Neuroscienze Cognitive

Il Linguaggio Umano

Il linguaggio umano ha alla base tre peculiari processi evolutivi e una fisiologia complessa, che il modello classico di Broca e Wernicke non riesce piu’ a spiegare del tutto. Aspetti evolutivi, fisiologici e patologici si intrecciano in un sistema di moduli neuronali interagenti, sostenuto da un flusso sanguigno cerebrale altamente costante. Le radici evolutive del […]

Neuroscienze — Il Linguaggio Umano
Il linguaggio umano ha alla base tre peculiari processi evolutivi e una fisiologia complessa, che il modello classico di Broca e Wernicke non riesce piu’ a spiegare del tutto. Aspetti evolutivi, fisiologici e patologici si intrecciano in un sistema di moduli neuronali interagenti, sostenuto da un flusso sanguigno cerebrale altamente costante.

Le radici evolutive del linguaggio

Il linguaggio umano ha alla base tre peculiari processi evolutivi. Primo: tutte le innovazioni devono manifestarsi nell’ambito di specie precedenti. Secondo: molte novita’ nascono in un contesto prima di essere cooptate in un contesto differente. Per esempio, specie di ominidi arboricoli avrebbero avuto caratteristiche vocali quasi moderne gia’ centinaia di migliaia di anni prima di quando abbiano potuto impiegare un tipo di linguaggio articolato. Terzo: una coincidenza anatomica puo’ originare una funzione inaspettata. Per esempio, solo nell’Uomo l’arteria carotide di sinistra che tra l’altro irrora l’area di Wernicke si origina direttamente dall’arco aortico.

Questo particolare anatomico starebbe alla base di un flusso sanguigno cerebrale destinato all’emisfero cerebrale sinistro piu’ costante del controlaterale. Prova ne e’ che il ganglio stellato ha un controllo maggiore sulla vascolarizzazione cerebrale di destra. Il fenomeno della coincidenza casuale dalle conseguenze imprevedibili e’ molto diffuso in natura: l’acqua ha proprieta’ imprescindibili da idrogeno ed ossigeno. La molecola dell’acqua non ha le proprieta’ fisiche della liquidita’. Miriadi di molecole di H2O danno origine ad entita’ di livello superiore: fiumi, mari, oceani, nuvole, nebbia, neve. Noi stessi siamo fatti di acqua per il 70%.

Oltre il modello classico: nuove evidenze di anatomia funzionale

Il modello classico che riguarda la produzione del linguaggio umano si e’ basato sugli studi di Broca, Wernicke, Lichtheim, Geschwind e di pochi altri. E’ un modello che non da’ esaurienti spiegazioni e su alcuni tipi di dislessia, di afasia e non e’ valido nell’indagine clinica di altri disturbi del linguaggio. Recenti studi di anatomia funzionale ed altre moderne metodiche d’indagine forniscono un diverso modello sulla fisiologia del linguaggio umano. Alcuni studiosi focalizzano le ricerche su specifiche aree cerebrali come il gyrus temporale superiore ed il sulcus temporale superiore. I nuclei della base oltre al talamo avrebbero importanti implicazioni come evidenziato anche da Radanovic e Scaff (2003) con le tecniche CT scan, MRI e SPECT. Gli autori descrivono alcuni disturbi di eloquio come le afasie sub corticali e le parafrasie. In nove pazienti c’erano lesioni ai gangli basali e in sette a livello talamico. Secondo gli Autori, queste ultime inciderebbero sull’efficienza della memoria verbale. Un ruolo decisivo nella percezione linguistica spetterebbe anche all’emisfero destro.

Flusso sanguigno cerebrale e disturbi del linguaggio

Altri Autori danno importanza a specifiche alterazioni cerebrali vascolari per spiegare sia i normali meccanismi del linguaggio umano, sia alcuni tipi di patologie. Tillfors et al. (2002), hanno esaminato alcuni parametri del flusso sanguigno cerebrale e la gittata cardiaca in soggetti con fobia sociale ed anticipo d’ansia. Nei soggetti esaminati, il piu’ elevato incremento sanguigno era nella corteccia pre-frontale dorsolaterale destra, nella corteccia temporale inferiore sinistra e nella regione ippocampale amigdalloidea sinistra. Complessivamente c’era un maggior flusso cerebrale nel polo temporale sinistro e bilateralmente nel cervelletto. Secondo alcuni, i soggetti portatori d’ansia e fobici hanno difficolta’ nella scorrevolezza di eloquio con frequenti brevi interruzioni involontarie e variazioni di tono. Infarti nei territori di pertinenza delle arterie tubero-talamiche e delle paramediane, o emorragie a livello del putamen causano afasia in molti pazienti. Conseguenza di queste patologie circolatorie del sangue sarebbero le afasie sub-corticali dovute a sconnessioni del talamo, dello striato e della capsula interna, come affermato da Nadeau S. and Crosson B. (1997).

Lazar et al. (2000), effettuarono una ricerca su bambini con malformazioni artero-venose a livello del lobo frontale sinistro. L’autore concluse che il lobo frontale sinistro controlla le funzioni del linguaggio espressivo, ma che in presenza di alterazioni artero-venose si ha una riorganizzazione interemisferica e le medesime funzioni saranno esplicate nell’emisfero destro. In presenza quindi di eventi morbosi vascolari nell’area di Wernicke, la riorganizzazione interemisferica trasporta importanti funzioni di eloquio nell’altro emisfero dove si verificano piu’ convenienti situazioni emodinamiche.

Il linguaggio come rete di moduli neuronali

Nel complesso, il linguaggio umano puo’ essere rappresentato come un insieme di moduli e sub-moduli neuronali tra loro interagenti. Si tratterebbe d’insiemi d’intersezione o moduli dinamici di coniugazione neuronale, variabili in estensione a seconda del significato di una parola o di una frase pronunciata. La produzione del linguaggio umano necessita di un flusso sanguigno altamente costante, in particolare per quanto riguarda la velocita’ e la pressione.

Domande frequenti

Perche’ il modello classico di Broca e Wernicke non basta piu’?

Il modello classico, basato sugli studi di Broca, Wernicke, Lichtheim e Geschwind, non fornisce spiegazioni esaurienti su alcuni tipi di dislessia e afasia e non e’ valido nell’indagine clinica di altri disturbi del linguaggio. Le moderne metodiche di anatomia funzionale propongono un diverso modello, che coinvolge anche aree come il gyrus temporale superiore, i nuclei della base, il talamo e l’emisfero destro.

Che ruolo ha il flusso sanguigno cerebrale nel linguaggio?

La produzione del linguaggio richiede un flusso sanguigno altamente costante, in particolare per velocita’ e pressione. Alterazioni vascolari come infarti delle arterie tubero-talamiche e paramediane o emorragie del putamen possono causare afasia, mentre le afasie sub-corticali derivano da sconnessioni del talamo, dello striato e della capsula interna.

Il cervello puo’ riorganizzare le funzioni del linguaggio?

Si’. Lo studio di Lazar et al. (2000) su bambini con malformazioni artero-venose nel lobo frontale sinistro ha mostrato che, in presenza di alterazioni vascolari nell’area di Wernicke, si verifica una riorganizzazione interemisferica: le funzioni di eloquio vengono trasferite all’emisfero destro, dove le condizioni emodinamiche sono piu’ favorevoli.

Come si rappresenta oggi il linguaggio umano a livello neuronale?

Il linguaggio umano puo’ essere descritto come un insieme di moduli e sub-moduli neuronali interagenti, ovvero moduli dinamici di coniugazione neuronale variabili in estensione a seconda del significato di una parola o di una frase pronunciata.

In sintesi: il linguaggio umano nasce da coincidenze evolutive e anatomiche, tra cui un’irrorazione sanguigna privilegiata dell’emisfero sinistro. Oltre il modello classico, oggi lo si legge come una rete di moduli neuronali interagenti, fortemente dipendente da un flusso sanguigno costante. Quando questo flusso si altera, emergono afasie e disturbi dell’eloquio, ma il cervello conserva la plasticita’ per riorganizzare le proprie funzioni linguistiche.

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