Cosa significa nucleo autistico
Il termine nasce nella tradizione analitica per descrivere uno stato emotivo primitivo, anteriore alla piena distinzione tra se’ e l’altro. Non coincide automaticamente con la diagnosi clinica di autismo: in senso affettivo indica un funzionamento in cui una porzione della vita psichica resta isolata, protetta da un guscio difensivo che la rende inaccessibile al contatto. La metafora ricorrente e’ quella del ghiaccio: un “paese dei ghiacci” in cui il nucleo emotivo rimane incapsulato e immobile. L’analista Lella Ravasi Bellocchio, leggendo la fiaba La regina della neve di Andersen, usa proprio questa immagine per rappresentare il percorso attraverso cui l’emozione bloccata puo’ essere ritrovata.
Nucleo autistico in pratica
Nel lavoro clinico il nucleo autistico si manifesta come difficolta’ a sentire e condividere gli affetti, come una distanza interna che separa la persona dalla propria esperienza emotiva. Il compito della terapia non e’ forzare il guscio, ma creare le condizioni perche’ la parte prigioniera possa essere avvicinata e, dove possibile, liberata. La narrazione, la fiaba e il racconto delle storie d’analisi diventano strumenti per dare forma a cio’ che era rimasto muto, trasformando il gelo in qualcosa di nuovo raccontabile e condivisibile.
Termini correlati
Concetti vicini sono il se’, la relazione analitica, le difese primitive e l’alessitimia, intesa come difficolta’ a riconoscere e nominare le proprie emozioni.
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