Dalla pratica clinica a “Ripulitamente”

Credenze, errori di pensiero e distorsioni cognitive: tutta questione di punti di vista!

 

Non c’è niente di buono o di cattivo,
è il pensiero che lo rende tale

William Shakespeare

 

Non è la situazione in sé a determinare ciò che le persone provano, ma il modo in cui interpretano la situazione stessa. Infatti, la psicoterapia Cognitivo Comportamentale sostiene che il disagio psichico sia determinato da errori di pensiero, idee irrazionali o distorsioni cognitive, circa l’interpretazioni del vissuto del soggetto, responsabile poi, delle conseguenti reazioni emotive e comportamentali.

 

Albert Ellis, fondatore della Terapia Razionale Emotiva (RET), che successivamente divenne Terapia Comportamentale Razionale Emotiva (REBT), sottolineando fortemente l’interazione che esiste tra pensieri, emozioni e comportamenti, si concentrò sul presupposto secondo cui riuscendo a pensare in modo razionale, le esperienze si svuoterebbero del loro contenuto traumatico e/o ansiogeno.

Punti essenziali della REBT  infatti sono:

  • ciò che sentiamo (emozioni) e ciò che facciamo (comportamenti) deriverebbe da ciò che pensiamo;
  • un modo di pensare irrazionale, rigido e illogico sarebbe fonte di problemi emotivi e comportamentali;
  • problematiche emotive e comportamentali potrebbero essere migliorare sostituendo pensieri irrazionali con pensieri razionali.

Lo stesso autore e altri individuano una serie di principali errori di pensiero o distorsioni cognitive, come ad esempio l’astrazione selettiva, il pensiero polarizzato, la generalizzazione, la doverizzazione, il catastrofismo, leggibili su un continuum che va dal sano al patologico. Gli stessi divengono poi oggetti di un aspetto centrale all’interno di un processo terapeutico di matrice cognitivo comportamentale, che prende il nome di ristrutturazione cognitiva, tecnica volta alla modifica degli errori di pensiero del paziente.

 

Ripulitamente

Dalla mia formazione come terapeuta e specialista in psicoterapia cognitivo comportamentale, dalla mia esperienza clinica e dal mio modo di lavorare, nasce “Ripulitamente”. Guida pratica per fare “pulizia” dei più comuni errori di pensiero un manuale semplice e pratico a scopo divulgativo, di impronta cognitivo-comportamentale, rivolto ai non addetti ai lavori, che approfondisce lo stretto rapporto che intercorre fra pensieri, emozioni e comportamenti, che vede il disagio psichico come dipendente in parte da errori di pensiero.

Il libro è suddiviso in tre sezioni.

Nella prima parte viene descritto lo stretto rapporto che intercorre fra pensiero, emozione e comportamento e viene fornito un elenco dei principali e più comuni errori di pensiero o distorsioni cognitive, con esempi tratti dal quotidiano. Questi esempi che evidenziano come gli errori interferiscano nel rapporto con noi stessi, mettendo  talvolta a dura prova anche la nostra autostima, il rapporto con gli altri, incluse amicizie, rapporto con familiari, partner, figli, colleghi.

Nella seconda parte, vedremo poi in modo sintetico come leggendo il tutto su un continuum che va dal sano al patologico, l’esasperazione ed il radicarsi di tali errori di pensiero, possano contribuire alla genesi ed al mantenimento di veri e propri disturbi psichici, citandone alcuni tra i più comunemente diagnosticati, per i quali il pensiero riveste un ruolo centrale: ad esempio i disturbi d’ansia, i disturbi depressivi e il disturbo ossessivo compulsivo.

Il tutto è sostenuto da grafici, esempi pratici e schede operative.

Nell’ultima parte del libro, infine, è stato realizzato uno  spazio più operativo, con suggerimenti di tecniche ed esercizi per mettersi in gioco in questo processo di “ripulitura”. Il linguaggio utilizzato è intenzionalmente semplice e scarno di riferimenti teorici proprio tenendo presente l’obiettivo e i destinatari del libro: arrivare ai non addetti ai lavori con la speranza di poter essere un valido strumento per prendere consapevolezza dei propri errori di pensiero.

Non un manuale di auto-aiuto, ma una guida semplice per riflettere sui personali errori di pensiero, riscontrabili in ognuno di noi, ed iniziare un processo di “ripulitura”, grazie agli spunti offerti dalla terapia cognitivo comportamentale.

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