Premessa
Come radiologo ecografista ho sempre utilizzato le immagini visive, reali dell’organismo umano, attraverso le varie metodiche di diagnostica per immagini: TC, RM, ecografia; immagini utilizzate esclusivamente per diagnosticare le varie malattie.
Raramente ci si sofferma sul concetto di immagini mentali; di come, cioe, i pazienti possano rappresentarsi mentalmente la loro condizione di malattia e di come possano immaginare i loro organi malati.
Le immagini mentali rappresentano l’impalcatura dei processi mentali: infatti tutti i nostri pensieri, le nostre emozioni, gli stati d’animo passano e si realizzano attraverso immagini mentali.
Le immagini mentali ci coinvolgono emotivamente, come se mettessimo un’altra realta davanti al nostro sistema percettivo, con ripercussioni a livello psichico, mentale e fisico. Nelle immagini c’e un’informazione sintetica capace di attivare circuiti che collegano sistema limbico, tronco dell’encefalo e aree corticali elaborative ed esecutive.
La pratica clinica sta sempre piu prendendo atto dell’influenza che i processi mentali esercitano nel decorso e forse nell’insorgenza di molte patologie. Ma quali sono le immagini mentali che si realizzano nelle persone che affrontano la malattia? In che maniera i pazienti si rappresentano mentalmente la loro condizione di malattia? Come possono immaginare i loro organi malati? E soprattutto e possibile modificare le loro immagini mentali quando queste possono realizzare una condizione di estraneita e di rifiuto del proprio corpo o di una parte di esso?
Immagine corporea: identita e corpo
Il concetto di immagine corporea ha affascinato neurologi e comportamentisti per oltre un secolo. L’immagine corporea riguarda la persona nella sua globalita, coinvolgendo contemporaneamente tutti i nostri sensi, tanto che possiamo parlare di rappresentazione corporea.
I due costrutti della rappresentazione corporea, lo schema corporeo (relativo alla localizzazione del corpo nello spazio) e l’immagine corporea (che include le componenti soggettive cognitivo-affettive delle rappresentazioni corporee), non sono nuovi e da anni hanno fatto la loro comparsa sulla scena delle neuroscienze.
In breve, le ricerche neuroscientifiche hanno evidenziato la possibilita di rappresentare il nostro corpo sia in relazione al mondo nel quale ci muoviamo e agiamo, sia in riferimento al nostro mondo interiore, fatto di nozioni, credenze ed emozioni.
Normalmente l’oggetto di questi studi e il corpo esterno. Raramente ci si occupa di indagare il versante interiore della rappresentazione corporea, di come, cioe, le persone si rappresentano il proprio mondo interno, specie nel contesto di malattie organiche, il cui bersaglio e, appunto, il corpo.
Dato per scontato nelle condizioni di buona salute, il corpo smette di esserlo quando il suo funzionamento si deteriora. Nella malattia il corpo puo diventare improvvisamente e inaspettatamente un nemico, qualcosa che non si riconosce piu come proprio. L’ammalato smette di sentirsi bene nei confini del proprio corpo. Ne derivano modificazioni dello schema e dell’immagine corporea, con la messa in discussione globale della propria identita. In questi casi si puo verificare una sorta di distacco dal se di una parte di se. E un paradosso in cui convergono e si sovrappongono una sensazione di appartenenza e di non appartenenza.
Questa situazione e riscontrabile in molte malattie intestinali, come la sindrome dell’intestino irritabile, e nelle malattie croniche infiammatorie, come la retto-colite ulcerosa e il morbo di Crohn: casi in cui e frequente una netta insoddisfazione nei confronti della propria immagine corporea da parte dei soggetti ammalati, dalla quale potrebbe scaturire una riduzione della qualita della vita. E quanto risulta da uno studio condotto su 274 pazienti dell’Ocean State Crohn’s and Colitis Area Registry (OSCCAR).
Secondo l’autrice della ricerca, Sumona Saha dell’Universita del Wisconsin, lo studio dimostra che un disordine come le malattie infiammatorie intestinali, che colpiscono principalmente il tratto gastrointestinale, influenza anche l’immagine corporea che il paziente ha di se, e mostra come una cattiva immagine di se sia associata a una riduzione della qualita della vita correlata alla salute, anche utilizzando un parametro di valutazione specifico per la malattia e non uno correlato alla qualita della vita in senso globale.
Nel 2013 abbiamo condotto una sperimentazione clinica che ha previsto un trattamento integrativo della sindrome dell’intestino irritabile con l’ipnositerapia abbinata all’ecografia. Si e trattato di uno studio pilota i cui risultati, rispetto ai pazienti trattati con la classica terapia farmacologica, hanno evidenziato un miglioramento dei quattro parametri analizzati: il dolore, il gonfiore, le alterazioni dell’alvo e la qualita di vita (Sirigu D, Sole N, Musio M, Usai-Satta P, Oppia F. A Combined Hypnosis-echography Therapy in Irritable Bowel Syndrome: A Pilot Study. Journal of Advances in Medicine and Medical Research 25(12): 1-10, 2018).
Sono convinta che la galleria visuale delle immagini ecografiche del mio corpo abbia alimentato la conoscenza. Conosco e ri-conosco, ma nel ri-conoscere c’e il ritrovarsi, il perdonare parti di me ferite, il ri-conciliarsi. Ritorna l’eco di questa parola, ri-conciliazione, ne gusto il sapore. Unita, ritrovarsi, dialogo. Sono sprazzi di piu alta autocoscienza, di mente adesa al corpo che l’avvolge. (Mara, sindrome dell’intestino irritabile)
Anche nei pazienti che si sottopongono a un trapianto d’organo puo svilupparsi un’alterata consapevolezza e accettazione dell’organo trapiantato, legata a un’alterata rappresentazione dell’immagine dell’organo e di cio che rappresenta. Nonostante la popolarita e la diffusione di questo intervento, i risvolti psicologici legati al trapianto sono estremamente complessi e, per molte persone, al di la della riuscita chirurgica, possono significare l’emergere di una problematica caratterizzata da ambivalenza emotiva, nella quale si alternano sentimenti di gratitudine, timore e sensi di colpa.
Tale circostanza, che si realizza intorno a un vissuto di malattia che conduce alla rottura dell’integrita dell’immagine corporea e che porta con se la necessita di approfondire tutta una serie di riflessioni sulla propria identita, rappresenta il nucleo intorno al quale ruota il gravoso problema dell’accettazione emotiva e cognitiva di una presenza estranea all’interno di se.
In questo senso il trapianto da donatore vivente, ma soprattutto da cadavere, evidenzia il complesso processo di ricostruzione corpo-mente-corpo, cioe tra un’unita mente-corpo malato che deve confrontarsi con la perdita e la conseguente integrazione di una porzione di altro corpo funzionante ma estranea, e coinvolge delicati aspetti biologici e psicobiologici dell’esperienza umana. Numerosi autori ritengono che i conflitti psichici che potrebbero generarsi in ordine alla percezione del corpo estraneo sarebbero anche capaci di generare una vulnerabilita immunologica, con possibili ripercussioni cliniche evidenziabili anche sulla funzionalita dell’organo trapiantato.
E stato emozionante e commovente vedere il rene trapiantato, poi nel tempo arrivi al punto di pensare che e sempre stato li, fa parte di me, e mio e mi da un senso di serenita dentro. (Marinella, trapianto di rene da donatore cadavere)
Anche nelle malattie neoplastiche si puo arrivare a una separazione dalla propria identita corporea. Non ci pensiamo mai, ma diamo il nostro corpo per scontato. Io mi sentivo tradita dal mio. (Fabiana, 43 anni, affetta da carcinoma mammario)
Quando la malattia mi ha colpito ho preso questa vulnerabilita del mio fisico come una debolezza inaccettabile e ho assistito con distacco, in una posizione di spettatore apatico che osserva, impassibile, l’evolversi di condizioni il cui epilogo e gia scritto. Per questo la frattura tra psiche e corpo e andata sempre piu allargandosi. Quell’organismo martoriato da aghi, cannule, ferite, quasi non mi apparteneva piu. (Giovanni, neoplasia metastatica)
L’ipnosi clinica come modalita relazionale
Abbiamo per questo pensato che potesse essere utile affiancare le terapie tradizionali di queste patologie con un approccio in grado di modificare o integrare l’immagine mentale del corpo dei pazienti, utilizzando l’ipnosi clinica, che ha la possibilita di creare potenti immagini mentali. Va tenuto presente che nessun cambiamento puo essere accolto finche non si riesce a ri-programmare la mente attraverso il ricorso a un’immagine alternativa a quella dominante, e cioe attraverso una diversa strategia dello sguardo, basata su un contatto visivo simile a un contatto fisico.
Questo contatto visivo puo essere effettuato con l’ecografia: la possibilita di vedere, proiettate su schermo, le immagini ecografiche dei propri organi, e quindi anche di quello ammalato, puo contribuire a ristabilire un piu equilibrato rapporto con il se corporeo, consentendo di acquisirne una nuova e piu profonda consapevolezza. Nella nostra esperienza questa strategia, per radicarsi in profondita, viene accompagnata e integrata dall’ipnosi clinica, grazie alla quale le immagini interiori che portano al rifiuto dell’organo malato, sentito come corpo estraneo, vengono fatte emergere e affiancate da una rappresentazione capace di trasformare il senso di frammentazione in una nuova forma di coerenza, di integrita, di unita.
L’ipnosi e per la maggior parte delle persone un concetto affascinante ma controverso. E sicuramente un fenomeno che suscita profonde riflessioni filosofico-scientifiche sulla natura della coscienza umana e sulle interrelazioni complesse tra mente e corpo. Gli sviluppi delle ricerche nel campo della psiconeuroendocrinoimmunologia hanno contribuito a mettere in luce la dipendenza bidirezionale tra la dimensione mentale e quella biologica: il corpo umano non viene piu visto come un insieme di apparati indipendenti, ma come un sistema complesso.
L’ipnosi e una modalita comunicativa e relazionale che stimola la realizzazione di uno stato modificato di coscienza, grazie al quale, secondo questo approccio, si mira a una riabilitazione cognitiva, somatica e comportamentale funzionale a una condizione di equilibrio e benessere. E una proprieta della nostra mente che permette di prendersi cura di se a un livello profondo, e che nasce da una relazione di fiducia con il medico e con se stessi.
La comunicazione e la relazione che si realizzano tra medico e paziente avvengono tramite stimolazioni emotive, come le parole sotto forma di suggerimenti, che attivano risposte aperte, non condizionate. Le parole, nella nostra esperienza insieme alla musica, producono modificazioni emozionali, intuizioni, trasformazioni, che riescono a catturare l’ascoltatore fino a portarlo in un’altra dimensione di attenzione e di consapevolezza. Nelle parole c’e un suggerimento per leggere in maniera diversa e nuova certe circostanze di vita, mostrando nuove soluzioni e nuove chiavi di lettura per affrontare le nostre esperienze in maniera piu utile.
Questa forma speciale di comunicazione permette di accedere a quell’insieme di relazioni tra stimoli e repertorio esperienziale che normalmente avvengono in maniera abitudinaria e condizionata, seguendo percorsi talora impliciti, ma che in trance ipnotica possono essere modificati, rielaborati e perfino sostituiti. Oltre alla sensibilita del paziente, che e ovviamente individuale, e importante l’intensita dello stimolo immaginativo, che mette in risalto il ruolo dell’ipnologo e della relazione.
Nella definizione di ipnosi come stato modificato di coscienza, l’aggettivo modificato indica uno stato del tutto fisiologico e non alterato, come spesso viene definito, e ci fa capire che lo stato di coscienza che si vive in ipnosi e uno stato volontario, spontaneo e libero. Non e condizionato dalla critica intesa come controllo, ma sempre coerente con la volonta della persona. E uno stato di coscienza che permette di anticipare immaginativamente comportamenti alternativi con nuove realta di possibilita.
La sua premessa e che il paziente possieda nel suo corpo molteplici risorse intrinseche, che possono essere recuperate e utilizzate per affrontare situazioni problematiche e per gestire sintomi e situazioni patologiche. Si tratta di destare e attivare queste risorse, mettendo il paziente in condizione, attraverso un’alleanza terapeutica con il medico, di operare uno spostamento dell’attenzione che gli consenta di superare le paure associate a situazioni considerate potenzialmente minacciose e dolorose, e di coglierne le opportunita positive, orientate verso il raggiungimento di un obiettivo benefico.
Sta qui l’essenza dell’atto medico dell’ipnosi clinica: creare esperienze innovative e utili attraverso strategie basate sulla focalizzazione dell’attenzione, sull’attivazione delle capacita che le persone di solito possiedono senza esserne consapevoli, e sulla loro amplificazione, attraverso la realizzazione di potenti immagini mentali. Se l’ipnosi opera con immagini mentali che vengono evocate e attivate, e ha a che fare soprattutto con le risorse dell’immaginazione, l’ecografia fa riferimento alle immagini reali prodotte dalle apparecchiature di diagnostica, con l’opportunita di utilizzarle anche con fini terapeutici.
Strategia dello sguardo
Guardare il proprio corpo attraverso l’ecografia, in uno stato mentale modificato come nella trance ipnotica, permette secondo questo approccio di costruire una nuova e piu stabile rappresentazione corporea. La visita ecografica si puo cosi trasformare da atto puramente diagnostico ad atto anche terapeutico. Abbiamo chiamato questo percorso di cura strategia dello sguardo.
L’atto ecografico diventa quindi un dialogo in cui il medico non e piu l’unico protagonista ma, attraverso le immagini ecografiche, invita il paziente a prendere consapevolezza, conoscenza e confidenza del proprio corpo, in un’alleanza terapeutica che e la base di una nuova relazione di fiducia. L’intero corpo, con i suoi organi e distretti, viene visualizzato ecograficamente e percorso immaginativamente come un territorio da conoscere, da interpretare, da curare.
In questo percorso il paziente non e piu un elemento passivo che delega il problema al medico, alle indagini e ai farmaci; assume un ruolo attivo verso la propria condizione e diventa protagonista dell’atto terapeutico, invertendo cosi il rapporto: non e piu la malattia ad aggredire il paziente, e il paziente che gestisce la sua condizione. Nell’atto creativo indotto dall’ipnosi-ecografia, il rapporto tra immaginazione e immagine puo dunque trasformarsi in atto terapeutico: l’immaginazione retroagisce sull’immagine, generando in essa una potenza dinamica che evoca una cascata emozionale neuro-endocrino-immuno correlata.
Proprio questo coinvolgimento avvia il prendersi cura di se, in questo caso dell’organo malato, che precedentemente veniva visto con distacco, concentrando in esso tutta la carica di negativita che non si voleva associare al proprio corpo. Riportiamo la testimonianza di Giovanni, affetto da neoplasia metastatica, dopo qualche mese di trattamento con l’associazione ipnosi-ecografia:
In questa esperienza e successo qualcosa di inatteso che mai avrei immaginato di sperimentare. Durante la visione delle immagini ecografiche sono stato pervaso da un senso di tenerezza nei confronti dei miei organi interni. Sono sorpreso e confuso nel provare questo, di colpo scopro un rapporto con la parte fisica di me stesso che non avevo mai provato prima d’ora. Mi stupisco nel percepirlo quasi come affetto. Oggi ho riabbracciato quella parte di me che ha sofferto tanto ma ha tenuto duro. (Giovanni, neoplasia metastatica)
Il percorso terapeutico integrato che proponiamo diventa un processo in cui il medico, anziche essere l’esclusivo protagonista, sollecita il paziente ad acquisire consapevolezza del suo corpo, lo guida a prenderne conoscenza, lo stimola a confidare in esso e nelle sue risorse interne. L’incontro tra medico e paziente viene cosi integrato e sostenuto da un dialogo interiore dello stesso paziente con il proprio corpo, stimolato dal fatto che gli si permette di entrare dentro di esso, visualizzandone gli organi e le funzioni e interpretandoli con la guida dell’ecografista. La sonda ecografica diventa un mezzo di passaggio tra il fuori e il dentro, tra sistema osservato e sistema osservante, che rende i due piani sorprendentemente permeabili.
L’associazione ipnosi-ecografia permette quindi di trasformare le immagini mentali del proprio corpo, non piu come cosa vista di cui prendere atto passivamente, ma come disponibilita attiva a vedere, che va destata e sviluppata e che acquista una profonda capacita trasformativa. Alla base di questa trasformazione del concetto di immagine c’e la nozione di affordance o risorsa, introdotta nel 1979 da James J. Gibson per descrivere il rapporto reciproco tra un organismo vivente e il suo ambiente, divenuta ormai uno dei cardini delle neuroscienze.
Secondo Gibson la percezione visiva di un oggetto comporta la selezione delle proprieta intrinseche che ci consentono, di volta in volta, di interagire con esso. Queste non sono proprieta fisiche astratte, ma incarnano opportunita pratiche che l’oggetto offre all’organismo che lo percepisce. Cio significa che lo stesso oggetto viene visto in modi diversi a seconda del contesto in cui e inserito, del modo in cui lo si guarda e delle opportunita alle quali vengono associate la sua percezione e l’interazione con esso. A questa consapevolezza se ne associa subito un’altra: l’idea che il nostro corpo sia un luogo di molteplici possibilita di percezione e di azione, evocate di volta in volta non solo dalle caratteristiche degli oggetti, ma dal tipo di relazione che viene attivata.
L’integrazione del potere plastico delle immagini mentali evocate dall’ipnosi con le immagini reali degli organi interni del paziente, sia patologici sia sani, evidenziabili con l’ecografia, produce nella nostra esperienza una sorta di realta aumentata di possibilita, legata a un’interazione tra le risorse della percezione visiva e dei processi cognitivi e l’intensa partecipazione emotiva che si sviluppa, dalla quale il paziente puo trarre benefici significativi.
Conclusioni
L’ipnosi clinica, interpretata in ottica PNEI, viene presentata in questo contributo come uno strumento per inserirsi nella rete di comunicazione tra dimensione psichica e dimensione biologica, attraverso la realizzazione di uno stato modificato di coscienza in cui si evocano potenti immagini mentali dotate di potere trasformativo.
Lo stato modificato di coscienza che si realizza in ipnosi puo favorire, secondo questo approccio, una riabilitazione cognitiva, somatica e comportamentale. E importante sottolineare un punto: l’ipnosi clinica non sostituisce la terapia farmacologica, ma ne dilata e umanizza gli orizzonti. Va inoltre ricordato che le osservazioni qui riportate derivano dall’esperienza clinica degli autori e da uno studio pilota, e come tali vanno considerate indicazioni promettenti che richiedono ulteriori conferme sperimentali, non prove definitive.
L’utilizzo dell’ipnosi associata all’ecografia permette al paziente di prendere conoscenza, confidenza e consapevolezza del proprio corpo; lo aiuta a relazionarsi con la parte del corpo malata e a creare un dialogo con le immagini talora drammatiche collegate ai sintomi della malattia. Questo puo aiutare il paziente a elaborare i vissuti negativi collegati alla sua condizione, creando una nuova immagine di se e del proprio corpo, piu coerente verso una condizione di benessere. L’associazione dell’ipnosi clinica con l’ecografia mira infine a condensare due dimensioni spesso in antitesi: la medicina come mera tecnologia, che tende ad allontanarsi dal malato, e la medicina della persona, che instaura un rapporto empatico tra medico e paziente e permette a quest’ultimo di inserirsi nel percorso diagnostico e terapeutico come soggetto attivo.
Domande frequenti
Che cosa si intende per stato modificato di coscienza nell’ipnosi?
Nell’approccio descritto, l’aggettivo modificato indica uno stato del tutto fisiologico e non alterato. E uno stato volontario, spontaneo e libero, coerente con la volonta della persona, in cui l’attenzione si focalizza e diventa possibile immaginare comportamenti e possibilita alternative. Non e una perdita di controllo, ma una diversa modalita di attenzione.
L’ipnosi clinica sostituisce le terapie tradizionali?
No. Come sottolineano gli stessi autori, l’ipnosi clinica non sostituisce la terapia farmacologica: viene proposta come approccio complementare che affianca le cure tradizionali, agendo sulla relazione con il corpo, sull’elaborazione dei vissuti e sulla partecipazione attiva del paziente al percorso di cura.
Che cos’e la strategia dello sguardo?
E il nome dato al percorso descritto nell’articolo, in cui il paziente osserva su schermo le immagini ecografiche dei propri organi durante uno stato di trance ipnotica. L’obiettivo dichiarato e trasformare l’atto diagnostico in un momento anche terapeutico, aiutando la persona a ricostruire una rappresentazione piu integrata del proprio corpo.
I risultati descritti sono prove scientifiche definitive?
No. Le osservazioni riportate derivano dall’esperienza clinica degli autori e da uno studio pilota pubblicato nel 2018. Si tratta di indicazioni promettenti che, per essere considerate solide, richiedono ulteriori studi e conferme sperimentali su campioni piu ampi.