Neuroscienze Cognitive

I Processi Cognitivi della Matematica

Gli animali sanno contare? I neonati possiedono un’idea innata del numero? E che cosa significa, davvero, contare? Dietro queste domande apparentemente semplici si nasconde uno dei campi piu’ affascinanti delle scienze cognitive: lo studio di come la mente rappresenta le quantita’. Ricerche su bambini piccolissimi e su diverse specie animali suggeriscono che un nucleo di […]

I Processi Cognitivi della Matematica
Gli animali sanno contare? I neonati possiedono un’idea innata del numero? E che cosa significa, davvero, contare? Dietro queste domande apparentemente semplici si nasconde uno dei campi piu’ affascinanti delle scienze cognitive: lo studio di come la mente rappresenta le quantita’. Ricerche su bambini piccolissimi e su diverse specie animali suggeriscono che un nucleo di competenze numeriche sia presente sin dalla nascita, ben prima di qualsiasi insegnamento. Vediamo cosa sappiamo del senso del numero, di come la matematica si radica nel cervello e di cosa accade quando questo sistema funziona male, come nella discalculia.

Il senso del numero: una dotazione di base

Una delle scoperte piu’ importanti della psicologia cognitiva e’ che gli esseri umani, e molti animali, dispongono di un senso del numero, una capacita’ intuitiva e immediata di percepire e confrontare le quantita’ senza bisogno di contare formalmente. Davanti a due insiemi di puntini chiaramente diversi per numerosita’, riconosciamo a colpo d’occhio quale sia il piu’ numeroso. Questa abilita’ non richiede istruzione: e’ rapida, approssimativa e profondamente radicata.

Gli studiosi distinguono due meccanismi di base. Il primo e’ il subitizing, la capacita’ di riconoscere istantaneamente piccole quantita’, fino a tre o quattro elementi, senza contarle una per una. Il secondo e’ il sistema del numero approssimato, che ci permette di stimare e confrontare quantita’ piu’ grandi, con una precisione che diminuisce man mano che i numeri crescono e si avvicinano tra loro.

Cosa ci dicono i neonati e gli animali

Numerosi esperimenti hanno cercato di capire se queste competenze siano davvero innate. Negli studi sui neonati si usano tecniche basate sul tempo di osservazione: i bambini molto piccoli guardano piu’ a lungo le scene che li sorprendono. Quando una situazione viola le loro aspettative numeriche, per esempio quando il numero di oggetti dietro uno schermo non corrisponde a quanto si aspetterebbero, la loro attenzione aumenta. Questo suggerisce che, gia’ nei primi mesi di vita, esista una rudimentale capacita’ di distinguere tra quantita’ diverse.

Anche molte specie animali mostrano abilita’ numeriche sorprendenti. Diversi studi indicano che alcuni primati, uccelli e altri animali sono in grado di discriminare quantita’, scegliere l’insieme piu’ numeroso o reagire a variazioni nel numero di elementi. Questo dato rafforza l’ipotesi che il senso del numero sia una competenza biologicamente antica, condivisa tra specie e indipendente dal linguaggio.

Stima approssimata e conteggio esatto

E’ importante distinguere due cose. Una e’ la stima approssimata della numerosita’, che condividiamo con gli animali e che e’ presente sin dalla nascita. Un’altra, ben diversa, e’ il conteggio esatto e simbolico, quello che ci permette di dire che ci sono esattamente diciassette oggetti. Quest’ultimo richiede il linguaggio, l’apprendimento dei simboli numerici e una costruzione culturale che si sviluppa nel tempo. Il senso innato del numero fornisce la base, ma la matematica simbolica e’ un’acquisizione successiva e in larga parte culturale.

Cosa significa davvero contare

La domanda su cosa significhi contare e’ meno banale di quanto sembri. Contare in senso pieno non vuol dire solo recitare la sequenza dei numeri, ma comprendere alcuni principi: che a ogni oggetto corrisponde una sola parola-numero, che l’ordine dei numeri e’ fisso, che l’ultimo numero pronunciato rappresenta la cardinalita’ dell’insieme. Sono principi che il bambino acquisisce gradualmente e che trasformano una filastrocca in un vero strumento di calcolo.

Qui il problema diventa anche concettuale: definire con precisione cosa sia il contare e’ sorprendentemente difficile, perche’ l’aspetto semantico, cioe’ il significato dell’operazione, ha contorni sfumati. Riflessioni che attingono alla logica e alla teoria della calcolabilita’, come la tesi di Church-Turing sulla nozione di procedura effettiva, mostrano quanto sia complesso passare da un’intuizione informale a una definizione rigorosa di cio’ che facciamo quando contiamo.

Il cervello matematico

Le neuroscienze hanno individuato nel cervello aree particolarmente coinvolte nell’elaborazione delle quantita’. Un ruolo centrale e’ attribuito al lobo parietale, e in particolare alla regione del solco intraparietale, che si attiva quando trattiamo numeri e grandezze. Studi su questa zona hanno descritto neuroni sensibili alla numerosita’, coinvolti sia nella codifica delle quantita’ in forma astratta sia nelle rappresentazioni numeriche simboliche.

Questo legame tra una specifica architettura cerebrale e la cognizione numerica aiuta a capire perche’ alcune competenze matematiche di base emergano cosi’ presto e perche’, quando queste reti funzionano in modo atipico, possano comparire difficolta’ specifiche nell’apprendimento del calcolo.

Numeri e spazio

Un aspetto interessante e’ lo stretto rapporto tra numeri e rappresentazione spaziale. Molte persone tendono a rappresentare mentalmente i numeri lungo una sorta di linea orientata, e le aree parietali coinvolte nel calcolo sono le stesse implicate nell’elaborazione visuo-spaziale. Questo intreccio tra numero e spazio e’ uno dei motivi per cui la cognizione matematica e’ cosi’ radicata in strutture cerebrali condivise con altre funzioni percettive.

Dal nucleo intuitivo alla matematica della scuola

Tra il senso del numero che possediamo dalla nascita e la matematica formale che si apprende a scuola esiste un percorso di sviluppo lungo e delicato. Il bambino deve imparare a collegare le quantita’ percepite intuitivamente ai simboli numerici, alle parole-numero e alle procedure di calcolo. E’ un lavoro di costruzione in cui l’intuizione fornisce le fondamenta, ma il linguaggio e l’istruzione fanno il resto. Quando questo collegamento tra rappresentazione intuitiva e simboli si costruisce con difficolta’, l’apprendimento dell’aritmetica puo’ diventare faticoso anche in bambini per il resto pienamente capaci. Comprendere questo passaggio aiuta a capire perche’ alcuni alunni incontrino ostacoli specifici proprio nel calcolo, e perche’ un sostegno mirato e precoce possa fare la differenza.

Quando il calcolo non funziona: la discalculia

La discalculia evolutiva e’ un disturbo specifico dell’apprendimento che riguarda l’acquisizione delle abilita’ numeriche e di calcolo, in assenza di un deficit intellettivo generale o di carenze nell’istruzione. Chi ne e’ interessato puo’ avere difficolta’ a confrontare quantita’, a memorizzare i fatti aritmetici, a comprendere il valore posizionale delle cifre o a svolgere operazioni che per altri risultano automatiche.

Una delle ipotesi piu’ accreditate collega la discalculia a un funzionamento atipico proprio del senso del numero di base, quel nucleo intuitivo di rappresentazione delle quantita’ che normalmente e’ presente sin dai primi anni di vita. Riconoscere precocemente queste difficolta’ e’ importante, perche’ interventi mirati possono aiutare il bambino a costruire strategie efficaci e a ridurre l’impatto del disturbo sull’apprendimento scolastico.

Domande frequenti

I bambini nascono con capacita’ matematiche?

Dispongono di un senso del numero di base, una capacita’ intuitiva di percepire e confrontare quantita’, osservabile gia’ nei primi mesi di vita. La matematica simbolica ed esatta, invece, si costruisce successivamente attraverso il linguaggio e l’apprendimento culturale.

Gli animali sanno contare?

Molte specie sanno discriminare e confrontare quantita’, scegliendo per esempio l’insieme piu’ numeroso. Si tratta pero’ di una stima approssimata della numerosita’, non del conteggio esatto e simbolico tipico degli esseri umani adulti.

Quale area del cervello elabora i numeri?

Un ruolo centrale e’ svolto dal lobo parietale, in particolare dalla regione del solco intraparietale, dove sono stati descritti neuroni sensibili alla numerosita’, coinvolti sia nelle quantita’ astratte sia nelle rappresentazioni numeriche simboliche.

Che cos’e’ la discalculia?

E’ un disturbo specifico dell’apprendimento che riguarda le abilita’ numeriche e di calcolo, indipendente dall’intelligenza generale. Spesso viene collegata a un funzionamento atipico del senso del numero di base e puo’ essere affrontata con interventi mirati.

Da portare a casa. La mente possiede un nucleo di competenze numeriche presenti sin dalla nascita e condivise con altre specie: il senso del numero ci permette di stimare e confrontare le quantita’ senza contare. Su questa base intuitiva si innesta poi, grazie al linguaggio e alla cultura, il conteggio esatto e la matematica simbolica. Le neuroscienze collegano queste abilita’ a strutture parietali specifiche, e proprio un funzionamento atipico di questo sistema sembra alla radice della discalculia.
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