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Computazione Biologica e Simulazione Neurale

Neurone Biologico nei Paradigmi delle Reti Neurali Artificali  Abstract Questi ultimi anni sono stati caratterizzati da un sempre maggiore interesse verso la simulazione (software ed hardware) dei processi computazionali biologici ed è ormai dimostrato che un automa può acquisire nuove esperienze e generalizzarle. Una macchina può quindi essere liberata dall’eseguire in maniera rigida e schematica regole in essa programmate. Attraverso l’implementazione di algoritmi di simulazione...

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Dalla Comunicazione alla Teoria dell’Attaccamento in Terapia Familiare

Dalla Comunicazione alla Teoria dell’Attaccamento in Terapia Familiare

La comunicazione è sempre stata pilastro fondamentale di ogni psicoterapia, sin dai tempi di Freud, e deve esserlo, perché la parola (anche la non verbale) non è altro che il tramite attraverso il quale può essere veicolata la possibilità di cambiamento. Ma nel cosiddetto Milan Approach del gruppo di Milano di Mara Selvini Palazzoli, il terapeuta fa della parola un uso sostanzialmente differente rispetto a...

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Sistemi Adattativi e Reti Neurali

Un parallelismo tra Ingegneria e Biologia Il termine adattamento è usato prevalentemente in campo biologico per indicare esseri viventi che sono in grado di modificare sé stessi con lo scopo di sopravvivere ai cambiamenti dell’ambiente circostante. Tali adattamenti consentono agli organismi viventi di affrontare gli stress e le pressioni dell’ambiente. Essi si riferiscono ad ogni tipo di alterazione nella struttura o della funzione di un...

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Neuropedagogia Implicata

Metapsicologia e sviluppo psico-affettivo A partire dalla fine della seconda guerra mondiale, la società occidentale si è sviluppata ad un ritmo vertiginoso. Mentre però l’ambito scientifico e tecnologico ha visto incrementare la sua potenzialità in maniera esponenziale, non è stato così per la società che ha creato un ambito fortemente competitivo che ha influenzato negativamente la vita del singolo, della famiglia, del gruppo ed anche...

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Il Significato Evolutivo della Musica

La teoria dell’evoluzione La teoria dell’evoluzione, legata soprattutto al nome di Charles Darwin (1859), prevede che l’evoluzione delle specie avvenga per selezione naturale. In poche parole, gli organismi che presentino tratti che risultino adattivi rispetto all’ambiente che li circonda avranno più probabilità di sopravvivere, dunque di riprodursi e di trasmettere i loro “geni adattivi” alle future generazioni, mentre gli altri cadranno probabilmente vittima dei predatori...

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14 ipotesi sul funzionamento del cervello

seconda parte Abstract: Le neuroscienze studiano il cervello, la psicologia la psiche; le prime usano strumenti ‘oggettivi’ – l’EEG, la TAC, la PET, ecc. –, la seconda strumenti ‘soggettivi’: l’intuito, l’introspezione, l’empatia, ecc. Ma cervello e psiche sono due facce di una stessa medaglia: è quindi ragionevole cercare di gettare un ponte fra le neuroscienze e la psicologia. In questo articolo si presenta un modello...

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14 ipotesi sul funzionamento del cervello

prima parte Abstract: Le neuroscienze studiano il cervello, la psicologia la psiche; le prime usano strumenti ‘oggettivi’ – l’EEG, la TAC, la PET, ecc. –, la seconda strumenti ‘soggettivi’: l’intuito, l’introspezione, l’empatia, ecc. Ma cervello e psiche sono due facce di una stessa medaglia: è quindi ragionevole cercare di gettare un ponte fra le neuroscienze e la psicologia. In questo articolo si presenta un modello di...

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Einstein non Era Autistico

Il mistero dello sviluppo della mente Giovanni Papini in “GOG”, il suo straordinario libro (attuale, scientificamente preciso e culturalmente creativo) racconta l’incontro immaginario con Albert Einstein che, per chiarire subito il nucleo fondante del suo pensiero dice “… per natura io sono nemico della dualità”. Proprio questa dichiarazione spiega perché lo scienziato non possa essere autistico: il suo “scopo supremo”, il suo “modello mentale” (diremmo...

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Un Caso di Sindrome di Asperger

“… no son simples raros” (Murphy)       Quasi contemporaneamente a Kanner che presentava i suoi primi casi di “autismo”, il pediatra austriaco Hans Asperger, nel 1944, faceva conoscere un gruppo di ragazzi con tendenza all’isolamento, ma dotati di un alto quoziente intellettivo: si cominciava a parlare di “sindrome di Asperger”, caratterizzata da difficoltà nella socializzazione, facoltà sociali deficienti, condotta di tipo ossessivo-compulsiva e da rigidità...

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