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Il LEMM è una tecnica riabilitativa senso-cognitivo-motoria fondata sui principi:

– di consapevolezza corporea propri del training autogeno, del rebirthing e del pranayama dello yoga

– dell’arte della recitazione di Konstantin Sergeevič Stanislavskij, Vsevolod Ėmil’evič Mejerchol’d e Orazio Costa.

Attraverso un preciso percorso si forniscono una serie di input sensitivi e  sensoriali che favoriscono l’elaborazione cognitiva, le funzioni meta-cognitive e di conseguenza ottimizzano l’output motorio.

Si compone di atti terapeutici strutturati in 4 fasi fondamentali: fase di ascolto e percezione, fase di annullamento delle tensioni, fase di osservazione e imitazione dell’azione, fase della  memoria emotiva e della reviviscenza (pereživànie).

–       Fase di ascolto e percezione

In questa fase iniziale ad occhi chiusi si ascolta il proprio respiro, si tenta di percepire ogni parte del proprio corpo sino a concentrarsi sul battito cardiaco o sul ritmo di inspirazione ed espirazione propri e del proprio compagno.

Questa fase risente dei principi della biomeccanica di Mejerchol’d per il quale è fondamentale “ascoltarsi senza una sola parola, muoversi senza un solo gesto”.

–       Fase di bilanciamento e annullamento delle tensioni

Composta da esercizi di distensione somatica in tutti i piani dello spazio (apparato fonatorio compreso) , manipolazioni e tecniche di normalizzazione del diaframma toraco-addominale  con lo scopo di annullare “tensioni” che possono essersi create nella fase precedente o preesistenti già all’inizio della seduta stessa.

Si inizia ad occuparsi del proprio “strumento”: il corpo.

 

–       Fase di osservazione e imitazione dell’azione

Consta di due sotto fasi: la prima in cui semplicemente si osserva l’azione eseguita dall’operatore, la seconda in cui si imita il gesto .

Ogni atto motorio viene scomposto ed elaborato seguendo i  quattro elementi di base del “metodo biomeccanico” di Mejerchol’d :  Otkaz (fase di preparazione dell’azione)   Possyl (esecuzione dell’azione)  Tocka (perseguimento dello scopo) Tormos (freno fisico ed emozionale che accompagna i tre elementi precedenti)

Si ricorre quindi alla imitazione di ogni gesto ed oggetto  incentivando l’immaginazione e la consapevolezza corporea come indicato nel “metodo mimico” di Orazio Costa.

La fase di osservazione e imitazione dell’azione  fornisce un treno di cues esterne, (visive, uditive e propriocettive), capaci di:

–  stimolare i sistemi sensitivo-sensoriali;

–  stimolare i circuiti cognitivi;

–  attivare il sistema “specchio” cortico-sottocorticale;

–  quindi garantire una risposta motoria ottimale.

 

–       Fase della memoria emotiva e della reviviscenza (pereživànie)

In questa fase si chiede al soggetto di interpretare un’ azione o un brano passando attraverso il proprio bagaglio esperienziale emotivo. In questo processo gioca un ruolo importante la memoria emotiva che fa riprovare sentimenti ed emozioni.

La pereživànie , principio predominante nel metodo Stanislavskij, diviene una stimolazione emotiva profonda fungendo da vera e propria cues multisensoriale, capace di risvegliare la motivazione e la fase “appetitiva” del piacere.

Grazie alla reviviscenza il soggetto si auto-fornisce una cues interna profonda che tramite i circuiti limbici (amigdalici e ippocampali) stimola ripetitivamente le vie dopaminergiche meso-limbiche responsabili dei meccanismi di “reward” ottimizzando  l’output motorio.

 

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