Cosa significa il caos ritrovato
L’espressione descrive il momento in cui una persona, dopo essersi a lungo sacrificata per la propria comunita’ nel nome della tradizione, delle convinzioni religiose e delle convenzioni, sente di aver represso la parte piu’ autentica e disordinata di se’. Il controllo esercitato su di se’ e sugli altri si allenta e riaffiora il caos originario dell’Io. In questa lettura il caos non e’ solo distruzione: e’ anche una forma estrema di riappropriazione della propria condizione di individuo, una riconquista sofferta dello spazio interiore che era stato negato.
Il caos ritrovato in pratica
La nozione nasce dall’osservazione clinica della demenza, patologia di cui non si conoscono con precisione le cause. Per chi la legge in questa chiave, la demenza puo’ apparire come una sorta di linguaggio del caos: un modo oscuro e doloroso con cui l’individuo addita la necessita’ di fare di nuovo posto al proprio disordine interno, contrastato tanto nelle singole esistenze quanto nelle societa’. Per il terapeuta diventa una traccia da ascoltare, non solo un deficit da correggere, e invita a riconoscere il valore della parte caotica della psiche.
Termini correlati
Concetti vicini sono il caos psichico, l’Io e le sue difese, il controllo come meccanismo di adattamento e la demenza senile come ambito clinico in cui la nozione viene osservata.
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