Neuroscienze Cognitive

Nell’Occhio del Fotone

La luce e la vera protagonista di questo racconto: non solo cio che vediamo, ma cio che permette di vedere. Nel libro “Nell’Occhio del Fotone. Un luminoso viaggio dal Sole alla coscienza” (Edizioni Lindau, 2018), l’oculista e divulgatore Gianni Amerio ribalta il consueto punto di vista antropocentrico sulla visione e adotta quello del fotone, la […]

Nell’Occhio del Fotone
La luce e la vera protagonista di questo racconto: non solo cio che vediamo, ma cio che permette di vedere. Nel libro “Nell’Occhio del Fotone. Un luminoso viaggio dal Sole alla coscienza” (Edizioni Lindau, 2018), l’oculista e divulgatore Gianni Amerio ribalta il consueto punto di vista antropocentrico sulla visione e adotta quello del fotone, la particella elementare della luce. Ne nasce la narrazione di un viaggio lungo 150 milioni di chilometri e milioni di anni, che comincia nel cuore del Sole e termina in un non-luogo: la nostra coscienza.

Un cambio di prospettiva sulla visione

Il meccanismo della visione e un processo estremamente complesso, che di solito viene affrontato in modo diverso a seconda di chi se ne occupa: il fisico, l’ottico, l’oftalmologo, il neurologo, lo psicologo, il filosofo. Ed e quasi sempre trattato da un punto di vista antropocentrico, in cui la luce e semplicemente il quid che scatena sensazioni all’interno della nostra mente.

Amerio sceglie invece una prospettiva nuova e originale. Il processo che ci porta a “vedere” viene analizzato dal punto di vista di chi in definitiva lo rende possibile: la luce o, per essere precisi, il suo componente ultimo, il fotone. E lo fa raccontando di un viaggio che ha origine nel Sole milioni di anni fa, ha come meta la coscienza, si snoda lungo un percorso di 150 milioni di chilometri e persegue uno scopo, non inteso in senso finalistico: quello di farci vedere.

La duplice natura della luce

Il racconto parte descrivendo la protagonista nella sua duplice natura di onda e particella, tentando una sintesi con la meccanica quantistica. La luce, infatti, si comporta in alcuni esperimenti come un’onda elettromagnetica e in altri come un flusso di particelle discrete, i fotoni: quanti di energia privi di massa che viaggiano nel vuoto alla velocita massima consentita dall’universo, quasi trecentomila chilometri al secondo. E proprio questa doppia identita, apparentemente contraddittoria, a rendere la luce un oggetto tanto affascinante quanto difficile da raccontare, e Amerio la affronta con un linguaggio chiaro e paziente.

Dal cuore del Sole alla superficie terrestre

Il luogo di partenza si trova nelle viscere del Sole. Nel nucleo della nostra stella, dove regnano temperature e pressioni enormi, i processi di fusione nucleare generano continuamente energia sotto forma di fotoni. Prima di emergere in superficie, pero, questa energia impiega tempi lunghissimi: i fotoni vengono assorbiti e riemessi innumerevoli volte dalla materia densa che compone gli strati interni del Sole, in un cammino tortuoso. Ecco perche la luce che ci illumina porta con se una storia antica, che affonda le radici in un passato remoto.

Una volta libero, il fotone attraversa lo spazio interplanetario e poi l’atmosfera terrestre, fino a raggiungere la superficie del nostro pianeta. Qui il fascio di luce viene riflesso dagli oggetti che ci circondano: nel racconto di Amerio, per esempio, da una foglia di menta. E quel raggio riflesso a entrare nel nostro occhio e a dare inizio all’ultima, decisiva parte del viaggio.

Dentro l’occhio: da luce a impulso nervoso

Il libro segue il fotone, sempre dal suo punto di vista, nel passaggio attraverso le strutture oculari. La luce attraversa la cornea, l’umore acqueo, il cristallino e il corpo vitreo, che insieme mettono a fuoco l’immagine sulla retina, la sottile membrana che riveste il fondo dell’occhio. Sulla retina, cellule specializzate chiamate fotorecettori, i coni e i bastoncelli, catturano i fotoni e innescano una reazione biochimica che trasforma il segnale luminoso in un impulso elettrico. E la fototrasduzione: il momento in cui la luce cessa di essere solo luce e diventa informazione nervosa.

Da qui l’impulso viaggia lungo il nervo ottico e raggiunge le aree cerebrali deputate all’elaborazione visiva, dove viene scomposto, analizzato e ricomposto in cio che percepiamo come immagine. Ma la meta ultima non e la corteccia: e un non-luogo, la coscienza. La luce, alla fine del suo cammino, diventa pensiero.

Quando la luce diventa pensiero

E qui che il viaggio raggiunge il suo punto piu affascinante e piu misterioso. Come un impulso elettrico che corre tra i neuroni possa trasformarsi in un’esperienza soggettiva, cosciente, e ancora oggi una delle domande piu aperte delle neuroscienze e della filosofia della mente. Amerio non pretende di risolverla, ma la rende visibile, mostrando quanto sia sottile il confine tra la luce e il pensiero e quanto sia complicata l’apparente istintivita di uno sguardo.

Il pregio del libro sta proprio in questo cambio di scala continuo: dall’infinitamente grande del Sole e del cosmo all’infinitamente piccolo del fotone e dei fotorecettori, fino all’intangibile della coscienza. Un percorso che unisce fisica, biologia, neuroscienze e una certa dose di poesia, restituendo al lettore la sensazione di aver compiuto anche lui l’intero viaggio, fino in fondo.

Domande frequenti

Di cosa parla “Nell’Occhio del Fotone”?

Racconta il processo della visione dal punto di vista del fotone, la particella elementare della luce. Il libro segue il suo viaggio dal nucleo del Sole, attraverso il cosmo e l’atmosfera, fino all’ingresso nell’occhio umano, dove la luce viene trasformata in impulso nervoso e infine in esperienza cosciente. E un percorso che intreccia fisica, biologia della visione e riflessione sulla coscienza.

Perche adottare il punto di vista del fotone?

Perche capovolge l’abituale prospettiva antropocentrica, in cui la luce e solo lo stimolo che produce sensazioni nella nostra mente. Seguendo il fotone, l’autore mette in luce l’intera catena di eventi fisici e biologici che rende possibile la visione, dai processi nel Sole fino alla fototrasduzione nella retina, restituendo unita a fenomeni che di solito vengono studiati separatamente.

Che cosa accade alla luce quando entra nell’occhio?

La luce attraversa cornea e cristallino, che la mettono a fuoco sulla retina. Qui i fotorecettori, coni e bastoncelli, catturano i fotoni e li convertono in impulsi elettrici attraverso la fototrasduzione. Gli impulsi viaggiano lungo il nervo ottico fino alle aree visive del cervello, dove vengono elaborati e integrati nell’immagine che percepiamo consapevolmente.

Il libro e adatto a chi non ha basi scientifiche?

Si. L’autore adotta un linguaggio chiaro e divulgativo, capace di rendere accessibili temi complessi come la meccanica quantistica e la fisiologia della visione senza dare per scontate conoscenze specialistiche. Il tono e quello del racconto e della divulgazione, pensato per accompagnare passo dopo passo anche il lettore non esperto.

“Nell’Occhio del Fotone” trasforma un fenomeno che diamo per scontato, il vedere, in un viaggio straordinario che collega il Sole, la fisica della luce, la biologia dell’occhio e il mistero della coscienza. Adottando lo sguardo del fotone, Gianni Amerio mostra quanto sia lungo, antico e sorprendente il cammino che porta la luce a diventare pensiero, e quanto ancora rimanga da comprendere sul punto esatto in cui l’impulso nervoso si fa esperienza cosciente.
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