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Inside Out: Controllo, o naturale espressione dell’emotività?

inside_out_2015_movie-wideLa parola emozione, letteralmente, significa “muovo all’infuori” (di me). Si tratta di una forza insopprimibile, naturalmente presente nell’animo umano, che se soppressa si concretizza al di fuori del corpo: attacchi di panico, risse, insonnia sono solo alcuni esempi di emozioni trattenute che maturano in uno sfogo esterno. Il modo in cui ci si relaziona alle emozioni subisce anch’esso una evoluzione, un cambiamento dovuto all’ingresso a nuove fasi della vita o a condizionamenti sociali e culturali. Non è un caso che nella nostra cultura, molto orientata alla quantità e ben poco alla qualità, ci  si chieda sempre “come va?“, ma quasi mai “come ti senti?“, quasi fosse una violazione di chissà quale area privata se non peggio una vera e propria perdita di tempo, un’inutile inefficienza.

La psicologia ha ormai riconosciuto da tempo l’importanza delle emozioni, all’interno del suo ambito di ricerca: l’intelligenza emotiva e il suo sviluppo sono fondamentali per vivere la vita al meglio. La psicologia delle emozioni pone quindi alcune grandi domande: le emozioni devono essere “domate” attraverso razionalità e controllo o la strada migliore per lo sviluppo di una profonda intelligenza emotiva è la libera espressione dell’emotività? Si possono esprimere le proprie emozioni tanto liberamente quanto in modo equilibrato? Conviene alla società, alle aziende e ai singoli individui che le emozioni vengano espresse e canalizzate in contesti costruttivi?

Il film della Pixar/Disney “Inside Out”, del regista Pete Docter, presenta un’inquadratura tanto  meccacinistica quanto immediata dei meccanismi della vita emozionale: la psicologia delle emozioni costituisce chiaramente il sottofondo costante della pellicola. Alcune fonti affermano che Docter abbia ingaggiato come consulente Paul Ekman, che ha teorizzato le emozioni primarie: rabbia, disprezzo, paura, gioia, sorpresa e tristezza. Per dirla in gergo fisico, queste emozioni primarie sarebbero gli “atomi” a partire dai quali, con varie combinazioni, si costruisce l’emotività della persona e si ottengono emozioni secondarie (timore, paura, amore, etc.).

In “Inside Out” sono presenti quasi tutte le emozioni primarie: manca infatti solo la sorpresa, mentre rabbia, disprezzo, paura gioia e tristezza costituiscono i capisaldi di questo viaggio all’interno della psicologia quotidiana a opera di Docter.

La storia analizza a fondo un periodo molto particolare della vita, l’entrata nell’adolescenza di Riley: questo scarto tra il dorato mondo immaginifico infantile e la porta adolescenziale, è simboleggiato dal trasloco a San Francisco della sua famiglia. Il nuovo “mondo” si presenta agitato, confusionario e sfidante: il caos, il disordine provocato dall’entrata in una nuova fase della vita e dalla gestione delle nuove spinte emozionali è reso magnificamente dai vari personaggi del film, gli attori nella cabina di comando della sua mente.

Cosa succede dunque nella mente di Riley? La bambina, attraverso un complicato processo di interiorizzazione, che coinvolge memoria e ricordi, scopre l’importanza delle emozioni tristi e la loro insostituibile funzione al momento di assegnare il giusto valore alle cose ed agli eventi della propria vita. Al disincantato e fiabesco mondo dorato dell’infanzia, si sostituisce un mondo in cui l’atmosfera inizia a divenire variabile, ma non per questo meno affascinante.

Cos’è dunque l’emotività? Si tratta davvero di qualcosa in contrapposizione con quello che siamo soliti chiamare razionalità? Il concetto di razionalità dipende anch’esso, come ogni tassello di ciò che chiamiamo cultura, da influenze sociali e non solo dal percorso di crescita e di formazione individuale. “Inside Out” scolpisce attraverso le immagini una stupenda concezione: che le emozioni siano il termometro della ragione, il sostrato basaltico da cui originano i nostri sentimenti, desideri, aspirazioni, motivazioni e azioni. Un film davvero bello che dipinge con maestria, sebbene come detto attraverso una metafora meccanicistica, una concezione umana della ragione e dello sviluppo di sè: le emozioni aiutano, e non ostacolano, il pensiero razionale.
FOTO: http://www.caramelcandybyrf.com/blog/wp-content/uploads/2015/10/inside_out_2015_movie-wide.jpg

Author: Matteo Canori

Work and Organizational Psychologist

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