Neuroscienze Cognitive

Il Pensiero Mafioso

Psicologia, psichiatria e pensiero mafioso hanno avuto, fino ai primi anni ’90, pochi punti di contatto. Solo recentemente si e indagato sulle peculiarita del pensiero criminale organizzato e su tutto quello che circonda questo mondo. Questo breve scritto ricostruisce, alla luce degli studi di gruppo-analisi soggettuale, come la cultura mafiosa costruisca una modalita distorta di […]

Il Pensiero Mafioso
Psicologia, psichiatria e pensiero mafioso hanno avuto, fino ai primi anni ’90, pochi punti di contatto. Solo recentemente si e indagato sulle peculiarita del pensiero criminale organizzato e su tutto quello che circonda questo mondo. Questo breve scritto ricostruisce, alla luce degli studi di gruppo-analisi soggettuale, come la cultura mafiosa costruisca una modalita distorta di identita e di rapporto con il sociale.

Che cosa si intende per pensiero mafioso

“La cultura mafiosa ha sempre avuto la capacita di nascondersi, mimetizzarsi all’interno delle realta civili ed istituzionali nelle quali si e trovata ad operare, determinando una cortina di silenzio ufficiale che la rendesse invisibile. Una prima precisazione: nei nostri studi parliamo di cultura mafiosa o pensiero mafioso come una modalita distorta di vivere la propria identita ed i rapporti con il sociale tipici dell’organizzazione criminale mafiosa”.

Il pensiero principale, che distingue i membri di un associazione criminale organizzata, come la Mafia, e i criminali comuni, e sicuramente il senso di appartenenza all’associazione stessa, connesso ad un forte senso di essere un “Uomo D’onore”. Come specifica il Prof. Lo Verso: “Abbiamo sostenuto che Cosa Nostra non e soltanto un’organizzazione criminale, nel senso che la sua caratteristica piu specifica e il tipo d’identita del soggetto mafioso: nessun mafioso si definira mai come un criminale, ma sempre come uomo d’onore”.

Il senso di appartenenza e l’identita di gruppo

Possiamo quindi capire, in una prima analisi, che il senso di appartenenza ad un gruppo ampio, coeso, con una forte identita sociale, spinge i membri ad identificarsi fortemente con il gruppo stesso, con la sua simbologia, con i suo metodi e con i suoi riti. Questo non ci deve sorprendere in quanto, gli studi e le pubblicazioni di molti psicologici sociali, hanno esaminato ed interpretato le funzionalita e le disfunzionalita dei gruppi, come il conformismo normativo, l’identificazione dei ruoli etc.

Come si diventa uomo d’onore

“Attraverso quale percorso si diventa uomo d’onore? In molte ricerche abbiamo notato come questi soggetti provengono, nella stragrande maggioranza dei casi, da famiglie in cui i valori tipici del pensiero mafioso sono presenti e proposti come matrice unica di significazione degli eventi. Un mondo antropo-psichico in cui vengono esaltati i valori maschili della forza, del coraggio, dell’onore, della virilita, della freddezza, di contro al mondo degli sbirri, dei poliziotti, dei giudici, delle forze dell’ordine in generale. Questa rappresentazione interna di un mondo buono formato da uomini rispettabili ed uno esterno malvagio e caratteristica fondante del pensiero mafioso”.

Naturalmente questo si va a sommare ad una cultura che si tramanda da padre in figlio, nonche dall’influenza sociale oltre che informativa, nonche forti strumenti di persuasione sia dei pari, sia della famiglia, sia appunto della societa stessa. Va sottolineata quindi anche una forma di conformismo e di obbedienza alle figure autoritarie di riferimento, in cui “l’Io individuale e pienamente coincidente con il Noi sovra-personale e trans-personale. Il soggetto non puo essere diverso, altro, dal mondo che lo ha concepito psichicamente”.

“Gia in questa definizione abbiamo presente l’orizzonte culturale, antropologico e psichico tipico di questa realta, che la caratterizza come una modalita di pensiero specifica. Il nostro modello teorico, quello della gruppo-analisi soggettuale italiana, ci ha in questo permesso di indagare questa realta a partire dall’attenzione al legame che esiste tra mondo psichico (cosciente ed inconscio) del soggetto, famiglia antropologica e dimensione sociale”. Per l’identita mafiosa l’alternativa e tra l’angoscia di essere nessuno ed un’esaltazione onnipotente del proprio Se data dall’appartenenza alla famiglia mafiosa.

Il profilo psicologico: tra psicopatia ad alto funzionamento e manipolazione

Diversi studi, soprattutto del Prof. Lo Verso e colleghi, hanno delineato che, DSM alla mano, il disturbo che piu si avvicina al comportamento mafioso e quello antisociale di personalita (APA, DSM IV, 1996). “In questo caso abbiamo a che fare con persone ad alti livelli di funzionamento, con un’integrazione dell’identita, esame di realta e utilizzo di difese mature, che giustificano una diagnosi di psicopatia ad alto livello”.

Come sottolinea Bursten (1973), la personalita tipica del mafioso e organizzata in modo tale da avere a tutti i costi potere su le altre persone o comunque un alto grado di manipolazione. Si aggiunge a questo, una mancanza di riconoscimento della persona altrui, considerata il piu delle volte di basso valore, e considerarli alla stregua di strumenti, da poter utilizzare quando si necessita di loro. Inoltre, si evince dagli studi, che il senso di colpa o di coscienza morale e pressoche nullo, in quanto il bisogno di ridurre la propria dissonanza cognitiva e ampiamente giustificata da forti motivazione interne ed esterne, nonche da un distorto senso di cosa e giusto o sbagliato in una comunita civile che abbraccia valori pressoche sani, ma al contrario si basa su influenze normative cariche di elementi disfunzionali, rispetto alla gente comune ed al senso civico.

L’uomo d’onore si rappresenta come un essere speciale, addirittura a volte come Dio stesso, perche lui puo esercitare il potere di vita o di morte sulle persone normali. Niente e piu temibile del non essere considerato, dell’essere “nuddo ammiscato cu’ nente” (nessuno mischiato con niente).

Il fondamentalismo del pensiero

Possiamo quindi ben capire, che il pensiero Mafioso, ma piu generalmente di coloro appartenenti a gruppi fondamentalisti, viaggi su binari ben definiti e certamente disfunzionali. Difatti, facendo riferimento agli studi di Lo Verso e Lo Coco e colleghi: “Nelle nostre ricerche molto lavoro e stato fatto proprio per riconoscere una specificita etnica a questo tipo di personalita, a partire da alcuni dati antropologici presenti nelle culture mediterranee (Fiore, 1997; Lo Verso, 1998; Lo Coco, Lo Verso, 1998). L’elemento che forse e piu difficile da inglobare nelle nostre classificazioni psicologiche e psichiatriche e quello legato al fondamentalismo del pensiero: di fronte ad una psicopatologia ufficiale della personalita centrata sul deficit (di strutture, di relazioni, di apprendimenti), la personalita dell’uomo d’onore si mostra come una patologia, da una rigidita di strutture (di pensiero, di affetti) e da un’intensita tale da divenire disturbante. Come in tutte le culture fondamentaliste, nella mafia non c’e possibilita di pensiero dell’Altro, la propria identita e strutturata su un modello relazionale che non puo essere messo in discussione, pena la morte simbolica e psichica (forse anche fisica). Questo peso intenzionate e mortifero della famiglia di appartenenza rimanda ovviamente ad una concezione della psicopatologia a vertice dinamico e relazionale, che grazie all’analisi delle vicissitudini, consce ed inconsce, della costruzione del Se individuale all’interno di una rigida matrice familiare ci permette di comprendere la specificita delle problematiche legate al mondo mafioso”.

Note e riferimenti

Fiore, 1997; Lo Verso, 1998. Fiore, 1997; Lo Coco, 1998. Gianluca Lo Coco, Lo Verso, 2002. Napolitani, 1987. Lo Verso, 1994. Lo Verso, Lo Coco, 2002. Pontati, 2000.

Sulla dissonanza cognitiva: un individuo che attivi idee, o comportamenti, tra loro coerenti, si trova in una situazione emotiva soddisfacente (consonanza cognitiva); al contrario, si verra a trovare in difficolta discriminatoria ed elaborativa se le due rappresentazioni sono tra loro contrapposte o divergenti. Questa incoerenza e quella che produce, appunto, una dissonanza cognitiva, che l’individuo cerca automaticamente di eliminare o ridurre a causa del marcato disagio psicologico che essa comporta (ad esempio riduzione dell’autostima); questo puo portare all’attivazione di vari processi elaborativi, che permettono di compensare la dissonanza e ripristinare l’autostima.

Domande frequenti

Che cosa si intende per pensiero mafioso?

Negli studi di gruppo-analisi soggettuale il pensiero mafioso non e un semplice sinonimo di attivita criminale, ma una modalita distorta di vivere la propria identita e i rapporti con il sociale, tipica dell’organizzazione mafiosa. E una vera e propria cultura che si tramanda, capace di nascondersi e mimetizzarsi nelle realta civili e istituzionali.

Perche il mafioso si definisce uomo d’onore e non criminale?

Perche la caratteristica piu specifica del soggetto mafioso non e la condotta criminale in se, ma il tipo di identita. Nessun mafioso si definira mai come un criminale, ma sempre come uomo d’onore: il senso di appartenenza al gruppo e il riconoscimento interno sostituiscono ogni giudizio morale esterno.

Qual e il disturbo di personalita piu vicino al comportamento mafioso?

Secondo gli studi di Lo Verso e colleghi, DSM alla mano, il quadro che piu si avvicina e il disturbo antisociale di personalita, in una forma di psicopatia ad alto funzionamento: soggetti con integrazione dell’identita, buon esame di realta e difese mature, orientati al potere e alla manipolazione, con un senso di colpa pressoche nullo.

Come si trasmette la cultura mafiosa?

Si trasmette soprattutto in famiglia, di padre in figlio, dove i valori del pensiero mafioso diventano l’unica matrice di significato degli eventi. A questo si sommano l’influenza sociale, la persuasione dei pari e un conformismo di obbedienza alle figure autoritarie, fino a far coincidere l’Io individuale con il Noi del gruppo.

Il pensiero mafioso e leggibile come una cultura psichica prima ancora che come fenomeno criminale: si regge su un fortissimo senso di appartenenza, sull’identita di uomo d’onore e su un fondamentalismo che nega ogni pensiero dell’Altro. Comprenderne le radici familiari, antropologiche e relazionali e la chiave per non ridurlo a semplice devianza individuale.
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