Neurobiologia e Cervello

Dipendenza da smartphone e attivazione cerebrale: studio comparativo con tecniche di neuroimaging

Nella persona affetta da nomofobia si sviluppa la costante percezione di poter perdere qualcosa di importante se non controlla frequentemente il proprio dispositivo. Questo comportamento puo innescare un vero e proprio meccanismo di dipendenza, simile a quello che si osserva nelle tossicodipendenze: e stata infatti dimostrata la presenza di un picco di dopamina (neurotrasmettitore legato […]

Neuroscienze — Dipendenza da smartphone e attivazione cerebrale: studio comparativo con tecniche di neuroimaging
Nella persona affetta da nomofobia si sviluppa la costante percezione di poter perdere qualcosa di importante se non controlla frequentemente il proprio dispositivo. Questo comportamento puo innescare un vero e proprio meccanismo di dipendenza, simile a quello che si osserva nelle tossicodipendenze: e stata infatti dimostrata la presenza di un picco di dopamina (neurotrasmettitore legato alla ricompensa) ogniqualvolta il soggetto affetto visualizza una nuova notifica sul cellulare. Il picco dopaminergico e analogo a quanto osservabile nei giocatori d’azzardo (Greenfield D.N. e Davis R.A., 2002).

di Marco Tanini e Caterina Pistoia

La maggior parte delle persone che sviluppano questa condizione sono giovani adulti, spesso caratterizzati da una bassa autostima e da difficolta nelle relazioni sociali. In questi individui si manifesta un forte bisogno di restare costantemente connessi e in contatto con gli altri tramite lo smartphone.

Questo atteggiamento, legato a un uso patologico del dispositivo, si accompagna frequentemente a una sensazione di noia o disinteresse verso altre attivita ricreative (Costi S, Desimoni I. 2016).

L’uso eccessivo di questi dispositivi e stato associato a conseguenze negative sia fisiche (come disturbi posturali e del sonno) sia psicosociali (riduzione dell’attenzione, calo della produttivita, isolamento sociale).

Numerosi studi hanno evidenziato similitudini comportamentali tra l’uso problematico dello smartphone e i disturbi da dipendenza, quali l’astinenza, la compulsivita e la compromissione delle attivita quotidiane.

Sebbene la “dipendenza da smartphone” non sia ancora riconosciuta ufficialmente come entita diagnostica, sono stati sviluppati e validati strumenti psicometrici per la sua valutazione, come la Smartphone Addiction Scale (SAS) e lo Smartphone Addiction Inventory (SPAI). Il termine stesso “dipendenza” e oggetto di dibattito, e sono state proposte espressioni alternative come “disturbo da uso di smartphone”.

Nel contesto delle neuroscienze, la dipendenza da Internet e da giochi online (Internet Gaming Disorder, IGD) e stata inclusa nella sezione III del DSM-5 come condizione da approfondire. Studi di neuroimaging sull’IGD hanno identificato alterazioni in regioni cerebrali implicate nella regolazione delle emozioni, nel controllo degli impulsi e nel sistema di ricompensa, con particolare coinvolgimento di aree prefrontali, insulari e parietali.

Considerata l’affinita concettuale tra IGD e SPA, e ragionevole ipotizzare che anche quest’ultima condivida meccanismi neurobiologici simili.

Inoltre, il modello I-PACE (Interaction of Person-Affect-Cognition-Execution), che integra approcci psicologici e neuroscientifici, propone che la dipendenza sia il risultato dell’interazione tra caratteristiche individuali, emozioni, processi cognitivi ed esecutivi, e considera la cue reactivity uno dei suoi elementi centrali.

In questo quadro, la reattivita a stimoli legati allo smartphone rappresenta un indicatore chiave della vulnerabilita alla dipendenza comportamentale.

E’ stato recentemente pubblicato sulla rivista Computers in Human Behavior uno studio che ha dimostrato che una sospensione di 72 ore dell’uso di connessioni digitali e in grado di riportare alla normalita la fisiologia cerebrale (Christian Wolf 2025).

Lo studio

Sospendere l’uso dello smartphone anche solo per pochi giorni puo avere un impatto significativo sull’attivita cerebrale. E’ quanto emerge da uno studio condotto in Germania e pubblicato sulla rivista Computers in Human Behavior.

Secondo i ricercatori, una pausa di 72 ore dal dispositivo e sufficiente a modificare l’attivita di alcune aree cerebrali coinvolte nei meccanismi della ricompensa e del controllo degli impulsi.

I risultati suggeriscono che l’utilizzo abituale dello smartphone, diventato ormai parte integrante della vita quotidiana, possa sovrastimolare determinati circuiti neurali, influenzando attenzione, regolazione emotiva e autocontrollo.

Cosa accade al cervello quando si disconnette?

Nonostante l’evidenza del ruolo pervasivo degli smartphone nella nostra routine, resta ancora poco chiaro come essi influenzino realmente il cervello. Per esplorare questo aspetto, un gruppo di ricercatori delle Universita di Heidelberg e Colonia, guidato dal professor Robert Christian Wolf, ha coinvolto 25 giovani adulti tra i 18 e i 30 anni in un esperimento mirato.

Ai partecipanti e stato chiesto di sospendere l’uso dello smartphone per 72 ore, mantenendo attive solo le comunicazioni strettamente necessarie. Le loro reazioni sono state monitorate attraverso la risonanza magnetica funzionale (fMRI) e valutazioni psicologiche, effettuate prima, durante e dopo il periodo di disconnessione.

In questo studio, hanno utilizzato la risonanza magnetica funzionale (fMRI) a 3 Tesla per analizzare l’attivita cerebrale associata alla reattivita agli stimoli (cue reactivity, CR) in un gruppo di soggetti con SPA (n = 21) rispetto a un gruppo di controllo (n = 21). La SPA e stata valutata tramite lo Smartphone Addiction Inventory (SPAI), mentre l’attivita cerebrale e stata misurata attraverso un compito CR modificato.

Le analisi hanno confrontato le immagini di smartphone con stimoli neutri, e smartphone in stato attivo rispetto a quelli inattivi. I risultati hanno evidenziato differenze significative tra i gruppi nelle aree della corteccia prefrontale mediale, occipitale, temporale, cingolata anteriore, nelle regioni temporo-parietali e nel cervelletto. Ulteriori differenze sono emerse nel giro opercolare frontale/anteriore insula e nel giro precentrale.

Inoltre, hanno riscontrato correlazioni negative tra l’attivita in alcune regioni cerebrali (MPFC, ACC, precuneo e giro precentrale) e specifici punteggi dello SPAI, come comportamento compulsivo, compromissione funzionale e sintomi di astinenza.

Questi risultati suggeriscono che l’attivazione cerebrale legata alla CR nei soggetti con SPA presenti somiglianze spaziali con quella osservata nei disturbi da dipendenza piu noti.

I risultati: cambiamenti nei circuiti della ricompensa e dell’attenzione

L’analisi dei dati ha rivelato un aumento dell’attivita in aree cerebrali come la corteccia cingolata anteriore e il nucleus accumbens (strutture chiave del sistema della ricompensa) quando i partecipanti sono stati esposti a immagini di smartphone dopo il periodo di pausa.

Queste aree sono coinvolte nel desiderio e nei comportamenti impulsivi, il che suggerisce che l’uso quotidiano del dispositivo possa portare a una condizione di sovrastimolazione cronica.

Parallelamente, si e osservata una riduzione dell’attivita nelle regioni cerebrali legate all’attenzione e all’elaborazione visiva, segnalando una minore reattivita agli stimoli correlati allo smartphone al termine della disconnessione.

Conclusioni

I risultati di questo studio indicano che i soggetti con SPA mostrano una reattivita cerebrale anomala agli stimoli legati allo smartphone, simile a quella osservata nei disturbi da dipendenza da sostanze o comportamentali.

In particolare, le aree attivate sono le stesse coinvolte nel sistema dopaminergico della ricompensa e nei circuiti della salienza e dell’inibizione della risposta, come descritto nel modello iRISA (Impaired Response Inhibition and Salience Attribution).

Questi risultati confermano l’importanza di considerare la dipendenza da smartphone come un fenomeno che puo avere basi neurobiologiche concrete e che merita attenzione sia in ambito clinico sia nel dibattito scientifico.

Ulteriori ricerche sono necessarie per chiarire i meccanismi alla base della SPA e per sviluppare strategie di prevenzione e trattamento efficaci.

Per contrastare efficacemente l’eccessivo utilizzo degli smartphone, l’Istituto Superiore di Sanita suggerisce l’adozione di zone “smartphone-free” all’interno delle abitazioni. L’intento non e quello di demonizzare la tecnologia, ma piuttosto di incentivare un uso piu consapevole e regolato dei dispositivi digitali.

Domande frequenti

Che cos’e la nomofobia?

La nomofobia e la costante percezione di poter perdere qualcosa di importante se non si controlla di frequente il proprio smartphone. Si accompagna a un bisogno di restare sempre connessi e puo innescare un meccanismo di dipendenza simile, sul piano neurobiologico, a quello osservato nelle tossicodipendenze e nel gioco d’azzardo.

La dipendenza da smartphone e una diagnosi ufficiale?

No. La dipendenza da smartphone non e ancora riconosciuta ufficialmente come entita diagnostica e lo stesso termine dipendenza e oggetto di dibattito. Sono pero stati sviluppati strumenti psicometrici validati per valutarla, come la Smartphone Addiction Scale (SAS) e lo Smartphone Addiction Inventory (SPAI), e sono state proposte espressioni alternative come disturbo da uso di smartphone.

Cosa succede al cervello dopo 72 ore senza smartphone?

Secondo lo studio pubblicato su Computers in Human Behavior, una pausa di 72 ore modifica l’attivita di aree cerebrali coinvolte nei meccanismi della ricompensa e del controllo degli impulsi, come la corteccia cingolata anteriore e il nucleus accumbens. La sospensione riduce la reattivita agli stimoli legati al dispositivo, riportando verso la normalita la fisiologia cerebrale.

Come si puo ridurre un uso problematico dello smartphone?

L’Istituto Superiore di Sanita suggerisce di introdurre nelle abitazioni zone smartphone-free, spazi in cui il dispositivo non viene utilizzato. L’obiettivo non e demonizzare la tecnologia, ma promuovere un uso piu consapevole e regolato, riducendo la sovrastimolazione cronica dei circuiti della ricompensa.

La dipendenza da smartphone mostra basi neurobiologiche concrete, con un coinvolgimento dei circuiti della ricompensa e del controllo degli impulsi sovrapponibile a quello delle dipendenze piu note. Anche una breve disconnessione di tre giorni puo riportare verso la normalita l’attivita cerebrale: un uso consapevole del dispositivo, piu che la sua eliminazione, resta la strada piu efficace.
Resta aggiornato. Iscriviti alla nostra newsletter per ricevere i prossimi approfondimenti via email. Presto saremo anche sui canali social: continua a seguirci.

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.