Neuropsicologia

Neuropsicologia: anatomia e fisiologia del sistema nervoso, lo studio delle patologie e le tecniche di intervento

Genitori e disturbi del comportamento alimentare: una prospettiva neuropsicologica

I disturbi alimentari coinvolgono aspetti neuropsicologici profondi, influenzati anche dall’ambiente familiare. Il ruolo dei genitori è centrale nello sviluppo dell’equilibrio emotivo, dell’immagine corporea e del rapporto con il cibo. Comportamenti empatici e comunicazione aperta possono agire da fattori protettivi. Un supporto professionale resta essenziale nei casi più complessi.

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Una nuova teoria della mente

toricamente, la mente è stata studiata dai filosofi, da Platone a Cartesio. Oggi, studiosi come Thomas Nagel e David Chalmers descrivono la coscienza come sensazioni fenomeniche, chiamate qualia. Joseph LeDoux, nel suo libro “I quattro mondi dell’uomo”, afferma che i neuroscienziati devono spiegare la coscienza come parte della nostra composizione fisica e biologica.

LeDoux sostiene che le attività mentali derivano da processi fisici nel cervello e che le connessioni sinaptiche, influenzate geneticamente, ci rendono unici. Il problema della mente e della coscienza è stato affrontato da scienziati come Antonio Damasio e Michael Gazzaniga, che evidenziano l’importanza dei processi inconsci.

LeDoux propone che l’essere umano esista in quattro mondi intrecciati: biologico, neurologico, cognitivo e cosciente. Questi mondi riflettono il nostro passato evolutivo e spiegano il nostro presente. La mente umana, secondo LeDoux, è unica per la sua capacità di creare una narrazione della propria vita, una caratteristica che ci distingue dagli altri animali.

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Che cosa significa essere umani

Essere umani significa bilanciare neurobiologia e qualità intellettuali, sociali e morali. La nostra umanità non è innata ma acquisita, influenzata da interazioni e scelte. Scienziati e filosofi dibattono se siamo determinati geneticamente o dotati di libero arbitrio.

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La mente tra mondo reale e mondo virtuale

Il futuro che verrà proietta un vasto spettro di questioni legate al mondo reale e al mondo virtuale, alla natura della mente e della coscienza fenomenica, all’esistenza di Dio e a una vita buona. Stiamo andando verso un mutamento antropologico, che investe le nostre concezioni millenarie e la nostra stessa visione dell’uomo e del mondo.

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La volontà di verità e l’intervento educativo

Sempre più si rende necessario rendere più complessa la lettura della realtà in quanto non già appannaggio di filosofi o “esperti di settore” ma riflessione che coinvolge tutti gli ambiti in cui opera l’essere umano.
Nel presente articolo , si utilizzano strumenti di M. Foucault e E. Morin, per analizzare le conseguenze che hanno sulle persone seguite dal servizio sociale, i presupposti di controllo e di norma, costitutivi dell’azione del servizio stesso

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Near Death Experiences?

Il criterio essenziale di inclusione/esclusione che dovrebbe essere introdotto e adottato nella classificazione delle supposte esperienze di pre-morte è l’accertamento clinico dello stato di pre-morte (Near Death State, NDS). Infatti, gli unici casi in cui è corretto parlare di esperienza di pre-morte sono quelli associati a morte clinica, ovvero quelli relativi ad uno stato neuro-psico-fisiologico sperimentato nel corso del processo oggettivo, temporaneo e reversibile di morte, attestato dalla assenza, temporanea e reversibile, dei parametri vitali. L’applicazione di questo primo criterio di inclusione/esclusione consente di distinguere le esperienze di pre-morte (NDEs) vere e proprie, sperimentate in occasione di uno stato accertato di morte clinica (NDS), con interruzione reversibile e involontaria (sospensione) dello stato di coscienza, dalle esperienze di tanato-mimesi, sperimentate in occasione di uno stato simile ma non equivalente a quello di pre-morte (Near Death Like State, NDLS), accompagnate da stati alterati di coscienza.

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