Neuroscienze Cognitive

Ipnosi e Memoria

Durante la trance ipnotica il lobo temporale si attiva nelle stesse aree coinvolte nella memoria rievocativa. È qui che i ricordi rimossi, spesso all’origine di ansia e fobie, possono riemergere ed essere rielaborati. Questo approfondimento ripercorre le basi anatomiche della memoria, il ruolo del lobo temporale e la tecnica della sostituzione dell’esperienza, illustrata da un […]

Ipnosi e Memoria
Durante la trance ipnotica il lobo temporale si attiva nelle stesse aree coinvolte nella memoria rievocativa. È qui che i ricordi rimossi, spesso all’origine di ansia e fobie, possono riemergere ed essere rielaborati. Questo approfondimento ripercorre le basi anatomiche della memoria, il ruolo del lobo temporale e la tecnica della sostituzione dell’esperienza, illustrata da un caso clinico di disturbo d’ansia post-traumatico trattato con ipnosi.

Abstract. Nel lavoro viene messa in evidenza l’attivazione del lobo temporale durante l’ipnosi, in fase di rievocazione delle esperienze patogene rimosse. Viene presentata un’immagine PET e un caso di disturbo fobico-ossessivo post-traumatico curato con ipnosi.

Le basi anatomiche della memoria

Gli studi sul paziente H.M., al quale erano stati asportati i lobi temporali a causa di una sindrome epilettica e che di conseguenza sviluppò una grave perdita della memoria, permisero di chiarire le basi anatomiche della memoria, in particolare di quella rievocativa. È da quel caso storico che è emerso il ruolo cruciale del lobo temporale.

Il quadro operativo generale del sistema della memoria si colloca proprio nel lobo temporale. Le aree di elaborazione sensoriale della corteccia ricevono segnali sugli eventi esterni e creano rappresentazioni percettive degli stimoli. Queste rappresentazioni vengono poi trasmesse alle regioni corticali adiacenti che, a loro volta, inviano rappresentazioni ulteriormente elaborate all’ippocampo. Nell’ippocampo le rappresentazioni diventano tracce mnesiche, che vengono infine immagazzinate nel lobo temporale.

Ricordi vividi e ricordi isolati

Non tutti i ricordi coinvolgono le stesse aree. I viaggi mentali in cui un ricordo si accompagna a molti particolari vividi attivano la porzione posteriore del lobo temporale mediale, mentre i ricordi isolati sono correlati all’attività della porzione anteriore.

Polyn e colleghi, in uno studio apparso sul “Journal of Neuroscience”, hanno osservato che l’attivazione della porzione anteriore del lobo temporale segnala che un ricordo è stato recuperato. Quando invece si attiva la porzione posteriore, il soggetto associa a quel ricordo un gran numero di dettagli. La distinzione anatomica, quindi, corrisponde a una diversa ricchezza del ricordo.

Memoria ed emozioni

Il lobo temporale è implicato anche nella memoria dei fenomeni emotivi collegati all’esperienza vissuta. Le scariche dei neuroni nella corteccia limbica e nel lobo temporale scatenano infatti un ampio spettro di vividi sentimenti affettivi.

È significativo osservare, come notarono Penfield ed Erickson, che il paziente possa avere esperienza dei sentimenti che accompagnano l’atto del ricordare. Il ricordo, in altre parole, non è mai un semplice dato neutro: porta con sé la sua colorazione emotiva.

Che cosa accade al cervello durante l’ipnosi

Durante la trance in ipnosi vengono attivate in modo privilegiato alcune aree specifiche: la corteccia cingolata anteriore, il precuneo e la corteccia temporale, tra le altre. È un quadro di attivazione che intreccia attenzione, autoconsapevolezza e memoria.

Nell’immagine PET si può valutare l’attivazione del lobo temporale durante l’ipnosi, mentre i pazienti in trance stanno rievocando esperienze rimosse. Un dettaglio interessante riguarda la differenza di genere osservata: nel maschio viene attivato solo il lobo destro, mentre nella donna entrambi i lobi. In sostanza, l’ipnosi agisce nella stessa zona della memoria rievocativa.

Durante la trance ipnotica i pazienti rivivono il passato e richiamano i ricordi rimossi. Questi ricordi rimossi sono molto spesso la causa di nevrosi psicosomatiche, nevrosi fobico-ossessive, disturbi d’ansia post-traumatici, sindromi depressive e disturbi da attacco di panico. Riportarli alla luce, in un contesto protetto, è il primo passo del percorso terapeutico.

La tecnica della sostituzione dell’esperienza

Una volta recuperate le esperienze e le relative emozioni, si passa alla tecnica della sostituzione dell’esperienza. Il paziente elimina l’esperienza patogena, rimpiazzandola con una prodotta in trance, nella quale la nuova esperienza si svolge in maniera favorevole. Questa condizione genera così emozioni e sensazioni positive, che annullano l’azione patogena della situazione precedente.

Un caso clinico

La tecnica descritta è stata utilizzata nel caso di D.A., una paziente di 24 anni affetta da disturbo d’ansia post-traumatico. La donna si rivolse a me perché, a seguito di un grave tamponamento in automobile, aveva sviluppato una grave fobia nei confronti dell’automobile.

Le prime sedute vennero dedicate al tentativo di desensibilizzare, in trance, l’esperienza dell’incidente. Dopo alcune sedute poco efficaci, si passò alla rievocazione del passato della paziente. Fu allora che, durante l’ipnosi, la signora rievocò e rivisse un’esperienza rimossa: una violenza sessuale subita all’età di quattordici anni da parte del nonno.

Le prime rievocazioni furono molto drammatiche, perché la paziente sviluppò forti emozioni di dolore, fino al pianto. Quando rievocò gli episodi in cui il nonno la minacciava di non rivelare nulla, manifestò in trance una fortissima paura, pari a quella che aveva sviluppato, dopo l’incidente, nei confronti dell’automobile. Emerse così il legame nascosto tra il trauma antico e la fobia recente.

Dopo aver recuperato tali esperienze, sempre in trance la paziente produsse nuove esperienze positive, che le crearono una condizione di tranquillità. Queste esperienze vennero quindi sostituite alle precedenti. Grazie alla ripetizione delle sedute, si creò man mano una nuova traccia mnemonica, per mezzo della quale le vecchie esperienze patogene furono desensibilizzate. Attualmente la paziente è guarita e sta per sposarsi.

Domande frequenti

Perché il lobo temporale è così importante per la memoria?

Nel lobo temporale si colloca il quadro operativo generale del sistema della memoria. È qui che le tracce mnesiche, elaborate attraverso la corteccia e l’ippocampo, vengono immagazzinate. Gli studi sul paziente H.M. ne hanno chiarito il ruolo per la memoria rievocativa.

In che modo l’ipnosi agisce sui ricordi?

Durante la trance ipnotica si attivano aree come la corteccia cingolata anteriore, il precuneo e la corteccia temporale, cioè le stesse zone coinvolte nella memoria rievocativa. Questo consente al paziente di richiamare e rivivere ricordi rimossi.

Che cos’è la tecnica della sostituzione dell’esperienza?

È una tecnica in cui, dopo aver recuperato in trance un’esperienza patogena, il paziente la sostituisce con una nuova esperienza favorevole, prodotta anch’essa in trance. Le emozioni positive generate annullano l’azione patogena del ricordo originario, creando una nuova traccia mnemonica.

Quali disturbi possono avere origine da ricordi rimossi?

Secondo il lavoro, i ricordi rimossi sono spesso all’origine di nevrosi psicosomatiche, nevrosi fobico-ossessive, disturbi d’ansia post-traumatici, sindromi depressive e disturbi da attacco di panico.

L’ipnosi attiva il lobo temporale nelle stesse aree della memoria rievocativa, permettendo di riportare alla luce ricordi rimossi che spesso alimentano ansia, fobie e disturbi post-traumatici. Attraverso la tecnica della sostituzione dell’esperienza, l’esperienza patogena viene rimpiazzata da una nuova, favorevole, fino a creare una traccia mnemonica alternativa. Il caso clinico di D.A. mostra come questo percorso possa condurre alla risoluzione di una grave fobia.

Bibliografia: LeDoux Joseph, Il cervello emotivo (211-216, 227); Polyn S., New Insight on How Brain Performance, Journal of Neuroscience; Penfield W., Erickson L., 1941, Epilepsy and cerebral localization, Springfield.

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