Bravi genitori si nasce o si diventa?

Nell’articolo rispondiamo alla domanda se sia possibile migliorare la propria genitorialità o se invece essere bravi genitori è una dote innata.

Essere bravi genitori è un compito che si può imparare oppure lo si diventa giorno per giorno insieme al proprio figlio? Rispondere a questa domanda non è semplice ma una cosa è certa: la paura di non essere all’altezza del ruolo, la confusione e l’incertezza sull’essere dei bravi genitori è abbastanza comune.

La verità è che non ci sono regole precise da seguire o meglio nessuna persona segue un corso per imparare a essere padre o madre. Il ruolo di genitore è una continua scoperta, in cui si affrontano diverse fasi di crescita, sempre impegnative e su cui riflettere.

Parliamo di impegno perché essere genitori è difficile in ogni aspetto del quotidiano e in ogni momento della vita. Lo è subito dopo il parto quando si rompono gli equilibri della coppia e un neonato in casa porta scompensi, felicità immensa ma anche responsabilità di cui farsi carico, a cui non si era abituati. Arrivano le notti insonni e i pianti da calmare, l’indecisione su quale scelta sia la più adatta per il bambino. Durante la crescita di un figlio, il genitore si trova davanti diversi ostacoli, poiché ogni tappa che vive comporta decisioni da prendere con consapevolezza, scelte educative su cui delle volte non è possibile cambiare idea.

È un cammino che si affronta insieme, tra genitori e figlio, in cui ci si prende per mano. Delle volte si compiono errori, delle altre si conquistano piccole vittorie. In tutti i casi si diventa un po’ più grandi, sia come adulti sia come bambini. Per un padre o una madre è facile sentirsi spaesati e non sapere cosa fare in situazioni difficili; è possibile perdere la pazienza, non sentirsi all’altezza del ruolo, pentirsi delle scelte fatte. Essere genitori significa anche questo: vivere giorno dopo giorno ogni piccola esperienza e affrontarla con forza ed equilibrio interiore. Vuol dire mettersi in discussione e non perdere mai la voglia di nutrire un rapporto così speciale.

Quando e perché serve l’intervento dello psicoterapeuta


Il rapporto genitore-figlio  va nutrito giorno per giorno ma può capitare che non sempre un genitore viva il ruolo che ricopre con serenità. Il non sentirsi adatto o poco pronto ad affrontare una situazione può generare conflitti in famiglia, che possono rompere gli equilibri in casa. Chiedere aiuto a un esperto aiuta a capire come affrontare le difficoltà, per imparare a sentirsi più sicuri nelle proprie scelte e a costruire un rapporto più sereno.

Lo psicoterapeuta si occupa proprio di questo, lavora con genitori e figli per portare nuovi equilibri in famiglia, dare sostegno o anche riconoscere un disagio. Aiuta ad affrontare i problemi di genitorialità con un supporto terapeutico delle volte necessario per preservare il rapporto tra genitore e figlio.

Alcuni consigli su come essere bravi genitori

Anche se non ci sono manuali da seguire e il genitore perfetto non esiste, ecco alcuni consigli da seguire su come essere un buon genitore.

  • #1 Tanto dialogo in famiglia. In casa non deve mai mancare il dialogo, a qualunque età del bambino. Parlare con il proprio figlio è importante sia quando ha due anni sia quando diventa più grande. Il dialogo crea relazione e fiducia, aiuta a conquistare equilibri ma anche a conoscere meglio il carattere del proprio figlio. Che sia una discussione con un compagno di scuola, un desiderio o un momento di sconforto: parlare insieme porta a costruire un rapporto solido e sereno, in cui si può comprendere di disagi, insicurezze o anche di abilità e piccoli talenti.
  • #2 Imparare ad ascoltare i figli. Un bravo genitore ha il compito di fare uno stop dai suoi impegni quotidiani per sedersi vicino al figlio e ascoltare cosa ha da raccontare. Il resoconto di cosa ha fatto a scuola o nelle ore fuori casa, una discussione con un amico o anche solo un consiglio di cui ha bisogno. Ascoltare i segnali di un figlio aiuta a riconoscere meglio i suoi stati d’animo e a creare quel dialogo così tanto importante in un rapporto.
  • #3 Lavorare sull’autonomia del proprio figlio. Un figlio deve imparare a essere indipendente già da quando è piccolo. In ogni fase della crescita deve essere capace di trovare una soluzione a un problema e affrontarlo, sempre con il sostegno della mamma e del papà. Il compito del genitore è questo, vivere i problemi del figlio di riflesso, senza sostituirsi a lui. Un buon genitore aiuta il proprio figlio a superare un ostacolo, gli sta vicino e lo supporta ma non prende mai il suo posto.
  • #4 Mostrare curiosità per i suoi interessi. Per quanto un genitore sia preso dai suoi impegni quotidiani, è importante che mostri sempre attenzione per le passioni del figlio. Significa infondergli fiducia nelle sue capacità, ma anche dargli consapevolezza che sarà sempre al suo fianco nei momenti di difficoltà.
  • #5 Nutrire il rapporto d’amore. Per essere bravi genitori serve alimentare il rapporto di attenzioni, impegno quotidiano ed empatia. Non basta comprare il giocattolo del momento o accontentare un capriccio. Nutrire un rapporto può voler dire anche entrare in conflitto ma sempre a fin di bene.

Essere genitori significa… 3 miti educativi da sfatare

Se non ci sono regole prestabilite per essere dei bravi genitori, è anche vero che la società porta a vivere i rapporti in famiglia di schemi e pregiudizi. Ecco 3 miti da sfatare che riguardano l’educazione di un figlio.

  • I genitori non dovrebbero mai dire NO – Perché è così sbagliato pensare che ai figli si debba dire sempre sì e concedere ogni cosa? Dare ai figli delle regole educative ha un grande valore dal punto di vista psicologico. Porta autonomia e senso di responsabilità ma anche sicurezza. Piuttosto, c’è da fare una precisazione. Non è sbagliato dire NO ma bisogna capire come farlo senza infondere timore. Comunicare in maniera positiva e con toni calmi il perché di una decisione è più educativo di dire sì per sfinimento o poca voglia di creare una discussione impegnativa.
  • I genitori devono sempre mettere al primo posto i loro figli – Anche questo approccio educativo è sbagliato. Un bravo genitore è prima di tutto un adulto sereno; solo così sarà in grado di dare serenità a suo figlio. Deve ricordare che oltre a ricoprire questo ruolo è anche un adulto, una persona con esigenze personali e necessità.
  • I genitori possono plasmare la personalità dei figli – Partendo dal presupposto che ogni persona ha un suo carattere, è sbagliato tentare di cambiare un figlio solo perché “delude” le aspettative dell’adulto. Il genitore ha il compito di educare il proprio figlio, stabilire regole di vita, definire modelli comportamentali da riconoscere in famiglia e che gli serviranno durante la crescita. Questo non significa, però, che un genitore debba modellare aspetti del carattere del figlio.

In conclusione…

Insomma, essere bravi genitori significa intraprendere un percorso con il proprio bambino, nutrire il rapporto giorno dopo giorno per portare in famiglia serenità ed equilibrio interiore.

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