Viaggio nel Mondo del Cervello e della Mente


Le splendide proiezioni del cervello e della mente sul mondo in una sinfonia di colori e forme, immagini e pensieri, emozioni e simbologie.

  1. Il libro, allergia alla lettura
  2. Il cervello più grande del cielo
  3. Le scoperte.
  4. Un miracolo
  5. Il cervello plastico
  6. Neurogenesi e sinaptogenesi
  7. Contagio emotivo
  8. La musica e il cervello
  9. Cervello maschile e cervello femminile
  10. Un “Centro divino” nel cervello
  11. Un figlio perfetto e su misura
  12. Verso un futuro post-umano
  13. Il cervello, uno e trino
  14. Emergenza umana. La crisi della società globale, della famiglia e della scuola

 

1 – Il libro, allergia alla lettura

La nostra analisi incomincia dal libro, che noi consideriamo, insieme con la poesia, la pittura e la musica, una delle massime espressioni del cervello. Il libro è in forte crisi. Studi recenti confermano che gli italiani leggono poco e male. Siamo negli ultimi posti della classifica mondiale.

I dati sono sconvolgenti: ci sono 20 milioni di italiani che non leggono libri e il 55 per cento di essi non legge nemmeno un libro l’anno. Sembra che abbiamo una sindrome allergica alla lettura. In compenso, abbiamo una sindrome bulimica nella scrittura. Nel mondo, si pubblica infatti un libro ogni 30 secondi, ovvero 120 all’ora, 2.800 al giorno, 86mila al mese!

Sono molteplici le ragioni. Qui rileviamo che a partire dai primi anni di vita la lettura è percepita dal bambino più come obbligo e costrizione psicologica che come piacere culturale e spirituale o godimento estetico.

In realtà, leggere è come creare un’opera d’arte, come sognare o amare. È dialogo di anime e tra anime; è entrare in un mondo magico; discendere e svelare i più profondi e oscuri meandri del cervello; è conoscere sé stessi, gli altri e il mondo. È scoprire la grandezza dell’uomo, la sua nobiltà spirituale, la sua creatività, ma anche le sue miserie morali, la sua malvagità e le sue pulsioni distruttive. È un po’come svelare l’essere umano. Che è- ha scritto Zola- un po’angelo e un po’bestia umana.

In questa vasta e feconda dimensione, lo scrittore assume la veste del sacerdote laico dell’umanità. Egli infatti- afferma la Bibbia- è la persona più vicina a Dio, sommo sapiente. Lo scrittore è insomma come una lampada che illumina e accompagna i passi della vita.

 

2 – Il cervello è più grande del cielo

Il mistero del cervello, della mente e della coscienza ha sempre esercitato in me, fin da ragazzo, un grande fascino. Sono tre parole che nascondono ancora colossali abissi di segreti e di ignoranza. E rappresentano per i neuroscienziati la più avvincente e straordinaria avventura mai intrapresa dalla specie umana. Penetrare l’ignoto, è la grande sfida del cervello umano. È stato definito la struttura più complessa dell’universo conosciuto. Comprende 100 miliardi di neuroni e ogni neurone ha circa 10mila contatti sinaptici. Una realtà immensa. Già intuita dai poeti. Il cervello- canta la poetessa statunitense Emily Dickinson- “è più grande del cielo ed è più profondo del mare”. Un’altra poetessa, Maria Luisa Spaziani, scrive: “Non ha colonne d’Ercole il cervello”. Sono versi che magnificano in maniera stupefacente la fenomenale ampiezza e profondità della mente e del cervello.

Le fantastiche scoperte della nuova scienza del cervello e della mente, realizzate con gli incredibili metodi di brain imaging, stanno determinando una “rivoluzione scientifica” destinata a sconvolgere non solo i sistemi di diagnosi e cura in medicina e psichiatria, ma anche le nostre concezioni millenarie, a partire dai concetti filosofici, e la stessa visione che abbiamo dell’uomo, della società e del mondo. Le nuove conoscenze ci permettono poi di penetrare nei nostri più intimi pensieri e stati d’animo. Come pensiamo, come agiamo, cosa proviamo. Le metodiche di neuroimaging ci consentono inoltre di vedere quali parti del cervello si attivano quando un soggetto compie un’azione o è impegnato in un determinato processo mentale.

Temi attraenti: una sinfonia di pensieri, emozioni, simbologie, creatività. Sono le misteriose finestre dell’anima, le splendide proiezioni del cervello sul mondo, in uno straordinario processo di interazione con le esperienze.

Accostarsi alla mente è come “quando- ha scritto Karl Barth- gli angeli si radunano in cielo e suonano Mozart”.

 

3 – Le scoperte

Sono state scoperte tecniche avveniristiche rivoluzionarie, come il brain imaging. È la visualizzazione del cervello in tempo reale (RM, PET, fMRl, EMC, MTS). È possibile visualizzare e misurare per ogni millesimo di secondo le incredibili e complesse attività del cervello; seguire gli eventi nell’istante in cui si svolgono ed esaminare gli effetti di una lesione situata nel punto voluto.

In pratica, possiamo seguire le attività dei neuroni e della mente, come la memoria, le emozioni, le percezioni, il pensiero filosofico, il calcolo matematico, il pensiero creativo nel momento in cui si formano le idee e si concatenano le parole. Fino a lambire la mente e la coscienza.

Possiamo in sostanza vedere quali regioni del cervello entrano in azione, durante qualunque attività intellettuale. È il miracolo della mente.

 

4 – Un miracolo

Ogni giorno, in ogni istante della vita, si verifica un miracolo in ciascun essere umano. Questo miracolo è la capacità del cervello, che è un’armonia prestabilita dalla biologia, di generare l’imprevedibile, di acquisire cognizioni e di trattenerle in una dimensione misteriosa- la memoria- e di impiegarle per costruire nuovi pensieri, nuove idee, nuove simbologie, nuove emozioni, e di produrre il mistero della musica, della poesia, del libro, dell’arte (Boncinelli). Come avvenga questo miracolo è la immane sfida che i neuroscienziati stanno affrontando.

Siamo ancora agli inizi. E tuttavia, negli ultimi anni abbiamo appreso sul cervello più cose che nei precedenti 5 mila anni. È il prodigio della mente, che tesse e ritesse come un “telaio incantato” i suoi tessuti dai mille colori e motivi diversi. Fino a pervenire alle grandi scoperte odierne.

 

5 – Il cervello plastico

Contrariamente a quanto si pensava, il cervello non è un organo rigido e predeterminato, ma ha una struttura plastica. Si modella e rimodella continuamente a seguito della sua interazione con le esperienze.

È una vera e propria rivoluzione scientifica per l’umanità, ma soprattutto per l’apprendimento del bambino, per la scuola e per affrontare i problemi della vecchiaia.

Più l’insegnamento è stimolante, arricchente, vario nei contenuti e nelle motivazioni, più si attivano le connessioni tra i neuroni, e più cresce il quoziente intellettivo del bambino. Addirittura, il cervello cambia anche materialmente. Un cambiamento che avviene non soltanto durante il periodo dello sviluppo e dell’apprendimento a scuola, ma lungo l’intera esistenza.

 

6 – La neurogenesi e la sinaptogenesi

La scoperta del cervello plastico ha poi portato la ricerca a un’altra meravigliosa scoperta: quella sulla neurogenesi e sulla formazione di nuove connessioni sinaptiche.

Fino a poco tempo fa, gli stessi neuroscienziati pensavano che dopo i 16 anni di età, il cervello fosse maturo e non potesse essere modificato e rigenerare i suoi neuroni. Oggi sappiamo che non è così. I neuroni possono rigenerarsi sia durante lo sviluppo che in età adulta.

In questo momento, mentre leggete queste parole, si sta verificando nel vostro cervello una vera e propria tempesta di attività neuronale, soprattutto nelle persone che sono attratte ai temi sul cervello, sulla mente e sulla coscienza. Queste parole modificano le connessioni dei vostri neuroni e delle vostre sinapsi.

Attivare in modo adeguato e continuo i neuroni del cervello significa poi prevenire anche i devastanti ed irreversibili danni del morbo di Alzheimer e del morbo di Parkinson. Per le persone anziane, una intensa attività mentale riesce a proteggere il loro cervello contro il processo di degenerazione biologica e contro le demenze senili.

Occorre tenere sempre presenti questi due fondamentali principi: “Se non lo usi (il cervello) lo perdi”. “Se lo usi, lo migliori”.

Le ricerche hanno poi rivelato che gli anziani che vivono in strutture assistenziali dimostrano un deterioramento cerebrale, che colpisce le facoltà mentali e la memoria.

Lo stress, 1’ansia, la depressione, conflitti in famiglia e sul lavoro modificano il cervello. È stato rilevato che basta un viso triste per indurre al pessimismo all’insicurezza e alla tristezza. Al contrario, un volto sorridente e sereno migliora lo stato d’animo e crea stati mentali positivi e benefici. A scuola i bambini apprendono di più in presenza di un ambiente arricchito e di un clima di tranquillità interiore e di forte motivazione. Un sistema pedagogico che preveda rimproveri e punizioni risulta antieducativo e dannoso per la salute emotiva del bambino. Ricerche sugli animali- nei ratti e nei piccioni- hanno scoperto infatti che le punizioni e i rimproveri sono inutili e controproducenti.

A compromettere sempre più il funzionamento emotivo del cervello del bambino sono le ore passivamente trascorse davanti alla televisione; un peggioramento nella qualità dell’educazione del cervello emotivo, genitori ansiosi e depressi o frustrati e stressati, il computer, la crisi della scuola e della famiglia.

 

7 – Il contagio emotivo: viso- viso, occhio- occhio, pelle- pelle

Le ricerche hanno accertato che il contatto tra la madre e il figlio, un intenso rapporto emozionale, lo stesso sguardo o il viso materno generano elevati livelli di oppiacei, la produzione di dopamina e una cascata di ossitocina. Tutte sostanze che creano sensazioni di benessere, serenità, calore affettivo, un alto grado di euforia e di piacere sia nel bambino che nella madre. Si produce tra le due persone un forte legame cervello- cervello, che provoca un flusso continuo di emozioni – sensazioni – messaggi – serenità- gioia di vivere e di esistere.

Si determina un grande processo di contagio emotivo. Un contagio viso-viso, occhio- occhio, pelle- pelle. I neonati assumono infatti l’umore delle loro madri. Si è scoperto che i neonati di madri depresse, sono irritabili, meno attivi e meno attenti e sono insoddisfatti. Presentano poi reazioni di stress, un elevato battito cardiaco e possono dunque soffrire di ansia e depressione.

L’empatia e il contagio emotivo non sono un’emozione unicamente umana. Sono sentimenti sperimentati in laboratorio con le scimmie, i ratti e i piccioni. Ulteriori esperimenti in laboratorio hanno accertato che se un topo o una scimmia erano agitati o in pericolo o manifestavano soltanto espressioni di dolore, il compagno di gabbia entrava anch’egli in agitazione e cercava di prestare soccorso.

I topi, le scimmie e i bambini condividono lo stesso impulso: avvertono un sentimento analogo di partecipazione verso la sofferenza di un proprio simile e si adoperano a prestare aiuto.

È la scoperta dei neuroni “mirror”, i neuroni specchio. Sono stati scoperti neuroni che si attivano quando vediamo qualcuno soffrire e siamo spinti ad aiutarlo. È il meccanismo neuronale per cui soffriamo per la sofferenza altrui. Altruismo ed egoismo, odio e amore, bene e male, eros e thanatos, hanno tutti una base biologica.

È stato scoperto che un neonato di soli 41 minuti di vita riusciva a imitare i gesti eseguiti dal ricercatore. Già dalla decima settimana, il bambino è capace di imitare espressioni di felicità o di tristezza o di rabbia della madre.

Anche la madre, a sua volta, imita, in forza dei neuroni specchio, le espressioni facciali del figlio.

Altri studi successivi hanno dimostrato che se i topolini appena nati vengono lasciati e accarezzati sul pelo del dorso, il loro cervello si sviluppa diversamente da quello dei topolini che non hanno ricevuto lo stesso trattamento.

Il bambino privato delle carezze e dell’affetto materno presenta un cervello “inadeguato”, che si manifesta attraverso gravi disturbi nel suo sviluppo intellettivo, emotivo e sociale. Bambini istituzionalizzati mostrano un “arresto” del loro sviluppo sia mentale che fisico, anche in modo permanente. Le esperienze in sostanza lasciano una traccia anche fisicamente nelle connessioni cerebrali.

Un fenomeno che si verifica a otto giorni di vita, a 80 anni e fino all’ultimo respiro. Abbiamo un cervello “affamato” di nutrimento offertogli soprattutto dalla qualità del proprio ambiente.

Alcuni neuroscienziati ritengono che 1’autismo sia causato da un danno al sistema dei neuroni specchio, fatto che comporta assenza di empatia, mancanza di capacità sociali e deficit del linguaggio.

 

8 – La musica e il cervello

Anche nel campo della musica, le neuroscienze hanno realizzato fondamentali progressi. La musica attiva alcune strutture del cervello, che creano uno stato di euforia, brividi lungo la schiena e cambiamenti nel ritmo cardiaco. Inoltre, è stato dimostrato che i feti rispondono alla musica con cambiamenti nel battito cardiaco.

Esperimenti condotti in materia hanno scoperto che il corpo produce una condizione di ebbrezza, rilasciando oppiacei, quando ascoltiamo brani musicali che ci piacciono.

Esistono prove che una melodia gradevole provoca il rilascio di dopamina, che oltre ad essere la sostanza del piacere, genera umore positivo, influenza lo sviluppo intellettivo, le capacità motorie e spaziali e le qualità matematiche. Si tratta di una grande scoperta.

Gli esperimenti hanno dimostrato, ad esempio, che i musicisti presentano alcune aree cerebrali più grandi che non nei non musicisti. La musica poi aumenta la massa di talune strutture neuronali, accresce il Q. I. e incrementa la memoria.

I suonatori di violino inoltre hanno un’area del cervello più grande dedicata alle dita della loro mano sinistra.

La musica, ma così 1’arte in generale, è fermamente radicata nel cervello e nella biologia dell’essere umano.

 

9 – Cervello maschile e cervello femminile

Il funzionamento del cervello di uomini e donne è diverso fin dalla nascita. Perfino nel neonato di un giorno, il cervello femminile è più empatico e comunicativo.

Le ricerche neuroscientifiche indicano che le prime differenze fra i sessi si manifestano già dall’ottava settimana di sviluppo fetale, in ragione soprattutto dell’avvio dell’attività ormonale e delle differenze biologiche dei nostri cervelli.

Il cervello femminile possiede più neuroni specchio, i quali permettono alla donna di interpretare i segnali verbali e non verbali dei più intimi sentimenti delle altre persone, come ansia, sofferenza o malessere. Per questi motivi, è risultato che le donne piangono quattro volte più degli uomini. Gli esseri umani sono gli unici animali che piangono, arrossiscono, provano vergogna e sensi di colpa.

Gli effetti degli estrogeni- ormoni sessuali- spiegano perché il numero di donne che soffrono di depressione stagionale (winterblues) sia tre volte maggiore rispetto agli uomini.

 

10 – Un “Centro divino” nel cervello

Un’altra delle scoperte più affascinanti e inquietanti è quella sull’esistenza di un ” centro divino” nel cervello umano.

Esperimenti di brain imaging hanno accertato che Dio, la moralità, la religiosità, la fede hanno una base organica all’interno del funzionamento del cervello. Esistono meccanismi neurali nel nostro cervello coinvolti in queste figure. È stato inoltre mostrato che Dio, credenze religiose e istanze morali sono “generati” da reazioni del cervello, che sono comuni a tutti gli esseri umani.

Da questo fecondo campo di ricerca sono nate due discipline: la Neuroetica e la Neuroteologia.

 

11 – Un figlio perfetto e su misura?

In questa fantastica cavalcata nel mondo meraviglioso del cervello e della mente, la scienza si avvia anche a realizzare un “figlio perfetto” e “su misura”. L’immagine di “figli su misura” e di un “figlio perfetto” da un lato genera turbamento, dall’altro viene incontro a un desiderio antico come il mondo.

Da anni i neuroscienziati studiano la selezione del partner. L’uomo da sempre è alla ricerca della compagna più intelligente e più bella.

L’odierna fecondazione in vitro permette di selezionare il sesso e i caratteri. Si può scegliere 1’embrione, nella speranza di avere un figlio da sogno. Si cerca una clinica allo scopo e si possono leggere le caratteristiche proposte: colore dei capelli, statura, grado di istruzione, e trovare 1’ovulo con i tratti desiderati.

 

12 – Verso un futuro post- umano?

Siamo davvero al tempo del post- umano?

In virtù della diagnosi pregenetica, oggi abbiamo la possibilità di “forgiare”la natura dei nostri figli. È possibile poi identificare geni responsabili di molte malattie neurologiche e psichiatriche.

Stiamo muovendo verso un mondo nuovo che può attrarre, ma può anche spaventare. Stiamo costruendo una società psicocivilizzata, capace di produrre pillole della felicità e droghe intelligenti, come avviene con la prescrizione negli Stati Uniti di psicofarmaci persino a bambini di 2 anni.

Ma posto che saremo capaci di creare mappe dei geni e di selezionare i tratti poligenici, è proprio vero che essi determineranno la persona?

La nostra risposta è assolutamente negativa. I geni da soli non potranno mai determinare 1’essere umano. Un essere unico e differente.

Il cervello ha una natura unica, individuale, personale. Non esistono due cervelli eguali. L’essere umano è una combinazione di mente, geni, esperienze e di altri fattori che finora non sono stati ancora individuati.

Il cervello, come abbiamo detto, ha una struttura plastica: si modella e rimodella continuamente attraverso le incessanti esperienze che variano senza interruzione. È un organo costantemente in divenire, nel bene e nel male.

Anche per queste ragioni, la ricerca sul cervello ci lascia sempre sbigottiti.

Esperimenti di brain imaging hanno provato che oggi è possibile identificare emozioni vere ed emozioni false attraverso i muscoli facciali; prevedere il comportamento futuro; distinguere i ricordi veri da quelli non veri; determinare la verità su un crimine o un’azione violenta, attraverso l’individuazione delle informazioni presenti nel cervello; e trovare infine – fatto stupefacente- l’area del cervello che si illumina quando si pensa a Dio o a una persona cara.

l metodi di neuroimaging possono inoltre rivelare crimini passati e perfino prevedere future inclinazioni in un bambino o in un adulto.

Alcuni neuroscienziati parlano già di una “riprogettazione” degli esseri umani e della creazione di una nuova specie geneticamente attrezzata.

Ci avviamo dunque verso la nascita di un figlio perfetto geneticamente e verso 1’uso di terapie sensazionali per prolungare la vita.

Altri autorevoli scienziati sono convinti che sia già tra di noi la prima persona che raggiungerà i 150 anni.

È davvero l’arrivo di un futuro post- umano?

Ma perché i neuroscienziati ritengono che la ricerca sul cervello sia la più grande e straordinaria avventura mai intrapresa dalla specie umana? Perché “fin tanto che il nostro cervello rimarrà un mistero, l’universo, riflesso dalla struttura del cervello, rimarrà anch’esso un mistero”(Santiago Ramòn Y Cajal). È il cervello infatti alla base dell’inarrestabile marcia del progresso e della civilizzazione. Le nostre menti, le nostre misteriose finestre dell’anima possono spingersi ai confini dell’universo e penetrare nell’infinitamente piccolo. In questo senso, possiamo dire che il cervello umano è “quasi divino”. Le scoperte delle neuroscienze hanno svelato i fondamenti fisico- chimici della vita e posto le basi per eliminare in futuro molte malattie e deficit genetici, e migliorare la qualità della vita umana. La ricerca sul cervello è poi interessata a fornire risposte alle domande sull’origine e la natura della vita, sull’evoluzione dell’esistenza, sull’origine dell’etica e della religione, sulle ragioni dell’arte, il significato della sessualità, perché dobbiamo morire e il ruolo dell’ambiente nell’evoluzione biologica e culturale dell’essere umano. Se un miracolo è un fenomeno che trascende la nostra possibilità di comprensione, allora la mente umana è qualcosa di molto simile a un miracolo.

 

13 – Il cervello, uno e trino

In questi ultimi anni, sono stati compiuti stupefacenti progressi sul cervello c la mente. Le ricerche mostrano la meravigliosa e incredibile realtà del cervello umano, una straordinaria struttura unica nell’universo conosciuto. Un cervello diverso da qualsiasi cosa l’uomo abbia mai costruito. E per questo, fonte di continue sorprese per gli stessi neuroscienziati. Il cervello umano può essere paragonato a una casa costruita un po’per volta nel corso di milioni di anni. Sull’architettura di questa casa, Paul MacLean, uno dei più grandi protagonisti delle neuroscienze moderne, ha elaborato una interessante e affascinante teoria. Il cervello- egli afferma- è una struttura trinitaria- “triune brain”-, che consta di tre formazioni sovrapposte: il cervello rettiliano, cosi chiamato perché il suo aspetto è simile al cervello di un rettile, il cervello limbico o cervello mammaliano e il neocervello o cervello dei mammiferi recenti. Il primo rappresenta la parte più antica e profonda del cervello e si è evoluto – sostengono Ornstein e Thompson- più di 500 milioni di anni fa. Al cervello rettiliano sono legate 1’aggressività e la violenza. È una pulsione autodistruttiva c distruttiva. Il secondo cervello avrebbe fatto la sua comparsa da 300 a 200 milioni di anni fa. È la sede delle emozioni. L’ultimo, il neocervello, apparve circa 200 milioni di anni fa. È la parte più nobile del cervello. È ciò che ci dà la nostra peculiare qualità umana: siamo in grado di capire. pensare, ricordare, comunicare, creare.

Queste tre formazioni fondamentali del cervello presentano tra loro grosse differenze strutturali e chimiche. Eppure, riescono a fondersi e funzionare come un cervello “uno e trino”. È proprio vero – osserva il neuroscienziato Vizioli – che la trinità domina la nostra cultura. Infatti, se dal campo della fede, passiamo alla scienza del cervello, ritroviamo un’analoga concezione trinitaria. Il cervello dunque e anch’esso una struttura trinitaria. L’analogia con la Santissima Trinità non è solo formale, poiché tutti e tre i cervelli costituiscono “un cervello funzionale unitario”, quindi un “cervello uno e trino”. Certamente, deve esserci – rileva Vizioli – qualcosa di magico e di affascinante nel numero tre. Platone infatti descrisse il cervello come una coppia di destrieri perigliosamente guidata da un auriga. Anche lo scienziato sovietico, Lurija, ha concepito l’organizzazione del cervello nei termini di tre unità funzionali: la prima deputata a regolare il ritmo sonno-veglia, la seconda a ricevere le informazioni, la terza proposta alla programmazione delle attività motorie e intellettuali. Infine, trinitario è anche il modello della mente teorizzato da Freud. Secondo il padre della psicoanalisi, la mente è formata da tre istanze. La prima è l’Es, il mondo degli istinti, delle pulsioni e dei desideri. Che ci porta ad agire secondo il principio del piacere immediato, senza pensare agli effetti della nostra azione. La seconda è il Super-Io, che è l’insieme degli obblighi, delle proibizioni, dei tabù tradizionali impressi nel nostro cervello dai nostri genitori. La terza istanza e l’Io, il quale riflette sulle conseguenze delle sue azioni, rinuncia al piacere immediato per quello differito, cioè per il principio di realtà, e trasforma gli impulsi in comportamenti ragionevoli. L’Io è una struttura di mediazione tra l’Es e il Super-Io e quindi è una guida di entrambe le istanze psichiche.

Questo modello, in base alle scoperte delle neuroscienze, ha ricevuto un riconoscimento scientifico, in quanto considerato fondato su una base biologica. Il cervello rettiliano infatti corrisponde sul piano anatomofisiologico all’Es, cioè agli istinti primordiali; il cervello mammaliano equivale alla sede dell’Io, mentre il neocervello corrisponde al Super-Io, preposto alla coscienza morale, alla critica e al giudizio. Quando, di fronte al male e a certe efferatezze, diciamo che si è liberato il rettile che è nell’uomo, affermiamo una realtà (Vizioli). Che i neuroscienziati hanno verificato, scientificamente, Platone aveva intuito e Freud ha teorizzato.

 

14 – Emergenza umana. La crisi della società, della famiglia e della scuola

Freud riteneva che l’lo avrebbe preso la guida dell’intero comportamento dell’essere umano. In realtà, i fatti sono andati in modo diverso. A partire dagli anni Sessanta e Settanta, i ragazzi e i giovani hanno cominciato a contestare e a ribellarsi ai genitori, agli insegnanti, all’autorità e alla società. Si è progressivamente affermata un’educazione e una pedagogia del laissez faire, del permissivismo. Una filosofia basata su una pedagogia che proibisce di dare ordine e punizioni, di dare insomma la direzione e le indicazioni e gli orientamenti di un sano e maturo comportamento.

L’Io, cioè l’individuo, il ragazzo, si è sentito libero e indipendente, guidato da pulsioni e da una sorta di delirio di onnipotenza. Sono poi crollati i valori che per millenni hanno guidato la coscienza morale degli esseri umani, mentre la società è diventata multiculturale, fatto che ha frantumato il sistema di principi etici valido per tutti.

Il risultato è che oggi viviamo una profonda c drammatica crisi morale e spirituale, una crisi politica ed economica. Crisi che ha investito l’individuo e il mondo globale.

La stessa famiglia è in profonda crisi. La stessa scuola è in profonda crisi, mentre molti ragazzi sono disorientati e insicuri, in conflitto, immaturi. È allarme sociale. Gli studi hanno dimostrato che cresce il numero di ragazzi e bambini che soffrono di disturbi psichiatrici, ansia e depressione, malessere e insonnia, inquietudine c aggressività, fino alle forme di violenza, arroganza, ineducazione.

È emergenza educazione. Gli insegnanti sono demotivati, molti vivono la scuola con ansia. Tra i miei pazienti, ci sono anche insegnanti. Ebbene, si svegliano al mattino con l’angoscia di andare a scuola e subire forme di aggressività e maltrattamento da alunni. Che non sono universitari, ma ragazzi di scuola media.

Andrea Zanzotto, uno dei maggiori poeti del Novecento, ha scritto: “Viviamo una condizione che coincide con una psicosi vera”, una vera malattia. “Oggi c’è una emergenza umana”. Una società arrogante, priva di umiltà e altruismo, di generosità e di empatia. Tutta orientata all’interesse individuale, all’egoismo, a soddisfare, come un bambino, le proprie pulsioni. C’è una desertificazione della coscienza sia individuale che collettiva.

Ci salverà l’arte? Oppure, la scienza del cervello e della mente? Fintanto che rimarrà un mistero il cervello umano, rimarrà un mistero anche il mondo circostante.

Sul piano prettamente scientifico, diciamo che, come ha dimostrato la nuova scienza del cervello e della mente, all’interno dell’uomo “sono sempre presenti -come scrive l’autorevole neuro scienziato MacLean – due animali ben svegli e coscienti, ma irrimediabilmente incapaci di esprimersi con il linguaggio”, cioè in modo verbale, comprensibile. Il compito di controllare questi due cervelli spetta al terzo cervello della trinità, al neocervello. Spesso però il neocervello è incapace di frenare gli istinti e le pulsioni provenienti dal cervello rettiliano e da quello mammaliano. In questi casi, prevale la pulsione distruttiva e autodistruttiva, prevalgono l’aggressività e la violenza, i disturbi dell’emozione, dell’ansia e della depressione, insicurezza e distorsione della realtà.

È sul neocervello e su un nuovo umanesimo – come concorda il premio Nobel Kandel – che noi facciamo affidamento. È un organo incredibile, la struttura più complessa e straordinaria dell’universo conosciuto. Un organo che sta “cambiando” il mondo e la stessa esistenza umana, con la sua creatività, immaginazione, intelligenza, innovazioni e con la sua capacità di far fronte alle risposte sociali.

Molte risposte dunque ci possono venire dalle nuove neuroscienze. Si tratta allora di migliorare la conoscenza del nostro cervello, allo scopo di ridurre gli effetti negativi di quel sistema schizofrenico costituito dal cervello rettiliano, riducendo quelle tensioni e quei conflitti interni all’uomo, che altrimenti potrebbero “esplodere”, con conseguenze catastrofiche e provocare malessere individuale e sociale di enorme portata e di difficile soluzione.

La battaglia più difficile da superare, e concludiamo, è quella tra l’uomo e i suoi due cervelli animali.

Gli incredibili progressi della nuova scienza del cervello ci offrono la base per sperare che il neocervello riuscirà a far fronte ai problemi sempre più critici e drammatici del nostro tempo.

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Guido Brunetti

Guido Brunetti vive e lavora a Roma. Ha tenuto lezioni nelle Università di Roma, Lecce e Salerno. Ha esercitato attività sanitaria nella cura delle malattie mentali come libero professionista e presso istituzioni pubbliche e private. Ha svolto altresì attività nel Ministero di Grazia e Giustizia, Tribunale di Roma e Presidenza del Consiglio dei Ministri. E' autore di oltre 200 pubblicazioni scientifiche che spaziano nei più diversi campi delle neuroscieze, della psichiatria e della psicoanalisi. Il professor Raffaello Vizioli, neuroscienziato di fama mondiale, ha definito Brunetti un "umanista- scienziato" e uno "scrittore completo". Un altro scienziato, Edoardo Boncinelli, ha dichiarato che Brunetti "è uno dei pochi autori capaci di scrivere un libro sul cervello, la mente e la coscienza". Collabora alla "Rivista di psichiatria" e a "Formazione psichiatrica".

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