La ghiandola pineale e la coscienza delle scienze umane
Dopo piu di vent’anni di indagine nel ruolo che la ghiandola pineale ricopre nel cancro e di studi clinici del suo ormone, la melatonina, nel trattamento delle neoplasie umane, e giustificato affermare che l’accettazione dell’importanza della ghiandola pineale nei disturbi neoplastici richieda una sostanziale modificazione nella coscienza delle scienze umane. Lo scopo e attuare una rifondazione dell’oncologia medica, prendendo in considerazione le caratteristiche biologiche delle cellule tumorali e lo stato psico-neuro-immune dei pazienti, fondamentalmente modificato dalla ghiandola pineale stessa.
L’indagine sulla ghiandola pineale potrebbe favorire una nuova cooperazione tra la filosofia e le scienze biologiche. Numerosi studi hanno dimostrato come il progressivo declino della funzione della ghiandola pineale coincida con una piu frequente alterazione endocrina nei pazienti affetti da cancro. Cio potrebbe giocare un importante ruolo nella stessa prognosi della malattia, grazie alla ben documentata azione anticancro della melatonina e alle altre qualita pineali. In questa prospettiva, la pineale non e vista soltanto come la ghiandola che regola i ritmi circadiani, ma come un crocevia in cui si incontrano la dimensione cronobiologica, quella endocrina e quella immunitaria dell’organismo.
Perche la terapia con melatonina e giustificata
La terapia dei tumori umani a base di melatonina e giustificata per almeno tre ragioni, ciascuna delle quali fa riferimento a un diverso meccanismo d’azione dell’ormone pineale.
Una terapia endocrina sostitutiva
In primo luogo, si tratta di una terapia endocrina sostitutiva, volta a correggere la deficienza pineale correlata al cancro. Il razionale e che, se il declino della funzione pineale accompagna la malattia neoplastica, reintegrare la melatonina puo contribuire a ristabilire un equilibrio endocrino compromesso.
L’attivita anti-cancro diretta
In secondo luogo, vi e l’attivita anti-cancro della melatonina, dovuta all’azione anti-proliferativa, che modula l’espressione di oncogeni e anti-oncogeni e i processi apoptotici; all’attivazione dell’immunita anti-cancro, che accresce in particolare l’attivita e il rilascio dell’IL-2 dai linfociti TH1 e stimola la secrezione dell’IL-2 da parte delle cellule dendritiche; e alle sue proprieta antiossidanti. Si tratta dunque di un’azione su piu fronti, che agisce contemporaneamente sulla proliferazione cellulare, sulla risposta immunitaria e sullo stress ossidativo.
Una terapia palliativa
In terzo luogo, la melatonina puo essere impiegata come terapia palliativa, specificatamente per la cachessia, la debolezza e la trombocitopenia collegate al cancro, grazie alle sue proprieta anticachettiche e trombopoietiche. Questo aspetto e particolarmente rilevante nei pazienti in stato avanzato, in cui il controllo dei sintomi e il mantenimento della qualita della vita assumono un peso clinico determinante.
Quindici anni di esperienza clinica
I quindici anni di storia clinica riguardante la terapia a base di melatonina nei neoplasmi umani possono essere riassunti in quattro grandi linee di intervento.
La prima e la terapia palliativa di neoplasmi solidi incurabili. La seconda e la terapia neuroimmune del cancro, con melatonina piu citochine, in particolare l’IL-2, per accrescere l’efficacia del trattamento nei tumori resistenti all’uso del solo IL-2. La terza e la terapia chemio neuroendocrina, con melatonina piu chemioterapia, e la terapia radio neuroendocrina, con melatonina piu radioterapia: in entrambi i casi l’obiettivo e ridurre la tossicita della chemioterapia attraverso la proprieta antiossidante della melatonina e accrescere l’efficacia terapeutica, prevenendo danni ai linfociti causati da chemioterapia e radioterapia e incrementando il loro potere citotossico. La quarta e la terapia neuroendocrina con melatonina in aggiunta alle classiche terapie endocrine, che si basa sulla capacita della melatonina di accrescere la dipendenza endocrina del cancro.
In tutti gli studi, la melatonina e stata somministrata oralmente una volta al giorno durante la fase oscura del fotoperiodo, in dosi che variavano dai 20 ai 40 mg al giorno. La scelta di somministrarla nella fase di buio non e casuale: riproduce il momento in cui la pineale rilascia fisiologicamente l’ormone, in linea con il principio cronobiologico che attraversa tutta questa esperienza clinica.
I risultati osservati negli studi clinici
In ricerche condotte su 1.440 pazienti, scelti a caso, con tumori solidi incurabili in stato avanzato, che hanno ricevuto solo melatonina o una cura di sostegno, la melatonina ha prolungato il tempo di sopravvivenza ed evitato la cachessia neoplastica, anche se una regressione oggettiva del tumore e stata rilevata soltanto nel 2% dei pazienti.
In termini di regressione tumorale, risultati piu incoraggianti sono stati raggiunti grazie alla terapia neuroimmune con melatonina in aggiunta a dosi sottocutanee di IL-2, con un tasso di regressione del tumore del 16% in 400 pazienti affetti da tumori solidi incurabili ed in stato avanzato; una efficacia particolare si e riscontrata negli epatocarcinomi, nei tumori gastrointestinali, nel cancro polmonare non a piccole cellule e nei mesoteliomi.
In una ricerca effettuata su 450 pazienti, scelti a caso, con un cattivo stato clinico o con tumori resistenti alla chemioterapia, la melatonina sembra accrescere il tasso di reazione al tumore, prolungare il tempo di sopravvivenza rispetto alla sola chemioterapia ed evitare i danni collaterali causati da quest’ultima, quali trombocitopenia, cardiotossicita, neurotossicita e astenia. Non sono stati rilevati effetti nella protezione da anemia, leucopenia e alopecia. La melatonina, associata al tamoxifene, sembra indurre un tasso di reazione del 29% in 14 pazienti con metastasi al seno curati solo con tamoxifene, ed un tasso di reazione del 12% in 25 pazienti con neoplasmi avanzati, tranne i tumori classici endocrino-dipendenti.
Una prospettiva bio-modulatoria
La melatonina puo pertanto essere usata con successo in oncologia, sia da sola sia per armonizzare a livello biologico le tradizionali terapie anticancro, tra cui chemioterapia, radioterapia, immunoterapia e terapia endocrina. L’applicazione della melatonina nella cura di neoplasmi umani potrebbe modificare l’oncologia medica in una direzione bio-modulatoria, ristabilire l’unita psicobiologica dei pazienti e ricostituire le reazioni psicoendocrine ed immunobiologiche contro il cancro. Ulteriori ricerche saranno necessarie per stabilire l’efficacia della melatonina in rapporto all’espressione, da parte delle cellule cancerose, di recettori della melatonina e alla produzione endogena della melatonina stessa.
Il cancro, in questa lettura, e descritto come una guerra biologica che distrugge l’unita della vita, e la cura a base di melatonina puo aiutare a ripristinare nei pazienti affetti da cancro l’armonia a livello biologico. Questo e il contributo della ghiandola pineale a favore della pace, coinvolgendo tutti i popoli e tutte le tradizioni in uno sforzo comune per vincere il duello contro il cancro, sulla base di una nuova interpretazione filosofica della biologia umana.
Domande frequenti
Che cos’e la melatonina e quale ruolo ha contro il cancro?
La melatonina e il principale ormone della ghiandola pineale. Secondo l’esperienza clinica descritta, agisce contro il cancro su piu fronti: ha un’azione anti-proliferativa modulando oncogeni, anti-oncogeni e apoptosi, attiva l’immunita anti-cancro accrescendo il rilascio di IL-2, e possiede proprieta antiossidanti.
Come viene somministrata la melatonina in questi protocolli?
In tutti gli studi citati la melatonina e stata somministrata per via orale, una volta al giorno, durante la fase oscura del fotoperiodo, in dosi comprese tra i 20 e i 40 mg al giorno. La somministrazione nella fase di buio riproduce il momento fisiologico di rilascio dell’ormone da parte della pineale.
Quali risultati sono stati osservati negli studi clinici?
Da sola, la melatonina ha prolungato la sopravvivenza ed evitato la cachessia in pazienti con tumori solidi avanzati, con regressione oggettiva nel 2% dei casi. Associata all’IL-2 ha mostrato una regressione del 16% in 400 pazienti, e in combinazione con la chemioterapia ha aumentato il tasso di reazione riducendo gli effetti collaterali come trombocitopenia, cardiotossicita e astenia.
La melatonina sostituisce le terapie oncologiche standard?
No. Nell’esperienza riportata la melatonina e impiegata sia da sola sia, soprattutto, per armonizzare a livello biologico le terapie tradizionali, ossia chemioterapia, radioterapia, immunoterapia e terapia endocrina. Gli stessi autori sottolineano che sono necessarie ulteriori ricerche per definirne pienamente l’efficacia.
Fonte: tradotto dagli atti del convegno del National Cancer Institute di Washington “Melatonin, Chronobiology and Cancer”. Prof. Paolo Lissoni, Direttore Responsabile della Divisione Radioterapia ed Oncologia presso l’Ospedale San Gerardo di Monza.
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