Studio dei meccanismi neuronali coinvolti nell’analisi visiva del movimento nel neonato

fonte: http://campibisenzio.files.wordpress.com/

ABSTRACT

L’analisi del movimento è uno degli aspetti fondamentali ed essenziali della percezione visiva. La possibilità di percepire il movimento fornisce una delle più ricche fonti di informazione sia per quanto riguarda l’ambiente, e le caratteristiche in esso contenute, sia per i movimenti dell’osservatore che si sposta all’interno dell’ambiente stesso. Infatti, questo sistema è in grado non solo di valutare la traiettoria e la velocità degli oggetti presenti nell’ambiente, ma anche di fornire all’osservatore la possibilità di valutare i segnali di moto utili alla deambulazione, e di ricostruire una rappresentazione visiva di un mondo tridimensionale attraverso due immagini retiniche bidimensionali.

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Il flusso ottico (optic flow), prodotto sulla retina durante la locomozione, fornisce molteplici informazioni circa la direzione del movimento dell’osservatore e la struttura tridimensionale dell’ambiente. Il flusso ottico (optic flow) può essere decomposto matematicamente in quattro movimenti di base, una componente circolare, una componente d’espansione, una componente di traslazione, e una deformazione. Esistono molti studi portati avanti su soggetti adulti per quanto riguarda la percezione di questo tipo di movimento (studi basati su tecniche psicofisiche, su potenziali evocati, su fRMI), ma purtroppo si sa ancora molto poco dei meccanismi responsabili della percezione del flusso nei neonati e nei bambini di pochi mesi. La nostra ricerca cerca di colmare questa lacuna: attraverso l’uso della tecnica dei Potenziali Evocati Visivi (VEP), ci siamo proposti di analizzare la risposta corticale di 4 bambini a stimoli in espansione, rotazione e traslazione. Le misurazioni sono state fatte a partire dalle 4-5 settimane di età, e ripetute, per quanto possibile, ad età maggiori. Infatti, la maturazione della risposta dei bambini ai potenziali evocati che si verifica con l’aumento d’età può fornire indicazioni importanti circa lo sviluppo di circuiti corticali specifici. In particolar modo, scopo del nostro studio è stato quello di analizzare i circuiti del complesso MT, coinvolti nell’analisi del flusso. Da un’analisi longitudinale delle risposte dei nostri soggetti risulta che è già presente una risposta specifica per il flusso ottico a partire dalle 5 settimane. Questo risultato è significativo, in quanto è presente in tutti i bambini testati. Inoltre abbiamo riscontrato differenze per quanto riguarda la percezione dei diversi tipi di flusso: risulta infatti che la prima risposta ad essere rilevata sia quella per l’espansione, mentre la risposta alla rotazione è presente più tardi, e quella alla traslazione ad età ancora maggiori. Possiamo quindi supporre che intorno alle 5-6 settimane cominci ad essere presente una specializzazione dei circuiti corticali deputati alla percezione del flusso ottico di espansione, mentre quelli deputati all’analisi della rotazione hanno uno sviluppo più lento, in quanto per avere risposte significative a questo stimolo bisogna aspettare oltre le 10 settimane di età. Questo diverso sviluppo dei due tipi di flusso è in accordo con l’ipotesi che esistano due meccanismi distinti per questa analisi, uno per l’espansione, e uno per la rotazione (Morrone, Burr e Di Pietro, 1999).

 

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Federica Trombella
Federica Trombella

Laurea con votazione 110/110 in Psicologia, indirizzo Psicologia dello Sviluppo e dell´Educazione, presso la facoltà di Psicologia dell´Università degli Studi di Firenze, con tesi dal titolo “Studio mediante potenziali evocati dei meccanismi neuronali coinvolti nell´analisi visiva del movimento nel neonato”

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