Interazioni tra Cervello e Relazioni Interpersonali

Esplorare le intrigate correlazioni tra mente, cervello e relazioni interpersonali significa compiere un viaggio affascinante nel campo interdisciplinare. Le interazioni tra connessioni neurali e interpersonali- oggetto di studio della “neurobiologia interpersonale”- si stabiliscono a partire dalla prima infanzia. Queste relazioni alimentano i processi di integrazione e lo sviluppo della mente nel corso della nostra intera esistenza.

L’ idea centrale della neurobiologia interpersonale è che la mente – scrive Daniel J. Siegel nel suo fondamentale libro “La mente relazionale” (Raffaello Cortina Editore Milano 2013, pagine 487, € 39) è “il prodotto delle interazioni fra esperienze interpersonali e strutture e funzioni del cervello”. Considerare tuttavia la mente soltanto come un “prodotto” del cervello ci sembra troppo limitato. Diciamo allora che i processi mentali sono legati alle connessioni neurali, cioè all’attività del sistema nervoso, ma anche alle connessioni comunicative con gli altri. Mente e cervello dunque non sono “entità equiparabili”: i processi mentali emergono invece da funzioni dell’ intero organismo e da processi relazionali. La mente, il cervello e le relazioni con gli altri- nella concezione delle nuove neuroscienze- sono tre aspetti dei “flussi di energia e informazioni”. Il cervello è il “meccanismo neuronale” che “plasma” tali flussi, le “relazioni” sono la loro “condivisione” e la mente è il processo “incarnato e relazionale” che li “regola”. Cervello e relazioni “plasmano” la mente, e la mente “plasma” cervello e relazioni.

Questo processo continua per tutta la vita, ma ha un’importanza cruciale soprattutto nelle prime fasi dello sviluppo. Ricerche condotte su animali hanno mostrato che anche “brevi episodi di deprivazione materna” hanno “effetti significativi” sullo sviluppo. Studi su soggetti umani hanno poi rivelato che pattern diversi di attaccamento genitore- figlio sono associati a differenze in termini di risposte fisiologiche” di modi di vedere il mondo e di porsi in relazione con gli altri (Meaney).

I dati che provengono da molteplici discipline scientifiche – neuroscienze, psichiatria, antropologia- confermano l’assunto secondo cui i processi interpersonali modellano e guidano lo sviluppo della mente durante l’ intera evoluzione della nostra vita.

La distinzione pertanto fra cervello e mente, biologia ed esperienza, natura e cultura oltre ad essere “inutile”, appare anche “controproducente” nei nostri tentativi di comprendere un problema complesso e difficile come lo sviluppo della mente. Dobbiamo assimilare il concetto sul ruolo fondamentale che fattori genetici e costituzionali svolgono sullo sviluppo della mente. Tuttavia, è ugualmente importante riconoscere le influenze fondamentali che le esperienze esercitano sullo sviluppo individuale. Connessioni umane e connessioni neurali contribuiscono allo sviluppo della mente.

Dobbiamo precisare che il concetto di mente o di “psiche” si riferisce alla nozione di : 1. anima; 2. intelletto; 3. governo dell’ intero organismo e delle sue interazioni con l’ ambiente.

Studi recenti sulla neuro plasticità mostrano che questi processi di interazione possono indurre cambiamenti nell’ espressione genica – epigenesi- e come il cervello continui a modificare le sue connessioni neurali nel corso della vita (Doidge). La maturazione del cervello e della mente non si arresta quindi dopo l’ infanzia o l’ adolescenza, ma continua per tutta la vita.

Invero, sappiamo ancora poco sul cervello e la mente. Molte domande sulla coscienza, sulla natura soggettiva degli stati mentali e i loro correlati neurali rimangono senza risposta. Non sappiamo davvero come dalle proprietà fisiche delle attività neurali si “crei” l’ esperienza soggettiva della coscienza. Sappiamo però che la capacità del cervello di rispondere alle esperienze sembra quasi un miracolo. Finora, tutti i maggiori neuro scienziati sono concordi nel riconoscere che le capacità individuali sono in larga misura “determinate” da caratteristiche ereditarie e dalle influenze esercitate dall’ambiente soprattutto nelle fasi iniziali dello sviluppo (Swaab).

foto: http://1.bp.blogspot.com/ -_Hc02uCLXrU/T22SnBPSQVI/AAAAAAAAAI8/Wtpfv-z3gE4/s1600/_ICT2413-01.jpg
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