Le Due Verità: Scienza e Fede, Dio e Ragione

Le due verità. Scienza e fede, Dio e ragione, corpo, cervello e anima. Sono compatibili o incompatibili? La questione suscita interesse e attrazione. È uno dei maggiori misteri irrisolti della storia della filosofia e della scienza. Un conflitto che attraversa in gran parte il pensiero dall’antichità ai nostri giorni. Da una parte, il dominio della realtà verificabile come oggetto di sperimentazione; dall’altra, l’affermazione della dimensione del sacro, il mondo eterno dello spirito oltre quello caduco degli oggetti sensibili.

Sono numerosi i conflitti e le divergenze in materia. Da un lato, ci sono i “creazionisti d’assalto”, come A. Plantinga, considerato il più noto esponente dell’epistemologia riformata, dall’altro un nutrito gruppo di autori, fra i quali Dawkins, Krauss, Hitchens, Harrison e Dennet, uniti da un comune obiettivo, quello di confutare l’esistenza di Dio, con argomenti-precisa lo scienziato A.D. Aczel- “tendenziosi”.

Le nostre conoscenze di fisica- affermano i neoatei- provano che Dio non esiste e dunque l’idea di Dio e la scienza “non possono coesistere”. Dawkins e Dennet, dopo aver dichiarato che non esiste nessuna evidenza per nessuna delle storie della Bibbia, tentano di sostituire Dio con l’evoluzione, dicendo che non c’è bisogno di un “creatore”. Questa idea è ripresa da Darwin, un autore che ha determinato una svolta radicale con la sua teoria dell’evoluzione, la quale sostiene che la vita è governata per l’appunto “non da un creatore”, ma dal “caso” e si è evoluta da forme più semplici a organismi più complessi.

Sulla base della teoria dell’evoluzione, questi studiosi ritengono che l’essere umano è un “oggetto materiale”, senza sé immateriale o anima o soggettività.

Altri autori, come ad esempio il filosofo Platinga, pensano invece che non solo la teoria evoluzionistica è compatibile con il Dio cristiano, ma anche che “sarebbe strano che le meraviglie del mondo siano il risultato di una evoluzione non guidata”. Secondo il teismo classico, Dio esiste “necessariamente”; “esiste in ogni modo possibile”. Non c’è dunque alcun conflitto, secondo questa concezione, tra il credo cristiano e la scienza, tra fede e ragione. Essi sono del tutto “compatibili”. Anche il grande biologo S. J. Gould dichiara la compatibilità di scienza e religione e aggiunge che il problema dell’esistenza di Dio “si colloca al di fuori della scienza. “Non sono credente- chiarisce-, sono un agnostico, ma “nutro un grande rispetto per la religione”.

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