Grafologia del Parkinson e delle Sindromi Extrapiramidali

Grafologia del Parkinson e delle Sindromi Extrapiramidali

Abstract

MTE5NDg0MDU1MzkxMzQwMDQ3 James Parkinson nacque a Londra nel sobborgo di Hoxton Square nel 1755. Suo padre John era un chirurgo. Si laureò in medicina alla London Hospital Medical College, e seguì nel 1785 una serie di lezioni tenute dal grande chirurgo Scozzese, John Hunter. Nel 1787 fu nominato “Fellow of the Medical Society of London”. Oltre che medico si interessò anche di geologia e paleontologia scrivendo un libro di studio e di ricerca: “Organic Remains of the Former World” in tre volumi. Nel 1817 scrisse il saggio: Essay on the Shaking Palsy (saggio sulla paralisi agitante) “nel quale riportò sei casi clinici di “paralisi agitante” seguiti per un lungo periodo di tempo, con le seguenti caratteristiche sintomatologiche: tremore, rigidità e acinesia. Charcot, il grande neurologo francese, quaranta anni dopo, descrivendo questa malattia nel suo trattato “Leçons sur les maladies du système nervoux” la denominò “Morbo di Parkinson”.

James Parkinson muore all’età di 69 anni, il 21 dicembre 1824. Viene sepolto nel cimitero londinese di St. Leonard. A 200 anni circa dalla pubblicazione del saggio (1817) di questo grande medico che descrisse in modo perfetto, i più importanti sintomi della malattia, il mio desiderio è ricordarlo con uno studio di grafologia medica. Un piccolo e modesto contributo per comprendere il rapporto tra gesto grafico e malattia. La bradicinesia, cioè il rallentamento motorio, si può manifestare nella scrittura anche 10 anni prima della diagnosi ufficiale. Risulta quindi molto importante la valutazione del grafologo e lo studio del percorso grafico del soggetto affetto dalla malattia di Parkinson o da altri parkinsonismi.

Foto: MTE5NDg0MDU1MzkxMzQwMDQ3.jpg

Foto: Writing_by_a_Parkinson’s_disease_patient.png

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angelo vigliotti

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