fbpx

 

Intervista al Prof. Antonio Maria Lapenta

Il Prof. Antonio Maria Lapenta è Psichiatra, direttore dei corsi del Centro Italiano di Ipnosi Clinico Sperimentale C.I.I.C.S. fondato da Franco Granone riconosciuto in tutto il mondo scientifico come uno dei più attenti studiosi di ipnosi medica e sperimentale.

PDD: Professor Lapenta, nell’ottobre del 2000 scompariva Franco Granone, forse il più importante ipnologo Europeo dello scorso secolo, lo stesso Musatti riconobbe l’opera di Granone con una speciale prefazione a quello che tutt’oggi è il più completo e scientifico trattato di ipnosi clinica sperimentale (UTET 1989); come si prosegue e preserva un istituto così importante ai nostri giorni?

Prof. Lapenta: Ho conosciuto Franco Granone qui a Torino nel 1977, ero suo allievo allora, ricordo innanzi tutto la sua umiltà, la sua attenzione alle costituzionalità del paziente, il concetto di costituzionalità d’apparato e d’organo è d’altronde un portato granoniano fin dagli anni ’60, molto prima che gli eredi di Milton Erickson, Bandler e Grinder attraverso la PNL (Programmazione Neurolinguistica) introducessero concetti simili in ipnoterapia attraverso i loro canali d’accesso sensoriali. Granone era innanzi tutto un “mostro scientifico”, riusciva a conciliare un’operatività ospedaliera, di reparto, con una notevole capacità sperimentale. Non pochi psicoanalisti del suo tempo si sono ricreduti e “riavvicinati” all’ipnosi proprio grazie alle sue straordinarie doti di clinico e sperimentatore. Il riconoscimento di Musatti è tutt’ora lì a dimostrarlo. Rispettare la sua opera, dirigere i corsi da lui istituiti, significa rispettare questa sua complessa e multiforme attività di docente, sperimentatore e clinico.

PDD: I corsi del C.I.I.C.S. arrivati alla 27° edizione, si tengono annualmente a Torino, sono aperti a medici, psicologi ed in parte ad operatori sanitari: in cosa si differenziano questi corsi rispetto ad altri che fioriscono e muoiono in continuazione su tutto il territorio nazionale, ed alle scuole di specializzazione in psicoterapia ipnotica come l’AMISI di Milano o quella del Prof. Loriedo a Roma?

Prof. Lapenta: Fondamentalmente, per l’approccio medico operativo, insegniamo l’ipnosi come strumento da utilizzare sia in un reparto ospedaliero, sia nello studio dello psicoterapeuta. Non ci interessa tanto la psicodinamica del fenomeno in sé, per questo l’allievo avrà tempo ed informazioni in altri contesti didattici. Intendiamo innanzi tutto trasmettere un sapere pratico operativo, sarà il professionista poi a farne un suo ”bisturi” o un suo privilegiato strumento di analisi in psicoterapia.

PDD: …quindi non solo psicoterapia, ma pratica medica vera e propria?

Prof. Lapenta: Molti dei nostri ex allievi ed attuali docenti sono fondamentalmente medici di base o ospedalieri, solo da pochi anni il numero degli psicologi e psicoterapeuti inizia a sovrastare i medici… il parto in ipnosi, l’anestesia in odontoiatria, la compliance di vari esami clinici come l’endoscopia, sono un portato tipico della scuola granoniana, molti docenti dei corsi operano negli ospedali di tutta Italia utilizzando spesso lo “strumento” ipnosi nella comune pratica clinica quotidiana… quello che insegnano qui a Torino è quello che di fatto operano giornalmente.

PDD: Negli Stati Uniti Milton Erickson, chiamato dagli specialisti di settore Mr. Hypnosis, scomparso nel 1980, è ormai considerato un mito e non solo dai suoi allievi e continuatori,
si nota nel mondo della psicoterapia ipnotica anche una certa “deriva” ericksoniana, nel senso che ormai espressioni come “tutto è ipnosi” o “ metafora ericksoniana”, sembrano entrate nel linguaggio anche dei pazienti italiani curati con l’ipnosi. Non saremo in presenza della solita sindrome italiota per cui abbiamo i Fermi, i Marconi… i Granone appunto, e poi tutto si scioglie e perde con la morte del nostro caposcuola, mentre i nostri stessi terapeuti si rifanno più volentieri a tecniche e suggestioni esterofile?

Prof. Lapenta: Questa è la mia sfida nel dirigere la scuola Post-Universitaria di Torino. Credo che la chiave sia nella multidisciplinarietà, nell’accettare il contributo di chi, medico o psicologo, utilizza quotidianamente l’ipnosi. Non abbiamo un unico grande Guru, abbiamo 40 docenti, ognuno opera in campi sanitari spesso distanti l’uno dall’altro, ognuno di loro ha appreso ad usare l’ipnosi nella nostra scuola… dalla psichiatria e psicoterapia alla endoscopia in ipnosi, qui da noi è possibile sperimentarsi e confrontarsi, se solo lo si vuole, con un’enorme numero di applicazioni cliniche, e spesso agli allievi ed ai docenti è lasciata un enorme libertà di movimento, nessuno subisce un’ortodossia di fondo tipica delle scuole di specializzazione post-universitarie, ognuno porta il suo contributo utilizzando lo strumento ipnosi appreso da noi. L’unico dictat è il rispetto per il rapporto medico-paziente e la grande creatività e curiosità che l’ipnosi in medicina ed in psicoterapia ha sempre stimolato fin dai tempi di Sigmund Freud…

Paolo De Donno
Torino, febbraio 2005