banalmente vere.  Il posto naturale della complessità è tra l’entropia e l’informazione, nello studio dei processi collettivi che presentano emergenza. Questi approcci offrono suggerimenti di forte rilevanza anche per la filosofia della scienza per ciò che riguarda il ruolo dell’osservatore come costruttore di modelli ed organizzatore di conoscenza,  tematica che si inquadra nella tradizione sistemico-cibernetica di Norbert Wiener e Heinz von Foerster ed ha una risonanza con la scuola di Leopoli-Varsavia-Poznań, che valorizza il ruolo dell’astrazione e dei modelli nella costruzione delle teorie.

Questa raccolta di saggi intende offrire al lettore un’introduzione agli strumenti concettuali della fisica della complessità e dell’emergenza ed alle sue implicazioni epistemologiche. Gran parte dei lavori nascono da una riscrittura organica di precedenti contributi per riviste specializzate. Un ringraziamento va al Prof. Gianfranco Minati ed all’AIRS ( Associazione Italiana Ricerche Sistemiche) ed in ugual misura a Sergio Boria e Giorgio Narducci dell’AIEMS (Associazione Italiana Epistemologia e Metodologie Sistemiche).  Ho un debito profondo con alcuni colleghi ed amici con i quali ho condiviso l’interesse per i sistemi complessi: Eliano Pessa, Tito Arecchi, Marcello Cini, Gregory Chaitin, Alessandro Giuliani, Joe Zbilut. Questo progetto non avrebbe preso forma senza il supporto attivo e l’intesa intellettuale con il Prof. Francesco Coniglione, che ha creduto nel libro e lo ha voluto accogliere nella prestigiosa collana di filosofia della scienza che dirige per Bonanno editore. Con Francesco abbiamo in comune alcune idee su come scienza e filosofia dovrebbero dialogare senza perdere la propria specificità. Se la filosofia è una scienza peculiare, le teorie scientifiche non dovrebbero mai essere tentate dal proporsi come filosofia universale. A ciascuno il suo.

Quando ero ragazzo volevo studiare filosofia e specializzarmi poi in filosofia della scienza. Ho pensato poi che sarebbe stato meglio prima acquisire una solida formazione in fisica. Li poi sono rimasto, affascinato dalla capacità della matematica di raccontare la natura e dalla struttura della teoria quantistica. In quegli stessi anni l’avvento dei personal computer portava con sé l’onda lunga della prima Intelligenza Artificiale, e Paul Thagard si chiedeva quanto una macchina potesse fare scienza, questione che ci porta direttamente alle strategie cognitive che usiamo per descrivere il mondo sperimentato attraverso modelli e teorie. Questo “mentre fa inventa il modo di fare” (L. Pareyson) è la caratteristica essenziale della scienza, la sua comprensione richiede un salto di qualità ed un nuovo e più stretto rapporto di collaborazione tra scienza praticata e filosofia della scienza.

Ignazio Licata

Full Professor of Theoretical Physics,
ISEM, Inst. For Scientific Methodology (Palermo)

&

School of Advanced International Studies on Applied Theoretical and Non
Linear Methodologies in Physics Bari (Italy)

Marsala, 26 Marzo 2015

foto: turbulence_in_an_otherwise_stable_quantum_field_by_benjagaiden-d4wndsv.jpg

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Direttore Editoriale di Neuroscienze.net

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