Che cosa è la Programmazione Neurolinguistica

Neuroscienze.netABSTRACT

La PNL è lo studio dell’interazione umana che si occupa dei processi e delle forme di comunicazione a differenti livelli, per l’individuazione, lo studio e l’analisi, delle strategie e dei processi alla base dei comportamenti e delle attività umane. 

La Programmazione neurolinguistica (PNL) è il prodotto dello studio di due geniali personalità, Richard Bandler matematico e Psicologo, e John Grinder Professore di Linguistica. Durante i primi anni 70 i due studiosi hanno iniziato a collaborare all’interno dell’Università di Santa Cruz (California) nella formalizzazione di ciò che più ha affascina l’ambito degli studi sulla mente, il cambiamento. Dalle spalle dei giganti della terapia, dell’antropologia, dei filosofi della scienza e dei grandi comunicatori i due studiosi hanno estrapolato, attraverso un metodo d’indagine definito da loro stessi modellamento, un insieme di tecniche organico in grado di dare un’esplicita competenza a chi si interessa di comunicazione e di cambiamento. La PNL è lo studio dell’interazione umana che si occupa dei processi e delle forme di comunicazione a differenti livelli, per l’individuazione, lo studio e l’analisi, delle strategie e dei processi alla base dei comportamenti e delle attività umane. Richard Bandler e John Grinder definiscono la PNL come lo studio dell’esperienza soggettiva, cioè come ogni individuo costruisce il proprio modello del mondo e, quindi, di come agisce nel mondo. La sua natura pragmatica pone particolare attenzione sull’interazione e sull’apprendimento esperenziale, rendendo espliciti i processi che i professionisti usano in modo inconscio, cioè implicito. La PNL mette in luce come sia importante la distinzione tra il “sapere” ed il “sapere come”, fornendo un insieme di strumenti per aumentare le possibilità sia del terapeuta che del cliente. Il presupposto di base è l’affermazione del linguista A. Korzybsky: “la mappa non è il territorio”, resa nota da G. Bateson. Non avendo un contatto diretto con la realtà utilizziamo i nostri cinque sensi che ci permettono di filtrarla, costruendo una rappresentazione o mappa della stessa; tale rappresentazione è costruita prevalentemente da noi, in modo totalmente soggettivo, ma con un grado di sistematicità che può essere esplorato attraverso le lenti della PNL. La teoria della Programmazione Neurolinguistica è alquanto eclettica e polisemica: le sue radici affondano nella rivoluzione cognitiva di Miller, Galanter e Pribram passando dagli studi sulla comunicazione di P. Watzlawick, JH. Weakland, R. Fisch, DD Jackson (del Mental Research Institute di Palo Alto) alle brillanti intuizioni dell’antropologo Gragory Bateson per ritrovare conferme nella terapia strategica breve e nelle moderne tecniche di aiuto. Bandler e Grinder attraverso lo studio analitico dei maestri della psicoterapia (Virginia Satir, pioniera della terapia della famiglia; Fritz Perls capostipite della Terapia della Gestalt; M. H. Erickson il noto Psichiatra e ipnotista clinico) riuscirono, nonostante teorie di partenza differenti, a sintetizzare i loro lavori basandosi sulla relazione e sulla forma piuttosto che sul contenuto, nella profonda convinzione che il denominatore comune dei loro “magici” interventi avesse una struttura. Impiegata in tutto il mondo ed in diversi contesti come nella formazione, nel marketing e in ambito clinico, la PNL si è più volte mescolata con altre discipline che, oltre a contornarla di un alone di mistero, l’hanno resa preda di idee newage che ne hanno danneggiato l’aspetto di ricerca-azione nella quale è nata. Tuttavia oggi è innegabile l’apporto del suo plus-valore negli ambiti sopraccitati ed in modo particolare in tutte quelle professioni che hanno come interesse preponderante la comunicazione. Bandler e Grinder, durante le ore passate a modellare (termine inventato da loro per descrivere il processo di estrapolazione delle strategia mentali) i maestri in azione hanno delle intuizioni significative su come gli esseri umani organizzano la realtà. Bandler in uno dei suoi ultimi libri (“Time for a change”) racconta che: “ un giorno, mentre stava nello studio di M. Erickson per la sua formazione di ipnoterapeuta, entrarono due persone particolari: uno psichiatra molto noto con una sua paziente psicotica. Erickson per mostrare alla cliente il suo modo di operare, chiese allo psichiatra di sedersi in quella che lui chiamava la sedia della trance. Non appena raggiunto uno stato ipnotico abbastanza profondo, Erickson iniziò a chiedere allo psichiatra di creare delle immagini, alcune appartenenti ad esperienze realmente accadute ed altre a cose immaginate”. Bandler fu molto colpito da quello che stavano ascoltando le sue orecchie: “Le immagini reali sono rotonde e colorate, mentre quelle inventate sono quadrate e opache” disse lo psichiatra. In quel momento Erickson stava mostrando alla giovane psicotica che tutti abbiamo un modo per poter allucinare e distinguere la realtà dalla fantasia solo che lei aveva perso tale abilità e voleva mostrale come, sotto ipnosi, fosse possibile farla perdere anche al suo psichiatra (persona seria e di tutto rispetto). Questo come altri curiosi aneddoti portarono i due autori a delle semplici, ma geniali intuizioni: l’input derivato dall’ambiente viene filtrato attraverso i nostri cinque sensi i quali, essendo più o meno sviluppati, formano dei pattern di interazione tra essi per dare significato alla realtà circostante. Quindi, modificando tali pattern, è possibile alterare le reazioni psicofisiologiche ad essi connesse. Combinando tali pattern, ponendo più attenzione alla forma che al contenuto, è possibile dare nuove direzioni alla mente, la quale è talmente legata alle proprie modalità di organizzare l’esperienza da esserne prigioniera. La PNL non è esente da critiche: “E’ importante sottolineare che la PNL non è un modello, ma una serie di tecniche e per questo in ambito terapeutico la sua efficacia è limitata: effetti sorprendenti ma con inevitabili ricadute” (Nardone, comunicazione personale 2004) Tuttavia la conoscenza delle tecniche di PNL è uno strumento in più nella valigetta degli attrezzi per poter aumentare la gamma di scelte e l’efficacia degli interventi sia nell’area terapeutica che in quella del lavoro.

 

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Gennaro Romagnoli

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