Alzheimer: una malattia che tocca memoria e relazioni
La malattia di Alzheimer e’ la forma piu’ comune di demenza nella popolazione anziana e riguarda le parti del cervello che controllano il pensiero, la memoria e il linguaggio. I danni provocati dal morbo non coinvolgono soltanto le abitudini quotidiane del malato, ma incidono anche sul suo umore e su quello dei familiari che lo assistono.
E’ su questo sfondo che molti ricercatori hanno spostato l’attenzione sulla nutrizione, e in particolare sul rapporto tra acidi grassi essenziali e neurodegenerazione. Alcuni acidi grassi sembrano associati alla componente mnemonica del cervello, altri stimolano il metabolismo dell’ippocampo, altri ancora risultano collegati alle menomazioni nelle prestazioni cognitive e comportamentali del paziente.
Che cosa sono gli acidi grassi
Gli acidi grassi sono il componente piu’ importante e comune di tutte le classi di lipidi e sono ampiamente rappresentati negli organismi viventi, dove svolgono funzioni strutturali, energetiche e metaboliche. Si tratta di composti liposolubili formati da catene di varia lunghezza e grado di saturazione, con un numero pari di atomi di carbonio compreso tra 12 e 24 (con l’eccezione dell’acido isovalerico). A caratterizzarli e’ il gruppo carbossilico COOH, che conferisce loro le proprieta’ acide.
Ogni acido grasso e’ formato da una catena carboniosa alifatica idrofoba che termina con un gruppo carbossilico idrofilo: per questo gli acidi grassi sono considerati molecole anfipatiche, capaci cioe’ di interagire sia con l’acqua sia con i grassi. E’ una caratteristica fondamentale, perche’ permette loro di costruire le membrane delle cellule.
Saturi, insaturi, cis e trans
La presenza di doppi legami modifica la struttura della molecola: piu’ doppi legami sono presenti, meno lineare risulta la catena. Quando c’e’ un doppio legame nella catena alifatica si possono avere due conformazioni. Si parla di forma cis quando i due atomi di idrogeno legati ai carboni del doppio legame sono disposti sullo stesso piano, e di forma trans quando la disposizione spaziale e’ opposta. Nella maggioranza degli acidi grassi insaturi la configurazione e’ cis, una conformazione che si distingue per un punto di fusione inferiore rispetto all’isomero trans.
Omega-3 e omega-6: i grassi essenziali
Nell’uomo solo due gruppi di acidi grassi polinsaturi sono noti per essere essenziali: gli omega-3 e gli omega-6. Sono detti essenziali perche’ l’organismo non riesce a produrli da solo e deve assumerli con la dieta. Le loro funzioni sono molteplici, a partire dalla protezione del sistema cardiovascolare: possono ridurre il rischio di infarto o di ictus.
Un esempio riguarda l’acido alfa-linolenico, un omega-3 associato a un basso livello della proteina C-reattiva, un marker infiammatorio collegato all’infarto del miocardio. Secondo uno studio del Centro di Medicina dell’Universita’ del Maryland, gli omega-3 possono inoltre alleviare i sintomi infiammatori intestinali causati dalla malattia di Crohn. Un articolo pubblicato nel luglio 2007 sullo European Journal of Pharmacology indica poi che l’assunzione di acido linoleico nella dieta puo’ prevenire il riassorbimento osseo e migliorare l’assorbimento del calcio, rafforzando le ossa e contribuendo a prevenire malattie come l’artrite.
Perche’ il cervello ha bisogno di grassi
Il cervello, o encefalo, situato all’interno del cranio, e’ l’organo principale del Sistema Nervoso Centrale. Ricava l’energia essenziale per il suo funzionamento dai carboidrati, ma richiede anche proteine e alcuni acidi grassi per crescere, per mantenere le connessioni tra i neuroni e per aggiungere mielina agli assoni.
Il motivo e’ strutturale. Le membrane dei neuroni sono composte da un sottile doppio strato di fosfolipidi, mentre la guaina protettiva che riveste gli assoni dei neuroni comunicanti e’ costituita da mielina, una sostanza lamellare formata per il 30 per cento da proteine e per il 70 per cento da grassi. Uno degli acidi grassi piu’ comuni nella mielina e’ l’acido oleico, un omega-9. Senza un adeguato apporto di grassi, in altre parole, il cervello non riesce a costruire e mantenere le proprie infrastrutture di comunicazione.
Acidi grassi e Alzheimer: cosa dicono gli studi
L’Alzheimer e’ una malattia degenerativa che provoca problemi di memoria, di pensiero e di comportamento, con sintomi di demenza che peggiorano gradualmente nell’arco di alcuni anni. Nelle fasi iniziali la perdita di memoria e’ lieve, ma con il progredire della malattia la persona perde la capacita’ di portare avanti una conversazione e di rispondere agli stimoli dell’ambiente.
La malattia e’ generalmente associata a una minore assunzione di acidi grassi omega-3. Nonostante i numerosi studi, pero’, non e’ ancora del tutto chiaro se esistano differenze significative nei livelli di omega-3 nel plasma o nel cervello dei pazienti.
Le evidenze cliniche
Secondo uno studio dell’ospedale di Lochgilphead, in Scozia, le concentrazioni di acidi grassi essenziali nel plasma e nei fosfolipidi dei globuli rossi sono risultate anomale nei pazienti con malattia di Alzheimer. Nello stesso studio, condotto in doppio cieco su 36 pazienti trattati con acidi grassi essenziali piu’ antiossidanti, dopo 20 settimane di trattamento si e’ osservato un notevole miglioramento mnemonico.
Altri ricercatori hanno esaminato in modo indipendente il legame tra acidi grassi essenziali e morbo di Alzheimer, giungendo a conclusioni simili. Gli studi del Centro di Easton per la ricerca sulle malattie di Alzheimer e della Divisione di Geriatria presso l’Universita’ della California, insieme alla ricerca di Sheila Innis apparsa sul The Journal of Nutrition, indicano che gli omega-3 sono nutrienti essenziali. Tra questi spicca l’acido docosaesaenoico, o DHA, che fornisce un supporto alla crescita e alla funzione del tessuto nervoso. Un deficit di DHA e’ associato a menomazioni nelle prestazioni cognitive e comportamentali, particolarmente importanti durante lo sviluppo del cervello.
Come sintetizza Elaine Pelc, dietista clinica presso l’Universita’ del Maryland, gli omega-3 sono importanti per il funzionamento del cervello, in particolare il DHA: e’ attivamente presente nel cervello, e una sua presenza piu’ elevata e’ fortemente connessa alla memoria e alla cognizione. Gli acidi grassi che l’uomo deve assumere nell’ambito di una dieta ricca e bilanciata risultano quindi importanti per prevenire o quantomeno posticipare la comparsa del morbo di Alzheimer, e sembrano fondamentali anche per rallentarne il progredire.
Domande frequenti
Quali acidi grassi sono essenziali per l’uomo?
Solo due gruppi di acidi grassi polinsaturi sono essenziali: gli omega-3 e gli omega-6. Sono definiti essenziali perche’ l’organismo non riesce a sintetizzarli e devono essere assunti con la dieta.
Perche’ il cervello ha bisogno di grassi?
Le membrane dei neuroni sono fatte di un doppio strato di fosfolipidi e la mielina che riveste gli assoni e’ costituita per il 70 per cento da grassi. Gli acidi grassi servono quindi a costruire e mantenere le connessioni tra i neuroni.
Che ruolo ha il DHA nella memoria?
Il DHA, un omega-3, e’ attivamente presente nel cervello e supporta la crescita e la funzione del tessuto nervoso. Un suo deficit e’ associato a menomazioni nelle prestazioni cognitive, mentre una presenza piu’ elevata e’ connessa a memoria e cognizione migliori.
Gli omega-3 possono prevenire l’Alzheimer?
Gli studi suggeriscono che un adeguato apporto di omega-3 puo’ aiutare a prevenire o posticipare la comparsa del morbo e a rallentarne il progredire. Restano pero’ aspetti da chiarire, perche’ non e’ ancora certo se vi siano differenze nette nei livelli di omega-3 nel plasma e nel cervello dei pazienti.
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