Neuroscienze Cognitive

La Crisi dei Ruoli Familiari

Chi comanda nelle famiglie di oggi? Il papà, la mamma o addirittura i bambini? Da queste domande provocatorie è partito l’incontro La crisi dei ruoli familiari, tenuto il 29 marzo 2011 alla Casa della Cultura di Milano nell’ambito di Frontiere della Psicoanalisi. Un’occasione per riflettere su come sono cambiati i ruoli tradizionali all’interno della famiglia, […]

La Crisi dei Ruoli Familiari
Chi comanda nelle famiglie di oggi? Il papà, la mamma o addirittura i bambini? Da queste domande provocatorie è partito l’incontro La crisi dei ruoli familiari, tenuto il 29 marzo 2011 alla Casa della Cultura di Milano nell’ambito di Frontiere della Psicoanalisi. Un’occasione per riflettere su come sono cambiati i ruoli tradizionali all’interno della famiglia, tra emancipazione femminile, nuovi assetti familiari e trasformazione dell’immaginario dei bambini.

Chi comanda in famiglia? Il tema dell’incontro

Milano, 29 marzo, ore 21. Nell’ambito della nuova edizione di Frontiere della Psicoanalisi, gli appuntamenti dedicati alle crisi, organizzati dal Centro Milanese di Psicoanalisi “Cesare Musatti” alla Casa della Cultura, hanno proposto un incontro centrato su un tema di grande attualità: La crisi dei ruoli familiari. Il sottotitolo chiarisce subito il punto di osservazione scelto: il cambiamento dei ruoli tradizionali nelle “nuove famiglie” e nell’immaginario dei bambini.

Chi comanda nelle famiglie di oggi? Il papà, la mamma o addirittura i bambini? Partendo da queste domande provocatorie, Laura Colombi, psicoanalista SPI, Chiara Saraceno, sociologa, e Loris Rosenholz, pedagogista, hanno riflettuto su come sono cambiati i ruoli tradizionali all’interno della famiglia. La forza dell’incontro stava proprio nell’incrocio di tre sguardi diversi – clinico, sociologico e pedagogico – su uno stesso fenomeno che attraversa la vita quotidiana di moltissime famiglie.

Dalle famiglie tradizionali alle “nuove famiglie”

La famiglia della società contemporanea è infatti sempre più lontana, ideologicamente e strutturalmente, dalla tradizione culturale. In primo luogo perché il processo di emancipazione femminile, che ha portato la donna alla ricerca di uno specifico ruolo sociale, ha generato un diverso assetto delle famiglie di oggi, in cui generalmente lavorano entrambi i genitori. Questo ha condotto a una tendenza sempre più diffusa di inversione dei ruoli tradizionali e alla conseguente difficoltà di identificare uno dei due genitori come auctoritas del nucleo familiare, così che, sempre più spesso, sono i bambini a “dettare le regole”.

Si tratta di un mutamento che non riguarda soltanto l’organizzazione pratica della vita domestica, ma tocca il cuore stesso dei rapporti di autorità e di riferimento. Quando entrambe le figure genitoriali condividono compiti che un tempo erano nettamente distinti, vengono meno i confini rigidi che definivano “il ruolo del padre” e “il ruolo della madre”, e con essi cambiano anche i punti di riferimento che i figli usano per orientarsi.

Lo sguardo sociologico: l’inversione dei ruoli

Partendo da questi spunti, Chiara Saraceno ha aperto il dibattito con un’analisi sociologica specifica dei cambiamenti dei ruoli all’interno delle famiglie tradizionali e di quelle allargate, considerando quanto si tenda, sempre più spesso, a una vera e propria inversione, in cui la madre tende ad assumere il ruolo che tradizionalmente era del padre. È un’osservazione che mette in luce come le trasformazioni dei singoli nuclei familiari siano parte di un mutamento sociale più ampio, intrecciato con il mercato del lavoro, con i tempi di vita e con i sistemi di welfare.

Lo sguardo pedagogico: il punto di vista del bambino

Partendo dalla pubblicazione del suo ultimo libro Il cigno magico, Loris Rosenholz, educatore con una grande esperienza alle spalle e fondatore a Milano, nel 1966, del primo Centro per la prima e la seconda infanzia, ha analizzato questi cambiamenti in atto nelle famiglie dal punto di vista del bambino, con il supporto di alcune testimonianze di insegnanti d’asilo. La prospettiva infantile permette di cogliere effetti che spesso sfuggono allo sguardo adulto: il modo in cui i piccoli percepiscono l’autorità, i riferimenti e le regole all’interno di un assetto familiare in trasformazione.

Lo sguardo clinico: l’immaginario di bambini e genitori

Laura Colombi ha chiuso l’incontro affrontando l’argomento da un punto di vista clinico. In particolare, la riflessione si è soffermata sul modo in cui si è modificato l’immaginario dei bambini e dei loro genitori, che attraversano una crisi sociale, economica e identitaria, senza avere più punti di riferimento per relazionarsi ai figli con un minimo di certezza e quindi di autorità. È in questo intreccio fra trasformazioni esterne e vissuti interni che la prospettiva psicoanalitica trova il suo terreno proprio, mostrando come le crisi sociali si traducano in domande e fragilità all’interno della relazione genitori-figli.

I relatori dell’incontro

Laura Colombi

Psicologa e psicoanalista, Membro Ordinario della SPI e dell’IPA, si è formata e ha lavorato in ambito universitario nell’area della psicologia infantile (Università Statale di Milano). Ha lavorato come psicoterapeuta e coordinatrice nei Servizi di Igiene Mentale rivolti alle patologie gravi dell’infanzia e dell’età adulta. Si dedica da anni a tempo pieno all’attività psicoanalitica con bambini e adulti, con un interesse clinico e teorico specifico per le patologie border e psicotiche.

Chiara Saraceno

Chiara Saraceno è una delle sociologhe italiane di maggior fama. Importanti i suoi studi sulla questione femminile nel mercato del lavoro, cioè il problema della conciliazione tra tempi di vita familiare e tempi di lavoro. Ha ricoperto numerosi incarichi accademici, anche a livello internazionale, e istituzionali in Italia. Ha partecipato a due commissioni parlamentari sugli studi sulla povertà: il primo voluto dall’allora presidente del consiglio Bettino Craxi e successivamente, dal 1996 al 2001, a quella istituita dall’allora ministro della solidarietà sociale Livia Turco. Tra il 1999 e il 2001 ne è anche stata la presidente. I suoi studi sono stati di enorme importanza per la sociologia della famiglia e del lavoro in Italia. La questione femminile è l’oggetto privilegiato delle sue analisi, assieme ai modi di formazione della famiglia, ai rapporti tra le generazioni e ai sistemi di welfare.

Loris Rosenholz

Dopo gli studi si reca in Israele, in kibbuz, per circa due anni, e al suo rientro in Italia si trasferisce a Milano, dove fonda, nel 1966, il suo Centro per la prima e seconda infanzia, primo uomo in Italia. Ha collaborato inoltre con diversi Comuni per la formazione delle educatrici di nidi e materne. Dal 1985 inizia a Trieste una collaborazione per la gestione psico-pedagogica di una struttura di nido e materna, che diventerà “Cooperativa La Casetta”. Questa collaborazione continua fino a oggi.

Domande frequenti

Di che cosa parlava l’incontro “La crisi dei ruoli familiari”?

L’incontro, tenuto il 29 marzo 2011 alla Casa della Cultura di Milano, affrontava il cambiamento dei ruoli tradizionali nelle nuove famiglie e nell’immaginario dei bambini, partendo dalla domanda provocatoria su chi, oggi, comandi davvero in famiglia.

Chi erano i relatori?

Sono intervenuti Laura Colombi, psicoanalista SPI, con un taglio clinico; Chiara Saraceno, sociologa, con un’analisi sociologica dei cambiamenti familiari; e Loris Rosenholz, pedagogista, con il punto di vista del bambino. L’incontro era organizzato dal Centro Milanese di Psicoanalisi “Cesare Musatti”.

Perché si parla di inversione dei ruoli?

Perché l’emancipazione femminile e il fatto che oggi lavorino generalmente entrambi i genitori hanno reso più difficile identificare un’unica auctoritas nel nucleo familiare. La madre tende talvolta ad assumere ruoli un tempo attribuiti al padre, e in molti casi sono i bambini a dettare le regole.

In quale rassegna si inseriva l’evento?

L’incontro faceva parte della nuova edizione di Frontiere della Psicoanalisi, ciclo di appuntamenti dedicati alle crisi organizzato dal Centro Milanese di Psicoanalisi “Cesare Musatti” presso la Casa della Cultura di Milano.

In sintesi. La famiglia contemporanea si è allontanata dal modello tradizionale: con due genitori che lavorano e l’emancipazione femminile, i confini fra ruolo paterno e materno si sono fatti incerti, fino a una vera inversione in cui talvolta sono i bambini a dettare le regole. L’incontro milanese del 29 marzo 2011 ha letto questo mutamento con tre sguardi complementari – sociologico, pedagogico e clinico – mostrando come la crisi sociale ed economica si rifletta nell’immaginario di genitori e figli e nel venir meno dei punti di riferimento.
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