Elaborare il lutto con la IADC

La IADC therapy, in uno studio sul cambiamento emozionale energetico, e sulla manifestazione di energie sottili

D. Gullà (Consulente Tecnico) – Dr.ssa P. Matteucci (Psicoterapeuta) – Dr.ssa I. Pulvirenti (Psicoterapeuta)

“Le cose sono unite da legami invisibili…
non puoi cogliere un fiore senza turbare una stella…”

G. Galilei

Abstract

Il presente studio rappresenta una misurazione energetica-vibrazionale su 12 persone sottoposte a terapia IADC. Utilizzando una strumentazione specifica, gli Autori si sono posti l’obiettivo di osservare e misurare i cambiamenti del CEV (Campo Energetico Vibrazionale) del paziente prima, durante e dopo il trattamento IADC, nella relazione tra il terapeuta e il paziente e nel momento della connessione verificando se nell’ambiente circostante si manifestassero particolari addensamenti energetici o fenomeni luminosi.I risultati ottenuti confermano tutte e tre le ipotesi sopra indicate ed un notevole margine per ulteriori approfondimenti e nuovi obiettivi di ricerca.

Premessa 

La Induced After Death Communication (Comunicazione Post-Mortem Indotta) scoperta dallo psicologo americano Allan Botkin nel 1995, è una tecnica psicoterapeutica per l’elaborazione del lutto, la cui peculiarità sta nella possibilità che il paziente durante la procedura possa avere una connessione con il defunto. Tale connessione viene indotta dal terapeuta in un momento specifico del protocollo attraverso l’induzione di uno stato mentale di particolare ricettività nel paziente.

La letteratura scientifica ci insegna che fenomeni di connessione spontanea con i defunti si riscontrano in esperienze come le Near Death Experience (NDE: Esperienze di Premorte)  (Pim van Lommel, et al, 2001).

La differenza tra questo tipo di esperienza e la IADC sta proprio nella possibilità di quest’ultima di essere indotta da un soggetto esterno, di essere somministrabile a chiunque abbia vissuto un lutto, di essere riproducibile e quindi osservabile in ambito scientifico.

Ciò rende la IADC, al momento, unica nel suo genere.

Al momento attuale non risultano ricerche scientifiche atte a rilevare gli effettivi cambiamenti energetici che si manifestano sia nel paziente in corrispondenza all’elaborazione emotiva del processo di lutto durante la IADC, che nell’ambiente circostante. 

Obiettivo della ricerca

Il presente studio rappresenta una misurazione energetica-vibrazionale su 12 persone sottoposte a terapia IADC.

L’indagine della ricercainizia attraverso l’osservazione e la misurazione di possibili cambiamenti e interferenze del Campo Energetico Vibrazionale (CEV)in particolare prima, durante e dopo il trattamento,nel momento della connessione, nella relazione tra terapeuta e pazientee infine se nell’ambiente si fossero verificati particolari addensamentienergeticiofenomeniluminosi.

Le ipotesi di partenza hanno verificato 3 livelli d’indagine:

Strumenti e Metodologia

Ad ogni paziente è stato spiegato con accuratezza il protocollo IADC per l’elaborazione del lutto e la possibilità di una eventuale connessione con il defunto.

Le sessioni sono durate circa 1 ora e mezza alla presenza del dott. Gullà alla sua apparecchiatura scientifica, delle dott.sse Paola Matteucci e Irene Pulvirenti che alternativamente conducevano la sessione e annotavano la risposta del paziente.

Per il protocollo IADC si è proceduto come di norma attraverso i seguenti criteri:

1- Identificazione del Target: si rintraccia l’immagine di un evento che maggiormente crea tristezza nel paziente su cui focalizzare il procedimento.

2- Identificazione della percezione corporea correlata all’emozione della tristezza e la sua metafora.

3- Identificazione Valoriale SUD (Unità del Disagio Soggettivo in una scala da 1 a 10) in relazione all’ intensità dell’emozione percepita nel corpo.

In seguito, è stata applicata la Stimolazione Bilaterale (SBL) secondo il protocollo previsto dalla IADC.

È statautilizzataunatelecameramultispettrale (MIRA)edun sistema software, di fabbricazione militare (Vibra8), il  complesso  del sistema integrato  (software +telecamera)èstato chiamatoTRV(TelecameraaRisonanzaVariabile) che misura levariazionidiflusso elettromagnetico luminoso in  banda ottica tra  350nm  e  1200nm (UV-VIS-IR).

Tecnologia Utilizzata per i Rilievi Vibrazionali

Il sistema utilizzato è nato in campo militare ed è parte integrante del progetto governativo degli Stati Uniti d’America denominato F.A.S.T. (Future Attribute Screening Technology) in Russia paese in cui è stato sviluppato, Vibra8. In Italia il software abbinato ad una speciale telecamera costruita da Daniele Gullà, denominata MIRA ed utilizzata in molte ricerche universitarie. L’Analizzatore d’Immagine che viene usato per monitorare le vibrazioni emesse, in stati normali o modificati di coscienza, dal cosiddetto Campo Energetico Umano (Human Energy Field – HEF) si fonda sul principio che tutto vibra, in modo visivamente impercettibile, ma strumentalmente misurabile. Il software che connette i dati rilevati dall’analizzatore allo schermo del PC permette di mostrare l’immagine ottica del soggetto con l’aggiunta del suo spettro di emissione sotto forma di falsi colori. (Ad ogni tonalità di colore corrisponde un preciso valore della frequenza emessa.) L’analizzatore mette in rilievo le vibrazioni generate dal corpo umano che normalmente variano in continuazione nei vari punti del corpo stesso sia in ampiezza sia in frequenza, anche in modo rapido. Inoltre, permette di vedere il grafico corrispondente allo stato di partenza. Il software segnala, attraverso la variazione dei falsi colori dell’immagine, un passaggio ad uno stato modificato di coscienza, arrivando certe volte fino alla totale scomparsa dell’immagine stessa o al suo viraggio verso un’unica tonalità di colore. Lo spettro di vibrazione può essere misurato sia sull’essere umano, sia su animali e vegetali che su qualsiasi altro composto materiale, in quanto tutta la materia è interessata da una emissione energetico-vibrazionale dovuta essenzialmente alla rotazione e vibrazione delle molecole e degli atomi costituenti.

Tutti i parametri vengono analizzati e memorizzati in tempo reale dal software. Alla fine della sperimentazione si può disporre di “report” relativi allo spettro delle vibrazioni. Sullo schermo si osserva in tempo reale una banda colorata che attornia l’oggetto esaminato. Il risultato della Fast Fourier Transformer (FFT) applicata alle vibrazioni rilevate: la loro lunghezza indica l’ampiezza della vibrazione e il colore la sua frequenza (da 0,1 a 10 Hz, secondo una scala di colori mostrata sotto), che corrispondono a micro-vibrazioni dell’ordine di 0,1 micron – 10 micron.

Gli studi dello stato funzionale del corpo umano sono stati diretti verso il riconoscimento dello stato emotivo. Gli algoritmi di determinazione dello stato emotivo si basano su un apparato di statistica matematica, sui principi di coordinamento del movimento, sulla logica della psicologia comportamentale e su prove comparative.

 L’analisi spettrale delle immagini di una telecamera ad alta velocità (analisi di differenza – frame utilizzando fotogrammi adiacenti) è in grado di indicare anche caratteristiche mentali e fisiologiche del paziente (Il sistema è in corso di utilizzo sperimentale e di validazione. E’ stato utilizzato all’Ospedale Bellaria dove è in corso una sperimentazione medica ufficiale e all’Ospedale Neurologico di Aprilia)

L’ampiezza della componente di bassa frequenza dello spettro di vibrazione per un paziente in normale stato mentale e fisiologico è diverse volte superiore a quella di un paziente in stato di allarme aggressivo o in stato patologico.

Nella materia inanimata, rispetto a quella animata, la grande “differenza” sta nella dinamicità delle frequenze e delle ampiezze, molto evidenti in un essere umano o animale, parzialmente evidenti in un vegetale e poco evidenti nella materia “inerte”.

Lo spettro di un minerale o di un metallo presenta uno spettro con frequenze e ampiezze meno variabili nel tempo rispetto a qualsiasi altro composto “vitale” acqua compresa.

Un manufatto antico, una pergamena, uno scritto, qualsiasi composto materiale trasporta una informazione spettrale vibrazionale legata alla sua composizione chimica molecolare e in funzione dei trattamenti che ha ricevuto nel tempo, come choc termico o contaminazioni di vario genere avvenuti nel tempo e di difficile valutazione.

Ogni variabile energetica temporale può influire sullo spettro vibrazionale. Le vibrazioni di un composto materiale inerte sono abbastanza stabili, tuttavia, essendo strettamente correlato ad una analisi spettrofotometrica della luce (hyperspectral images), quest’ultima deve essere stabilizzata in laboratorio, o quando non possibile, vanno eseguiti diversi campionamenti e fatta una media che minimizzi l’errore. Nel caso degli esseri viventi invece, la lettura è molto semplice. Le letture vengono di norma effettuate con luce naturale stabile o con lampade a spettro solare stabilizzate. La fotocamera è montata su stativo e l’hardware con nanotecnologie completa la stabilizzazione dei frame video da 15 a 30 fps.

Di seguito si riporta una piccola guida per come leggere ed interpretare le immagini in pseudo colori.

STATI PSICOFISIOLOGICI E COLORI

SPIEGAZIONI PER FACILITARE LA LETTURA DELLE IMMAGINI VIBRAZIONALI

Interpretazione energetica dei colori:
Viola: da 0 a 1 Hertz si trova durante il sonno o l’ipnosi e negli strati profondi di meditazione. Corrispondente nelle funzioni EEG al delta e a volte alle gamma.
Blu: tra 1 e 3 Hertz rappresenta l’attivazione mentale la potenza mentale o l’intenzione mentale la frequenza corrispondente EEG è il theta.
Azzurro: a circa quattro Hertz e legato alle funzioni mentali a particolari stati di rilassamento e meditazione. Rappresenta una frequenza corrispondente alla EEG al ritmo alfa.
Verde: tra 5 e 7 Hertz lo si trova spesso nei trattamenti nei processi di guarigione corrispondente con la EEG al ritmo alfa. Rappresenta una buona energia vibrazionale.
Giallo: 8 Hertz colore tipico del processo di guarigione o nelle persone mistiche e spirituali nella EEG corrisponde allo stato alfa.
Arancio/Rosso:da 8.5 a 10 Hz rappresenta la velocità di propagazione energetica secondo il punto in cui si trova o una forte emotività.L’Arancio, passione amorevole. Con la EEG è il beta.
Bianco/Indaco: Rappresenta l’energia luminosa più fluida e spirituale che si trovi.
Colori Scuri:Rappresentano congestioni energetiche.

RISULTATI SUI 3 LIVELLI DI SPERIMENTAZIONE:

Per ragioni di spazio e migliore comprensione riportiamo soltanto alcuni dei frame rilevati che più evidenziano i risultati ottenuti.  

Caso 1

Localizzazione corporea

La paziente riferisce di sentire un campo energetico sul petto che sembra avere una forma sferica, come una palla. SUD 8. La camera evidenzia una area sferica di colore rosso\arancio (Fig.1). Dopo alcune SBL non avverte più la sensazione sul petto (Fig.2).

Fig. 1
Figura 1
Figura 2

Caso 2

Localizzazione corporea

La sensazione nel corpo è inizialmente nel petto, come un tremolio (Fig.3). SUD 8. 

Alla fine della stimolazione cambia il colore (Fig.4) e lentamente si dissolve (Fig.7).

Figura 3
Figura 4

Nelle prime immagini le colorazioni mostrano come i soggetti non siano ancora connessi fra loro, nelle seconde i soggetti coinvolti sono in uno stato energetico simile e in fase fra loro.

Caso 3

Si evidenza il tipo di connessione prima (Fig. 5) e dopo (Fig. 6) tra i soggetti durante le SBL.

Figura 5
Figura 6

Caso 4

Un momento di elaborazione emotiva della paziente mentre è in stato di connessione con la psicoterapeuta (Fig. 7 e 8).

Figura 7
Figura 8

Rilevazione nell’ambiente circostante di energie sottili/addensamenti energetici intorno o accanto al paziente in fase di connessione.

  Caso 5

Si rileva un campo di colore giallo\verde sopra la testa della paziente (Fig. 9).

Figura 9

Ingrandimento del particolare con isolamento del canale verde della figura precedente. Sembra osservarsi una sagoma antropomorfa (Fig. 10).

Figura 10

Nella prima immagine si osserva uscire una formazione energetica di colore rosso dietro la schiena della paziente (Fig. 11). Nella seconda la stessa in formazione scura. Pare il capo e le spalle di una persona (Fig. 12).

Figura 11
Figura 12
Figura 13

Particolare isolato: Fig.13. Confronto tra la formazione energetica e la foto del defunto della  Iadc.

Si noti il particolare dei padiglioni auricolari molto sporgenti (Fig. 14)

Figura 15 e Figura 16

Angolo di sporgenza simile, 38°e 39°

Altri esempi di frame a confronto:

Caso 6

Confronto fra l’immagine comparsa in IADC ed il volto del defunto (Fig.17 e 18). Le frecce indicano che i connotati sembrano somiglianti.

Figura 17 e Figura 18
Figura 19

Sovrapposizione tra i punti di repere dell’immagine “extra”ed il volto del defunto (Fig.19).

Pur essendo in posizione diverse la sovrapposizione di 5 punti, quali occhi, bocca, naso, mento, mostrano una coincidenza significativa dei rapporti antropometrici e antropomorfi. 

Per ragioni di spazio riportiamo di seguito solo i frame di diversi soggetti durante la IADC nel momento di connessione con raffronto fotografico del defunto per cui si chiedeva la sessione.

Caso 7 

Figura 20

Caso 8

Figura 21

Caso 9

Anche in questo caso, pur essendo l’immagine “extra”a destra, poco definita, emergono particolari somiglianti con il defunto come le labbra carnose, il naso e le folte sopracciglia (Fig. 22).

Figura 22

A volte sui soggetti sono comparse parvenze di volti che non sono stati apparentemente riconosciuti dai soggetti come in questi due casi,fig.23 e fig.24:

Caso10

Figura 23

Caso 11

Figura 24

Risultati

Tutti e 12 i soggetti riportano la percezione soggettiva di un effettivo cambiamento emozionale dall’inizio alla fine della sessione. Ciòrisulta evidente anche dalle registrazioni fotografiche che indicano un cambiamento energetico durante il processo nella densitàe nel colore, come risulta dalle figure del 1 livello di sperimentazione.

In tutti i casi osservati, in certi momenti della terapia, sembrerebbe stabilirsi una connessione mentale tra terapeuta e paziente, rappresentata da stati di coerenza del campo energetico simili o uguali, osservabili attraverso i colori nelle figure del 2 livello di sperimentazione.

Tutti e 12 affermano, inoltre, di avere percepito e/o visto e/o udito in generale di aver avuto la sensazione che il proprio caro per il quale hanno chiesto la IADC fosse lìcon loro come risulta dalle figure del 3 livello di sperimentazione.

Conclusioni

Il presente studio rappresenta solo un test prodromico di tipo “spot”.

Ormai la medicina quantica riconosce il valore aggiunto della natura energetica dell’essere umano nel mantenimento dello stato di salute “Il benessere èuna questione di oscillazioni elettromagnetiche ordinate” (Spaggiari P., Tribbia C., 2005), cosìcome il ruolo che la mente ha nel relazionarsi al campo unificato di coscienza (Paolelli E., 2014).

In quest’ottica il movimento del flusso energetico a livello emozionale (1 livello di sperimentazione) rilevato nella ricerca prima, durante e alla fine di una sessione IADC, dimostra la validitàdella terapia IADC nell’elaborazione delle emozioni sottostanti il lutto.

Inoltre, il movimento del flusso energetico tra il paziente e il terapeuta evidenziato nelle immagini (2 livello di sperimentazione), sottolinea l’inevitabile coinvolgimento di quest’ultimo nella relazione al di làdella consueta posizione di neutralitàche il ruolo stesso richiede. 

Ciòci riporta alla teoria della connessione condivisa, visitata da Allan Botkin (2014), secondo la quale èpossibile che un terzo osservatore o il terapeuta stesso possa percepire le stesse cose o cose analoghe del paziente. Obiettivo che gli autori si ripropongono di approfondire nel prossimo studio.

Per quanto riguarda la verifica della connessione tra il paziente e il defunto, caratteristica distintiva della IADC (3 livello di sperimentazione), nonostante le significative immagini di volti riconosciuti dai pazienti stessi, che porterebbero a riflettere su ipotesi relative all’immortalitàdell’Anima, non si possono escludere altri criteri di interpretazione del fenomeno osservato. Prima tra tutte l’ipotesi che si tratti di forme pensiero. Ènoto che il pensiero èenergia e le onde vibrazionali prodotte creano strutture energetiche nello spazio circostante chiamate “forme pensiero”,in quanto assumono la forma propria del pensiero stesso.Per la natura stessa del procedimento IADC il paziente si concentra sul proprio defunto attraverso ricordi di vita insieme, emozioni richiamando e potenziando la struttura energetica che lo rappresenta (forma pensiero).Èaltrettanto vero peròche negli esperimenti con alcuni pazienti, si sono riscontrate immagini di volti non richiamati col pensiero e non riconosciuti.

Inoltre, in ultima analisi come abbiamo rilevato ed ègiànoto in letteratura, durante le IADC diversi soggetti riportano verbalmente durante la percezione della connessione, informazioni di cui non sono a conoscenza. Anche su questo punto non èpossibile affermare con certezza se si tratti di effettive comunicazioni avvenute o di informazioni giàin possesso del paziente ad un altro livello di consapevolezza.

Alla luce dei risultati ottenuti lo studio obbliga ad ulteriori approfondimenti in ognuno dei livelli di sperimentazione proposti, ad aumentare il campione e apre a nuove interessanti riflessioni.

Prima fra tutte lo studio della IADC condivisa e della IADC concomitante, argomentazioni secondo quanto giàpresente in letteratura, che andrebbero a supporto della effettiva After Death Comunication, contro l’ipotesi che vede le ADC come allucinazioni.

Bibliografia

  • Allan Botkin, Comunicare oltre la morte, UNO Editori, 2014
  • Hagelin Jhon, “Teoria delle super stringhe eterotica”rivista Discover
  • Paolelli Ermanno, Neuro-quantistica. La nuova frontiera delle neuroscienze, Nuova IPSA Editore, 2014.
  • Pim van Lommel, et al,“Esperienza di quasi morte in superstiti di arresto cardiaco: uno studio prospettico nei Paesi Bassi”, The Lancet, vol 358, 15 dicembre 2001.
  • Poli Erica Francesca, Anatomia della coscienza quantica. La fisica dell’autoguarigione, Anima Edizioni, 2016.
  • Spaggiari Piergiorgio, Tribbia Caterina, Medicina quantistica. La medicina attraverso la fisica dei quanti, Tecniche Nuove Edizioni, 2005.

Gli autori

Daniele Gullà; Consulente Tecnico(Per la strumentazione in dettaglio e la certificazione, per motivi di spazio si rimanda a un appendice qui non allegata)

gulladaniele@libero.it

Dott.ssa Paola Matteucci ; Psicoterapeuta

Terapeuta Iadc iscritta nell’elenco degli Psicoterapeuti Iadc riconosciuto dal dr. A. Botkin e dal Center of Grief & Traumatic Loss

www.armonicisentieri.it

paolamatteucci15@libero.it

Dott.ssa Irene Pulvirenti; Psicoterapeuta

Terapeuta Iadc iscritta nell’elenco degli Psicoterapeuti Iadc riconosciuto dal dr. A. Botkin e dal Center of Grief & Traumatic Loss  
www.irenepulvirenti.com

dr.irenepulvirenti@gmail.com

www.iadcstudy.wordpress.com

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