La Visione: Ipotesi e Recenti Scoperte

Ciò che la mente conosce proviene dal cervello, non esistendo un approccio diretto col mondo esterno. La visione è il processo che parte dalle immagini retiniche bidimensionali, coinvolge il nervo ottico ed il collicolo superiore, raggiungendo la corteccia cerebrale. Ci fa scoprire quali cose siano presenti nel mondo esterno e dove si trovino. Identificare l’oggetto che stiamo osservando e collocarlo in uno specifico contesto spaziale sono funzioni distinte, espletate in due vie anatomiche, indipendenti l’una dall’altra. Il sistema parvocellulare – interblob convoglia le informazioni relative alle forme e il parvocellulare-blob quelle relative ai colori. Le due vie terminano nella corteccia inferotemporale, l’area preposta al riconoscimento delle forme. Invece, la localizzazione degli oggetti nello spazio è propria del sistema magnocellulare che termina nella corteccia parietale posteriore, area specifica per quest’attività. L’analisi visiva comporta l’attivazione di diverse vie che sono in parallelo.

fonte: http://timewellness.files.wordpress.com/ 2009/08/eye_model.jpg

In passato, si riteneva che fossero in successione come stazioni in serie e che l’integrazione delle informazioni avvenisse in modo progressivo: man mano che erano elaborate, passavano da una stazione alla successiva. Nel sistema di vie in parallelo ognuna con una propria funzione, l’integrazione è interattiva: ogni elemento visivo è trattato da più di una via. In tale processo, sono importanti anche le afferenze alle aree visive provenienti dai centri cerebrali, in grado d’influenzare il grado di attenzione come la corteccia prefrontale, il claustro ed il pulvinar. Questi sistemi permetterebbero ai meccanismi dell’attenzione il collegamento tra le diverse elaborazioni visive. La via magnocellulare connessa all’analisi del movimento e delle relazioni spaziali tra diversi oggetti è essenziale anche per il controllo del movimento. Spostarsi nel mondo esterno richiede una complessa analisi degli stimoli visivi, accompagnata dal riconoscimento delle diverse figure di sfondo e dalla valutazione delle distanze.

Il collicolo superiore  ed il nucleo genicolato laterale non sono stazioni passive, ma hanno il compito di elaborare e raffinare ulteriormente l’informazione retinica. Il collicolo superiore è coinvolto nella localizzazione degli oggetti e nel controllo dei muscoli oculo – estrinseci che presiedono ai movimenti oculari. Il nucleo genicolato laterale è responsabile tra l’altro, di una prima analisi del colore e del contrasto tonale.

La corteccia visiva primaria ha due funzioni fondamentali. La prima è di combinare tra loro le informazioni provenienti dai due occhi. La seconda è di estrapolare informazioni semplici saldamente strutturate allo stimolo nervoso afferente come la direzionalità ed il grado di spostamento. Le cellule della corteccia visiva primaria sono ordinate in colonne. All’interno di una colonna, i neuroni hanno specializzazione spazio-temporale omologa e colonne specializzate in analoghe orientazioni sono contigue. Per esempio, la colonna specializzata nell’orientazione spaziale di dieci gradi è adiacente a quella dei venti gradi e questa a quella dei trenta. Colore, profondità e movimento sarebbero elaborati dalla corteccia visiva primaria in aree diverse.

Scarica l’articolo integrale in PDF

Iscriviti alla Newsletter

Iscriviti alla Newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere le nostre novità direttamente nella tua casella di posta elettronica.

Ah... gratis!

Fantastico! Ti sei appena iscritto

Pin It on Pinterest

Share This