Comunicazione in rete e spazialità prossemica

Neuroscienze.net

La “Prossemica” è una disciplina che studia che cosa siano lo spazio personale e sociale e come l’uomo li percepisce; il termine è stato coniato dall’antropologo americano Edward T. Hall, per indicare lo studio delle relazioni di vicinanza nella comunicazione interpersonale, che essendo storicamente inclusa come attitudine nei circuiti neuronali di integrazione cerebrale, tende ad assumere radicati aspetti culturali e sociali tradizionali. Certamente con ogni evidenza “la comunicazione non verbale in internet” tende, sia pur progressivamente, a modificare le precedenti acquisizioni mentali generate dalla comunicazione interpersonale attuata in condizioni di vicinanza. Da ciò l’importanza e l’attualità della “prossemica” e cioé dello studio della dimensione nascosta della percezione mentale dello spazio, proprio in quanto tali studi mettono in evidenza le reazioni mentali conseguenti alle condizioni di vicinanza spaziale relative alla comunicazione in presenza tra individui e per converso permettono di arguire una attenta riflessione relativa agli sviluppi della comunicazione e della formazione in rete. Tali studi sono quindi assai importanti per tutti coloro che si occupano di favorire lo sviluppo della comunicazione in rete nella educazione e nella formazione permanente, proprio in quanto “INTERNET” tende ad annullare le distanze fisiche e mentali, liberando l’individuo dalle coercizioni dipendenti dalle componenti “prossemiche” più proprie delle comunicazione “vis a vis”. Una breve riflessione sull’argomento mette subito in evidenza che il modo con cui ci disponiamo nello spazio (“setting”), trasmette messaggi non verbali a coloro che ci stanno vicini e viceversa noi stessi li rileviamo e rispondiamo ad essi con atteggiamenti emotivi spesso inconsci. Abbiamo infatti derivato dagli animali una reazione di rigetto della prossimità dell’altro simile, che assume la caratteristica detta dagli “entomologi “fight or fly“ (combatti o fuggi), in quanto molte bestie reagiscono alla vicinanza dell’altro, come limitazione del proprio spazio vitale e quindi rispondono emotivamente con aggressività o con paura. Anche negli uomini esiste la percezione di una “distanza intima” difficilmente valicabile senza provocare reazioni di disagio, superabili solo in caso di accettazione cosciente o di relazioni affettive. Le modalità di reazione, essendo correlate ad atteggiamenti mentali relativi alla percezione dello spazio, vanno ad assumere significati diversi a seconda della cultura di origine , cosi ad es. Arabi e Giapponesi tollerano meglio l’affollamento rispetto ad americani ed Europei. In Europa ad es. si notano forti differenze che riguardano la concezione individuale della “privacy”; ad es. per i Tedeschi è fortemente correlata alla delimitazione dello spazio fisico mentre per gli Inglesi e piu’ interiorizzata, in quanto la loro proverbiale “flemma britannica”, comporta la creazione di barriere psichiche che li rende capaci di isolarsi, anche in condizioni di vicinanza ambientale e quindi anche di sentire necessaria una difesa legale della propria personalità acquisita. Oggi la globalizzazione e lo sviluppo delle tecnologie di comunicazione interattiva (TIC ) , comportano cambiamenti profondi che iniziano ad esercitarsi fin dalla più tenera età, che riguardano sia le relazioni “prossemiche”, che l’ appredimento localizzato nella classe, conduce a strutturare, producendo limitati processi di ampiezza comunicativa a riguardo dello sviluppo di circuiti cerebrali che permettono una più piena e creativa espressione dell’individuo. Le applicazioni di NET-LEARNING evidentemente genereranno un necessario e profondo “Cambiamento Mentale”, che già si evidenzia nelle necessità sociali contemporanee di realizzare nuove concezioni del lavoro delocalizzato (e.work) e quindi nella “gestione on line delle risorse umane” ( e.brain- knowledge management”). Tali tematiche verranno trattate nell’ ambito del progetto Europeo “MENTAL-CHANGE”, proprio al fine di favorire una nuova percezione delle relazioni tra Spazio e Mente, che corrispondano a positive modificazioni della qualità della vita, e delle relazioni sociali ed internazionali, nello sviluppo delle professioni e della formazione permanente, cambiamenti che vanno a dipendere direttamente dai mutamenti di percezione della “privacy”, e quindi delle modalità in cui le persone apprezzano le diversità evolutive delle identità culturali. Vivendo oggigiorno in un mondo multiculturale, non si può tralasciare la riflessione sul ruolo che le ITC applicate ad una formazione interattiva vengono ad avere quale strumento ottimale per la mediazione e lo sviluppo culturale. Pertanto il sapere e riflettere coscientemente sul tema COMUNICAZIONE IN RETE e SPAZIALITÀ PROSSEMICA, è certamente utile a favorire un sistema educativo capace di anticipare e migliorare la capacità umana di percepire e rendere meno limitate le relazioni mentali relative alla percezione dello spazio. La Ricerca Educativa promossa dal LRE/EGO-Crea Net della Università di Firenze , è pertanto impegnata nel favorire una profonda riflessione sul ruolo che le tecnologie hanno come strumento di mediazione culturale nel mondo contemporaneo nella prospettiva di uno sviluppo Europeo della SociEtà della Conoscenza, fondato su una dimensione più ampia ed aperta di democrazia diretta, nella quale ci auguriamo che i nostri giovani e giovanissimi possano vivere. Il Progetto Europeo “MENTAL CHANGE” rappresenta quindi una importante sfida di innovazione educativa, volta al fine di acquisire le abilità e la flessibilità mentale necessarie per accettare e sviluppare con creatività le diversità culturali, nel rispetto di una reciproca e più forte solidarietà nel mondo.

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