Elogio del libro e della lettura

Intervista a Brunetti: “La funzione gratificante e terapeutica del libro”

di Anna Gabriele

Il 23 aprile era la Giornata mondiale del libro, nata con lo scopo, secondo l’Unesco, di promuovere il progresso culturale e di avvicinare le persone, soprattutto i ragazzi, alla lettura. Da tempo, si registra una preoccupante crisi nel settore dei libri e dei media. Abbiamo chiesto al professor Guido Brunetti, autore di numerosi libri, una valutazione in questa delicata ed importante materia.

“Varie ricerche mostrano che gli italiani leggono poco e male. Da anni, il nostro Paese sembra fermo all’undicesimo posto nell’Europa dei quindici. Un altro dato preoccupante è che il 60 per cento degli italiani non legge nemmeno un libro all’anno. Altre ricerche rivelano che  verso la lettura c’è un calo d’interesse anche da parte degli insegnanti e degli educatori. Sembra che il nostro Paese non ami la cultura e la scienza. Nei loro confronti serpeggiano colpevoli e rozzi sentimenti di indifferenza, ostilità e invidia. Sintomo sia di un atteggiamento di frustrazione e di un senso d’inferiorità sia della decadenza morale di un Paese, che sembra tradire se stesso e le sue bellezze”.

Il libro non  è un elemento che favorisce l’educazione e lo sviluppo dell’individuo?

“Il libro è cultura e la cultura è uno dei massimi valori dell’umanità. La civiltà e l’avvento dell’Homo sapiens sono l’effetto dell’evoluzione culturale e dell’evoluzione biologica. Il libro- afferma il nostro interlocutore- è un potente fattore di crescita sociale, mentale e morale. Ha una dimensione universale, spirituale ed eterna.

Non solo gli intellettuali- come sosteneva Benedetto Croce-, ma lo Stato, la famiglia e la scuola hanno il dovere di ‘innalzare tutti gli uomini a più alta sfera spirituale’, attraverso iniziative atte a promuovere il libro e la lettura, a partire dai primi anni di scuola, con il concorso di persone  con ben altra sensibilità, competenza e formazione.

Attenzione. La lettura non deve essere vista e percepita come un dovere o un obbligo. Il metodo della costrizione è la fuga dal libro che nel cervello del bambino diventa un oggetto ostile, odioso, da rifiutare. E’ il rigetto del libro.

Leggere è come amare o sognare o creare un’opera. Non si può dire: ‘ama’, ‘crea’, ‘leggi’, perché il libro è un dialogo tra anime. L’anima di chi legge e l’anima dello scrittore. In questo senso, chi legge si collega con l’Anima del mondo, con i sentimenti dei personaggi e con le vicende narrate nel libro.

Lo scrittore esprime emozioni, scandaglia i più profondi, oscuri e misteriosi grovigli dell’animo umano, discendendo negli inferi più bui del suo essere per manifestare le sue miserie e le sue nobiltà. Alla fine, emerge una figura di ‘angelo e bestia umana’, come scrive Emile Zola in uno dei suoi capolavori. Il libro (lo scrittore) assurge in tal modo ad espressione più alta di principi etici e valori ideali.

La lettura infatti -dice Seneca- è cosa ‘giovevole e necessaria’ perché alimenta e ristora il cervello’. In che modo? “Nella maniera- rispondiamo con Virgilio – in cui le api ‘succhiano i fiori per fare il miele’. Poi  ‘accumulano il miele e riempiono di dolce nettare le celle’. Come dire, nutrono e attivano le cellule del cervello.

Come gli alimenti che si trasformano e diventano energia e sangue, il libro costituisce una energia spirituale, che s’incrementa di situazioni, affezioni, avventure dell’intelletto e di una segreta, irripetibile suggestione e magia”.

“Attraverso la lettura, il soggetto ha la possibilità di entrare nelle pieghe dell’animo umano e, in un processo di empatia e di forte emozione, ispirarsi e modularsi sui registri del suo vissuto, dei suoi ideali e dei suoi valori etici e spirituali. Il libro riempie di emozioni, ricordi, idee, immagini, simbologie la vita”.

Che cosa ci dice al riguardo la scienza?

“Come mostrano le scoperte delle neuroscienze, la lettura attiva meccanismi e sistemi neuronali, in particolare le aree cerebrali coinvolte con la gratificazione e il piacere, producendo benefiche sostanze. Il libro  diventa in tal modo la medicina del corpo e dell’anima, perché completa l’essere umano, ma soprattutto crea benessere e prolunga la vita, perché, come concorda Bacone, fa l’uomo completo. Il tempo per leggere, come il tempo per amare, dilata- precisa Pennac- il tempo per vivere, vivendo così la vita, che altri- gli scrittori- sognarono, entrando -dice Calvino- in un universo straordinario, fatto di avventure e segrete emozioni dell’animo, ma anche di presa di coscienza, analisi della realtà e della direzione dell’umanità”.

Può darci, professor Brunetti, qualche esempio sugli aspetti positivi della lettura?

 “Abbiamo seguito e analizzato un  esperimento condotto dal 2010 e tuttora in corso su un gruppo di anziani (l’animatrice è una dolce e lucida nonnina di anni 99!) ricoverati nella Casa di riposo di Viareggio. I dati mostrano come il libro e la lettura abbiano- come abbiamo documentato in una pubblicazione apparsa sulla rivista “Riflessioni.net” (2016)- una funzione curativa, producano serenità, calma, distensione neuromuscolare e momenti di sollievo e gratificazione. Questa esperienza ha ridotto stati di ansia e depressione, disturbi dell’umore e dello stress. Si è dimostrata inoltre un potente stimolo cerebrale, poiché attiva connessioni neurali, coinvolge e genera processi cognitivi, affettivi ed estetici. Un’esperienza catartica, un sollievo soprattutto per le persone anziane e per le anime ferite e dolenti, in quanto agisce sulle patologie senili e sul declino inesorabile delle capacità intellettive. La lettura poi provoca effetti emozionali così intensi da indurre reazioni fisiologiche legate alla produzione di sostanze, definite dai neuro scienziati sostanze del benessere e del piacere”.

Qualche curiosità?

“Il romanzo più corto della storia sembra essere detenuto da Stephen King. E’ di una sola riga: L’ultimo uomo rimasto sulla Terra è chiuso nella sua stanza. Bussano”.

 

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