Neuroscienze Cognitive

Descrizione del Laboratorio Espressivo MoviMente

Puo il corpo diventare uno strumento di riabilitazione cognitiva e motoria? Il Laboratorio Espressivo MoviMente (LEMM) risponde di si. Si tratta di una tecnica riabilitativa senso-cognitivo-motoria che unisce i principi della consapevolezza corporea propri di training autogeno, rebirthing e pranayama dello yoga con l’arte della recitazione della grande tradizione teatrale, da Stanislavskij a Mejerchol’d fino […]

Descrizione del Laboratorio Espressivo MoviMente
Puo il corpo diventare uno strumento di riabilitazione cognitiva e motoria? Il Laboratorio Espressivo MoviMente (LEMM) risponde di si. Si tratta di una tecnica riabilitativa senso-cognitivo-motoria che unisce i principi della consapevolezza corporea propri di training autogeno, rebirthing e pranayama dello yoga con l’arte della recitazione della grande tradizione teatrale, da Stanislavskij a Mejerchol’d fino a Orazio Costa. L’obiettivo e fornire input sensoriali capaci di ottimizzare l’output motorio passando attraverso l’elaborazione cognitiva ed emotiva.

Che cos’e il Laboratorio Espressivo MoviMente

Il LEMM e una tecnica riabilitativa che integra dimensione sensoriale, cognitiva e motoria in un unico percorso. Le sue radici affondano in due mondi apparentemente distanti. Da un lato la consapevolezza corporea, coltivata da pratiche come il training autogeno, il rebirthing e il pranayama dello yoga. Dall’altro l’arte della recitazione, con i metodi di Konstantin Stanislavskij, Vsevolod Mejerchol’d e Orazio Costa.

Attraverso un percorso preciso si forniscono al soggetto una serie di input sensitivi e sensoriali che favoriscono l’elaborazione cognitiva e le funzioni meta-cognitive, ottimizzando di conseguenza la risposta motoria. Il presupposto e che movimento, cognizione ed emozione non siano compartimenti separati, ma dimensioni che si potenziano a vicenda.

Le quattro fasi del percorso

Il LEMM si compone di atti terapeutici strutturati in quattro fasi fondamentali: ascolto e percezione, annullamento delle tensioni, osservazione e imitazione dell’azione, memoria emotiva e reviviscenza. Ogni fase ha una funzione precisa e prepara la successiva.

Ascolto e percezione

Nella fase iniziale, a occhi chiusi, si ascolta il proprio respiro e si tenta di percepire ogni parte del corpo, fino a concentrarsi sul battito cardiaco o sul ritmo di inspirazione ed espirazione, propri e del proprio compagno. Questa fase risente dei principi della biomeccanica di Mejerchol’d, per il quale e fondamentale “ascoltarsi senza una sola parola, muoversi senza un solo gesto”.

Bilanciamento e annullamento delle tensioni

La seconda fase e composta da esercizi di distensione somatica su tutti i piani dello spazio, incluso l’apparato fonatorio, oltre a manipolazioni e tecniche di normalizzazione del diaframma toraco-addominale. Lo scopo e annullare le tensioni create nella fase precedente o gia presenti all’inizio della seduta. E il momento in cui si comincia a occuparsi del proprio strumento: il corpo.

Osservazione e imitazione dell’azione

La terza fase consta di due sotto-fasi: prima si osserva l’azione eseguita dall’operatore, poi la si imita. Ogni atto motorio viene scomposto ed elaborato seguendo i quattro elementi del metodo biomeccanico di Mejerchol’d: Otkaz, la preparazione dell’azione; Possyl, la sua esecuzione; Tocka, il perseguimento dello scopo; Tormos, il freno fisico ed emozionale che accompagna gli altri tre. Si ricorre poi all’imitazione di ogni gesto e oggetto, incentivando l’immaginazione e la consapevolezza corporea come nel metodo mimico di Orazio Costa. Questa fase fornisce un insieme di segnali esterni, visivi, uditivi e propriocettivi, capaci di stimolare i sistemi sensitivo-sensoriali e i circuiti cognitivi, di attivare il sistema specchio cortico-sottocorticale e quindi di garantire una risposta motoria ottimale.

Memoria emotiva e reviviscenza

Nella fase conclusiva si chiede al soggetto di interpretare un’azione o un brano passando attraverso il proprio bagaglio esperienziale ed emotivo. Qui gioca un ruolo centrale la memoria emotiva, che fa riprovare sentimenti ed emozioni. La reviviscenza, principio predominante nel metodo Stanislavskij, diventa una stimolazione emotiva profonda che funge da segnale multisensoriale interno, capace di risvegliare la motivazione.

Il ruolo del cervello: dal sistema specchio al reward

Il valore neuroscientifico del LEMM sta nel modo in cui coinvolge circuiti cerebrali precisi. L’osservazione e l’imitazione attivano il sistema specchio, la rete cortico-sottocorticale che ci permette di comprendere e riprodurre le azioni altrui. La reviviscenza, invece, fa leva su un segnale interno profondo che, attraverso i circuiti limbici, in particolare amigdala e ippocampo, stimola ripetutamente le vie dopaminergiche meso-limbiche responsabili dei meccanismi di reward. E proprio l’attivazione di questi meccanismi di gratificazione a ottimizzare l’output motorio, legando il gesto al piacere e alla motivazione.

Domande frequenti

Che cos’e il LEMM?

E il Laboratorio Espressivo MoviMente, una tecnica riabilitativa senso-cognitivo-motoria che integra pratiche di consapevolezza corporea e metodi della recitazione teatrale per stimolare, attraverso input sensoriali ed emotivi, una risposta motoria ottimale.

Quali fasi compongono una seduta?

Quattro: ascolto e percezione, annullamento delle tensioni, osservazione e imitazione dell’azione, memoria emotiva e reviviscenza. Ogni fase prepara la successiva, dal rilassamento iniziale fino al coinvolgimento emotivo profondo.

Che ruolo ha il teatro in questa tecnica?

Un ruolo centrale. Il LEMM attinge ai metodi di Stanislavskij, Mejerchol’d e Orazio Costa: dalla biomeccanica all’imitazione mimica, fino alla reviviscenza emotiva, tecniche teatrali usate come strumenti riabilitativi.

Quali aree cerebrali sono coinvolte?

Il sistema specchio cortico-sottocorticale nell’osservazione e imitazione, e i circuiti limbici, amigdala e ippocampo, insieme alle vie dopaminergiche meso-limbiche del reward, nella fase di reviviscenza emotiva.

Il LEMM mostra come corpo, mente ed emozione possano lavorare insieme nella riabilitazione. Unendo consapevolezza corporea e arte teatrale, la tecnica attiva sistema specchio e circuiti del reward per ottimizzare il movimento a partire dalla percezione e dall’emozione. Un ponte originale tra neuroscienze e tradizione scenica, dove il gesto ritrovato passa anche attraverso il piacere di rivivere.
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