Effetti degli Steroidi Anabolizzanti sul Comportamento


Identità Psico-Corporea e Roid Rage

 

Esiste una rabbia che non ha niente a che vedere con la cattiveria.
È il ruggito di chi
sta proteggendo le proprie fragilità.

Paola Felice

INTRODUZIONE

Parlare indifferentemente, tanto di una civiltà di individui muscolosi quanto di dopati; farlo in una società in cui l’immagine è sviluppo, ovvero evoluzione; giudicare un corpo statuario con l’etichetta del patologico fanatismo; demonizzare strategie (seppur poco “ecologiche”) non offrendone altre (più utili), non è la realtà del senso comune ma il modus operandi di specialisti privi di competenze su una tematica così subdola quanto frequente e delicata: l’utilizzo degli steroidi anabolizzanti.  Anni di lavoro in osmosi con persone che manifestavano disagi per la propria condizione fisica – tra cui utilizzatori di farmaci anabolizzanti – mi hanno insegnato come, spesso, la ricerca disperata della variazione di peso è tampone stabilizzante di un adattamento complessivamente precario: una toppa sulla veste lacera del tessuto biologico, sociale e – più di frequente – su quello psicologico.  È assolutamente vero che nessun farmaco dona quel che e soltanto una lunga disciplina educativa gradualmente costruisce nell’apporto della coscienza vigilante e della volontà ben disposta, tuttavia, questa affermazione, non deve porsi come scudo – apparentemente umile ma di fatto arrogante – dello specialista il cui punto di vista, a volte, non coincide con chi, di fronte a lui, si pone con questa speranza.

 

Immagine e autoimmagine

 L’immagine è atto primario nel processo formativo dell’uomo. La psicologia ci informa che a livello di strutture ancestrali gli istinti vengono diretti originariamente mediante immagini anticipanti (peraltro, Jung, aveva già a lungo constatato).  Questo giustifica l’affanno della disperata ricerca – nonché l’esplosione mediatica –  che spinge ad essere sempre più legati all’ossessione del corpo con un atteggiamento simile a quello dello scultore che non è mai soddisfatto della sua statua che ricava dal marmo; si tenta così di ottenere un corpo diverso dai corpi normali.  Ma quando l’immagine interiore (autoimmagine) – dipinta artisticamente nel proprio Io – non coincide con l’immagine esteriore (il corpo) si genera un disallineamento che interviene a livello comportamentale. Quest’ultimo può portare all’indebolirsi dell’interiorità, genera rabbia, senso di irrealtà, indecisione, disattenzione, confusione dei sentimenti e anaffettività.

È proprio in quest’atmosfera che aumentano le probabilità di utilizzo dei farmaci – in primis gli steroidi anabolizzanti –  per provocare una modifica corporea nel tentativo di un riallineamento (tra autoimmagine e immagine corporea).

 

Effetti degli steroidi anabolizzanti

Tutti gli steroidi anabolizzanti (AAS: ‘Anabolic Androgenic Steroids’) correntemente utilizzati sono derivati del testosterone o ne sono vere e proprie modificazioni della sua struttura. L’ uso abusivo di steroidi anabolizzanti è una preoccupazione crescente nei ragazzi adolescenti e l’abuso cronico è associato a conseguenze di salute multi-sistemiche.  L’uso di steroidi androgeni anabolizzanti aumenta drammaticamente nei maschi adolescenti. La loro esposizione durante questo periodo critico ha larghe conseguenze, tra cui la densità della spina dendritica aumentata, i livelli di serotonina cerebrali alterati e l’aggressione esasperata in risposta alla provocazione fisica. Gli androgeni esercitano il loro effetto su varie parti del corpo, inclusi muscoli, ossa, bulbi piliferi nella cute, fegato e reni, sistema riproduttivo, ematico, immunitario e nervoso. I loro effetti sono modulati da particolari enzimi steroid-converting situati all’interno degli organi bersaglio (Contrò et al., 2012).

 

Il fenomeno del Roid-Rage

I dati umani suggeriscono che gli AAS inducono un’aggressione indiscriminata e non provocata spesso descritta come Roid-Rage. Tuttavia, gli studi sugli animali indicano che l’impatto comportamentale dell’AAS è modulato da contingenze esperienziali e sociali, da una provocazione percepita e la composizione chimica dell’AAS. Ad esempio, nell’assunzione di alcuni farmaci anabolizzanti come lo Stanozololo può rivelarsi un contrasto, ovvero l’inibizione dell’aggressione (sperimentato nei giovani ratti maschi che in adulti) anche quando provocati fisicamente; mentre il Nandrolone ha effetti minimali sull’aggressione, a meno che non sia preceduto da una formazione di attacco.

È stato preso anche in considerazione il livello di serotonina (5-HT) suggerendo che i maschi con basso livello di 5-HT siano più aggressivi in ​​un contesto minaccioso quando provocati. Nel test di intrusione di coppia residente, il testosterone ha aumentato notevolmente l’aggressione, suggerendo che in un contesto ad alta minaccia l’aggressione è mediata in primo luogo dagli AAS, superando altresì il comportamento di congelamento indotto da bassa serotonina.  Questi dati suggeriscono che la bassa serotonina può essere un fattore che contribuisce all’aumento dell’aggressività dimostrato dagli adolescenti che abusano di AAS (Kubala, 2008).

Tuttavia è bene prendere in esame alcune variabili, come la frequenza, la quantità e la tipologia di farmaco utilizzato nonché i tratti disposizionali della personalità dell’individuo che ne fa uso.

 

Utilizzo degli AAS: perdita di grasso e aumento muscolare

Alcuni effetti avversi comportamentali, quali disordini alimentari e/o l’esercizio fisico compulsivo, sono stati correlati con l’assunzione di AAS (Olivardia et al., 2004; Tod D, Edwards, 2013) come anche il rapporto tra il sé corporeo percepito e quello reale, in ragazzi adolescenti. Da alcuni studi (Olivardia et al., 2004) è emerso che l’abuso di AAS è elevato tra i ragazzi che si percepiscono sotto peso, ritenendo che un corpo sufficientemente muscoloso è un costrutto importante nella soddisfazione maschile.

Tuttavia, l’elevato rischio di abuso di AAS, in tali soggetti, può sembrare un “controsenso”, se è paragonato a quello di maschi con elevato peso corporeo in cui si ricercano strategie comportamentali dimagranti (McCabe MP, Ricciardelli, 2001). In altri termini, in quest’ultimi, l’utilizzo risulta trascurabile.

Altresì, alcuni ragazzi che si auto-percepiscono in sovrappeso possono andare incontro al desiderio di una riduzione del grasso corporeo, che oscura la visibilità muscolare ma, contemporaneamente, possono avere il desiderio di un maggiore grado di crescere (Bhasin S, Woodhouse L, Casaburi R, et al., 2001; Kanayama, Pope, 2012). In conseguenza di questo, recenti evidenze raffigurano distinti profili di abuso di AAS tra i maschi, orientata anche alla perdita di grasso e sviluppo muscolare (Hildebrandt et al.,  2007). Infatti, l’immagine del corpo nei ragazzi in genere corre lungo due dimensioni: muscolosità e magrezza (Brunet et al., 2010; Kelley et al., 2010).

 

Procedure terapeutiche

L’evidenza suggerisce che tecniche cognitivo-comportamentali hanno dato risultati promettenti per la ricalibratura del disturbo dell’immagine del corpo (Delinsky, Wilson, 2006). I risultati attuali, quindi, sostengono l’applicazione di simili tecniche di ristrutturazione cognitiva finalizzati a ricalibrare un’immagine corporea distorta in coloro che sono più a rischio per abuso di AAS.

L’ottimizzazione dell’immagine corporea (cognizione/distorsione) migliorerebbe la percezione in quelli a rischio di abuso di AAS.

I medici dovrebbero avere familiarità con l’intero spettro dell’immagine del corpo e le preoccupazioni esistenti tra i ragazzi.

I medici preoccupati per il proprio paziente che può essere soggetto all’utilizzo degli AAS potranno conoscere i gradi di muscolosità a cui egli aspira, ovvero l’orientamento estetico che ha del proprio corpo, e al cambiamento comportamentale del consumo di cibo; altresì la supplementazione alimentare e l’uso compulsivo di esercizi fisici per modellare il proprio corpo (Jampel, 2016)

Un percorso che, potrebbe essere paragonato, a quanto accade al cieco che, avendo guadagnato la vista in seguito ad intervento chirurgico, dapprima incapace di vedere deve ritrovarsi nella propria realtà consueta, aprire gli occhi e notare un certo allineamento tra quello che percepiva e quello che realmente è.

L’esposizione all’AAS durante l’adolescenza può avere una serie di conseguenze bio-comportamentali non intenzionali. Tuttavia, la percezione di innocuità circonda l’uso di AAS. La percezione di innocuità è promossa dalla disponibilità di AAS soprattutto tramite farmacie internet.  Una convinzione prevalente è che, sebbene AAS siano illegali, non vengano percepiti come veramente cattivi (Lumia, 2010).

 

BIBLIOGRAFIA

  • Lumia, A. R. “Impatto degli steroidi androgeni anabolizzanti su maschi adolescenti.” Physiol Behav3 (2010): 199-204.
  • Kubala, Kenneth H., et al. “The effects of an anabolic androgenic steroid and low serotonin on social and non-social behaviors in male rats.” Brain research1232 (2008): 21-29.
  • Contrò, Valentina, Antonino Bianco, and Patrizia Proia. “MECCANISMI D’AZIONE DEGLI STEROIDI ANABOLIZZANTI ANDROGENICI ANABOLIC-ANDROGENIC STEROIDS SIGNALING.”, 2012.
  • Olivardia R, Pope HG, Borowiecki JJ, III, Cohane GH. Biceps and body image: The relationship between muscularity and self-esteem, depression, and eating disorder symptoms. Psychol Men Masc. 2004;5:112–120.
  • Tod D, Edwards C. Predicting drive for muscularity behavioural engagement from body image attitudes and emotions. Body Image. 2013;10:135–138.
  • McCabe MP, Ricciardelli LA. Body image and body change techniques among young adolescent boys. Eur Eat Disord Rev. 2001;9:335–347.
  • Kanayama G, Pope HG. Illicit use of androgens and other hormones: Recent advances. Curr Opin Endocrinol Diabetes Obes. 2012;19:211–219.
  • Bhasin S, Woodhouse L, Casaburi R, et al. Testosterone dose-response relationships in healthy young men. Am J Physiol Endocrinol Metab. 2001;281:E1172–E1181.
  • Hildebrandt T, Langenbucher JW, Carr SJ, Sanjuan P. Modeling population heterogeneity in appearance- and performance-enhancing drug (APED) use: Applications of mixture modeling in 400 regular APED users. J Abnorm Psychol. 2007;116:717–733.
  • Brunet J, Sabiston CM, Dorsch KD, McCreary DR. Exploring a model linking social physique anxiety, drive for muscularity, drive for thinness and self-esteem among adolescent boys and girls. Body Image. 2010;7:137–142.
  • Kelley CC, Neufeld JM, Musher-Eizenman DR. Drive for thinness and drive for muscularity: Opposite ends of the continuum or separate constructs? Body Image. 2010;7:74–77.
  • Delinsky SS, Wilson GT. Mirror exposure for the treatment of body image disturbance. Int J Eat Disord. 2006;39:108–116.
  • Jampel, Jonathan D., et al. “Self-perceived weight and anabolic steroid misuse among us adolescent boys.” Journal of Adolescent Health4 (2016): 397-402.

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Claudio Lombardo

Il dott. Claudio Lombardo è laureato in «Scienze organizzative e gestionali», «Scienze e tecniche psicologiche» nonché laureando in «Processi cognitivi e Tecnologie».

È autore dei libri: Iscriversi in palestra e continuare ad andarci; La scienza del dimagrimento; Dal mondo del sovrappeso all’universo dell’obesità. 

È coautore dei libri: La dipendenza affettiva e sessuale tra normalità e patologia; La violenza al di là del genere: quando la vittima è lui; Il corpo nell’arte.

Per informazioni consultare il sito internet: www.dimagrirefit.com

Comments

  1. Per ricalibrare l’immagine del corpo bisogna agire fare ore ore di ripetizioni in palestra o attivita aerobiche la chiave è la costanza abbinata magari a degli integratori atti a sfruttare le finestre anaboliche altro che steroidi e anabolizzanti.
    Il tuo comportamento è creato dall’abitudine e girerà intorno agli allenamenti e lo specchio sarà gratificante , naturalmente.

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