Neurobiologia e Cervello

Il cervello cresce per tutta la vita

Per decenni la neurologia ha sostenuto un dogma rigido: i neuroni del cervello adulto non possono rigenerarsi. La scoperta delle cellule staminali nel tessuto cerebrale ha smentito quella convinzione. Oggi sappiamo che, in un ambiente sufficientemente stimolante, la nascita di nuove cellule neuronali resta possibile per tutta la vita. Il cervello, in altre parole, continua […]

Neuroscienze — Il cervello cresce per tutta la vita
Per decenni la neurologia ha sostenuto un dogma rigido: i neuroni del cervello adulto non possono rigenerarsi. La scoperta delle cellule staminali nel tessuto cerebrale ha smentito quella convinzione. Oggi sappiamo che, in un ambiente sufficientemente stimolante, la nascita di nuove cellule neuronali resta possibile per tutta la vita. Il cervello, in altre parole, continua a crescere e a riorganizzarsi ben oltre l’infanzia.

La fine di un vecchio dogma

L’idea che il numero di neuroni fosse fissato una volta per tutte ha guidato la neurologia per gran parte del Novecento. Si riteneva che, esaurita la fase di sviluppo, le cellule nervose potessero solo invecchiare e morire, senza alcuna possibilità di sostituzione. Le ricerche sulle cellule staminali presenti nel cervello hanno ribaltato questa prospettiva.

Queste cellule, definite “toto-potenti”, sono precursori indifferenziati: in quanto tali possono trasformarsi in diverse forme cellulari, neuroni compresi. La loro presenza nel cervello adulto significa che la rigenerazione neuronale non è un privilegio dell’età infantile, ma un processo che può riattivarsi quando le condizioni lo favoriscono.

Come si sviluppa il cervello dal feto all’adulto

Il cervello del nascituro si forma con una rapidità impressionante, e i neuroni si moltiplicano a ritmo elevatissimo. Dal sesto mese di gestazione la produzione di nuovi neuroni rallenta in modo netto, mentre accelera la formazione dei collegamenti tra le cellule: gli assoni e i dendriti che costituiscono le sinapsi. Anche queste connessioni si moltiplicano rapidamente, fino ai quattro anni circa.

Con l’esperienza e l’apprendimento si stabilizzano poi i percorsi che integrano le diverse aree cerebrali. Man mano che l’individuo si forma, le potenzialità plastiche del cervello si riducono: è il segnale di una crescente specializzazione delle funzioni. Di conseguenza il numero di neuroni e di interconnessioni tende a diminuire. Non si tratta di un difetto, ma di un processo vitale di adattamento cognitivo, in cui il sistema seleziona e consolida ciò che serve.

Che cosa sono la plasticità e la stabilizzazione cerebrale?

La plasticità è la capacità del cervello di modificare le proprie connessioni in risposta all’esperienza. La stabilizzazione è il processo opposto e complementare: il consolidamento dei circuiti più usati, che li rende efficienti ma anche più rigidi. Lo sviluppo sano è un equilibrio tra questi due movimenti.

La mielinizzazione e il colore del cervello

Alla stabilizzazione del sistema di apprendimento corrisponde, di pari passo, il processo di mielinizzazione delle interconnessioni neuronali. La mielina è un polimero proteico-lipidico che forma una guaina intorno alle fibre nervose. La sua funzione è protettiva: serve soprattutto a impedire la dispersione dei campi bio-elettrici negli assoni, cioè nelle fibre che propagano le informazioni nel cervello e nel resto del corpo.

Poiché la mielina ha un colore biancastro, con la crescita dell’individuo si osserva una progressiva diminuzione relativa della materia grigia a favore della materia bianca. Questo processo di mielinizzazione delle fibre di connessione si completa intorno ai vent’anni, pur potendo proseguire a ritmo rallentato per tutta la vita.

È stato proprio osservando la riduzione neuronale tipica del passaggio dal bambino all’adulto che si era concluso, erroneamente, che i neuroni non potessero più rinascere. La realtà, come oggi sappiamo, è diversa.

Net-Learning: apprendere mantenendo la plasticità

Ciò che abbiamo imparato sulla rigenerazione neuronale invita a esplorare nuove forme di apprendimento, capaci di sostenere la plasticità cerebrale anziché spegnerla. Una formazione troppo rigida tende a stabilizzare in modo ripetitivo i processi di memoria a lungo termine, irrigidendo i circuiti. Strategie alternative, meno condizionanti, possono invece mantenere il cervello flessibile.

In questa direzione si muovono i sistemi di “Net-Learning” basati sulla condivisione di conoscenze in rete. Rispetto allo spazio limitato di un’aula scolastica, l’ambiente comunicativo della rete amplia e arricchisce le occasioni di apprendimento. Le linee guida delle sperimentazioni di Net-Learning introdotte dal LRE/EGO-CreaNET puntano proprio a una considerazione attenta e consapevole di come si formano le funzioni cerebrali, valorizzando le potenzialità creative del cervello come spazio per costruire nuove conoscenze.

È ragionevole ritenere che, per rinnovare se stesso, il cervello debba imparare non solo nozioni sul mondo esterno, ma anche qualcosa sulla propria formazione. La correlazione tra il soggetto e l’oggetto dell’apprendimento apre allora un’opportunità nuova: una visione integrata di ciò che cambia e di come dare senso, in modo creativo, alle alternative del cambiamento.

Domande frequenti

Il cervello adulto può davvero produrre nuovi neuroni?

Sì. La scoperta delle cellule staminali “toto-potenti” nel tessuto cerebrale ha mostrato che, in un ambiente adeguatamente stimolante, la rigenerazione neuronale resta possibile anche nell’adulto. Ha così superato il vecchio dogma secondo cui i neuroni non potevano riprodursi.

Perché il numero di neuroni diminuisce con la crescita?

Perché con l’esperienza e l’apprendimento il cervello stabilizza e specializza le proprie funzioni. La riduzione di neuroni e connessioni non è un danno, ma un processo di adattamento cognitivo che consolida i circuiti più utili.

Che cos’è la mielinizzazione?

È la formazione di una guaina di mielina, un polimero proteico-lipidico, intorno alle fibre nervose. Protegge gli assoni e impedisce la dispersione dei segnali bio-elettrici. Si completa intorno ai vent’anni e fa aumentare la materia bianca rispetto a quella grigia.

Che cosa c’entra l’apprendimento in rete con la plasticità cerebrale?

Una formazione rigida e ripetitiva tende a irrigidire i circuiti cerebrali. I sistemi di Net-Learning, basati sulla condivisione di conoscenze in rete, ampliano l’ambiente comunicativo e possono favorire il mantenimento della plasticità cerebrale.

Il cervello non è un sistema che si esaurisce con l’età. Tra plasticità e stabilizzazione, può continuare a generare neuroni e a riorganizzarsi per tutta la vita, soprattutto in ambienti stimolanti. Le forme di apprendimento che preservano la flessibilità, anziché irrigidire i circuiti, lavorano a favore di questa capacità.

Nota. La mielina è formata da uno strato di colesterolo e da uno strato di fosfolipidi e proteine. Funziona come schermatura dei flussi bio-elettrici che scorrono nelle fibre nervose. Gravi alterazioni dei processi di de-mielinizzazione si riscontrano nella sclerosi multipla e nel morbo di Alzheimer.

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