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Guido Brunetti indaga il cervello e la mente.

Abstract. I più lontani studi sul cervello e la mente appartengono alla storia del pensiero e risalgono all’antica medicina dell’Egitto e della Grecia. La parola “cervello” viene usata per la prima volta in un papiro egiziano del XVII secolo a.C. Ma è soltanto a partire dalla seconda metà del Novecento che la ricerca sul cervello diventa una disciplina autonoma dai settori che in precedenza l’avevano assorbito, come la metafisica, la filosofia, l’etica e le religioni, quando nascono le moderne neuroscienze, un insieme di discipline che hanno per oggetto lo studio del sistema nervoso. Gli studi portano a scoperte fondamentali, aprendo così nuovi scenari nella conoscenza e nella comprensione del “Fascino e del mistero del cervello e della mente”, come s’intitola il nuovo libro di Guido Brunetti. 

L’opera analizza non solo gli splendidi progressi realizzati dalle nuove neuroscienze, ma anche il concetto e l’evoluzione di cervello, corpo e mente. Di notevole interesse neuroscientifico e filosofico è poi la “Teoria trinitaria della persona”, una concezione dell’essere umano che Brunetti elabora con magistrale perizia.

Parole chiave. Cervello, mente, monismo, dualismo, teoria trinitaria.

Introduzione.

La ricerca nel campo delle nuove neuroscienze sta fornendo sempre nuove e straordinarie conoscenze, con l’obiettivo di far luce sui quei complessi e delicati meccanismi cerebrali, che finora ci erano completamente oscuri e misteriosi, potendo costituire la base per ulteriori indagini e sensazionali scoperte.

I progressi delle neuroscienze

Un sicuro ed importante contributo al progresso delle neuroscienze è fornito dal nuovo libro di Guido Brunetti “Fascino e mistero del cervello e della mente” (Campanotto Editore, pagine 145, euro 17,50). L’opera comprende 35 saggi che spaziano nei più diversi campi delle neuroscienze, della psichiatria e della psicoanalisi. 

La prefazione, l’introduzione e la postfazione sono di Giulio Maira, neuroscienziato di fama mondiale, di Vincenzo Rapisarda, docente universitario di psichiatria e di Tonino Cantelmi, professore di psichiatria nell’Università La Sapienza di Roma. Sono tre autorevoli scienziati che confermano ancora una volta l’altissimo valore professionale e scientifico di Guido Brunetti.

Teoria trinitaria della persona

Al centro del volume, Brunetti elabora la sua “Teoria trinitaria della persona”, un sistema dottrinale dell’essere umano che oltrepassa sia il monismo neuroscientifico sia il dualismo metafisico classico di Platone, Aristotele e Cartesio. E’ un importante apporto alla comprensione del senso profondo della persona e dell’esistenza considerate in una dimensione non solo scientifica, ma filosofica (metafisica), etica e spirituale. E’ una sorta di trialismo ontologico che concepisce l’individuo come processo dinamico che coinvolge l’intera persona. La quale si manifesta- chiarisce Brunetti- non solo come attività cerebrale, neurale e psichica, ma anche come essenza, pensiero, soggettività, io, autocoscienza. Una visione della persona considerata come una entità una e trina, al di là dell’estensione neurobiologica, in una dimensione trascendente, metafisica. “C’è la verità della scienza- mette in evidenza l’autore-, ma c’è pure la verità escatologica e metafisica”. Entrambe, costituiscono “i due più grandi e affascinanti temi che il pensiero umano abbia prodotto”.

Superamento del riduzionismo neuroscientifico e del riduzionismo delle scienze umane

“Questo libro- scrive Cantelmi nella postfazione- rappresenta esattamente un esempio di transdisciplinarità, in cui convergono riflessioni che attingono a saperi diversi verso una sintesi unitaria su un tema complesso e affascinante. Brunetti -aggiunge- è noto per aver elaborato la teoria trinitaria della persona umana: è il suo contributo al progresso della conoscenza. Un contributo che ritengo fondamentale nell’epoca attuale, dove alcune teorie stanno mettendo in discussione il concetto di umano. L’opera del professor Brunetti- spiega Cantelmi- rappresenta un decisivo superamento del riduzionismo scientifico e del riduzionismo operato dalle scienze umane”.

Un volume che aggiunge- afferma a sua volta Giulio Maira- “nuovi tasselli alle nostre conoscenze nel chiarire i molteplici punti oscuri del cervello e della mente. Sono pagine di piacevole e attraente lettura scritte in uno stile- prosegue- “colto, bello e raffinato”. Fascino e mistero del cervello e della mente- osserva a sua volta Vincenzo Rapisarda- “si rivela un’opera ricca di argomentazioni bene articolate”. 

Gli autorevoli giudizi di questi scienziati dimostrano sia il valore del libro che la conferma del prestigio goduto da Guido Brunetti nel mondo della cultura e della scienza. Sono apprezzamenti che, insieme con le tante eccellenti valutazioni di scienziati espresse in passato, come la definizione di “umanista-scienziato” e quella di essere “uno dei pochi autori capace di scrivere un libro sul cervello e la mente, fanno ora davvero appartenere Brunetti al pantheon dei classici della letteratura neuro scientifica e filosofica dell’epoca contemporanea.

Rigore scientifico, ampiezza culturale e tensione morale

Anche questo testo è un libro scritto da “uno scienziato per gli scienziati, medici e psichiatri in particolare, che ha il grande merito di mostrare anche ai lettori comuni il fascino e il mistero di quel mondo “arcano e imprevedibile” che è la mente umana. L’autore ci conduce oltre le colonne d’Ercole e “compie il miracolo” di farci vedere”quelle profondità, raggiungendo con il linguaggio della scienza le vette dell’arte”.

C’è la saggezza di una vita dedicata allo studio del cervello, ma c’è anche “l’eco di una sensibilità straordinaria, l’ansia di conoscenza, la passione della ricerca, c’è soprattutto una profonda cultura etica, umanistica e filosofica, la dimensione del trascendente. Ecco perché autorevoli neuro scienziati hanno definito Brunetti “un umanista-scienziato” (Vizioli), e “uno dei pochi autori capace di scrivere un  libro sul cervello, la mente e la coscienza” (Boncinelli), “una cultura universale” (Rapisarda).

Brunetti continua dunque a raccontare le straordinarie e mirabili scoperte della nuova scienza del cervello e della mente e le racconta con un rigore scientifico, un’ ampiezza culturale, e una tensione umana ed etica, che non escludono la meraviglia per l’eccezionale complessità del cervello e delle sue fantastiche reti neurali. La ricerca sul cervello e la mente, per Brunetti, d’accordo con altri neuro scienziati, “rappresenta la più grande avventura del XXI secolo, la sfida più straordinaria mai tentata dalla specie umana”.

Il rapporto tra cervello e mente

Attraverso l’esame delle ricerche neuroscientifiche e contando su una vasta cultura scientifica, filosofica ed umanistica, l’autore riesce a cogliere con esemplare chiarezza e competenza i punti fondamentali del rapporto tra cervello e mente (Mind-body-Problem).

Una visione di ampio respiro, a partire dai miti cosmogonici, alla letteratura omerica, dagli antichi studi sul cervello della medicina egizia e greca alla filosofia medioevale, al pensiero moderno e contemporaneo e giungere alle nuove neuroscienze, quando verso la seconda metà del Novecento esse si impadroniscono della nozione di cervello e mente, da sempre patrimonio esclusivo della filosofia, dell’etica e delle religioni. “E’ una rivoluzione scientifica: un mistero filosofico- sostiene Brunetti- che diventa un fenomeno da studiare in laboratorio”, passando cioè nella sfera di competenza delle neuroscienze.

Il rapporto tra cervello e anima  è stato oggetto di studio sin dai tempi antichi. Oggi, la nozione di anima è scomparsa nel pensiero neuro scientifico e nella filosofia  contemporanea e si preferisce parlare di mente-corpo o mente-cervello. Il problema epistemologico di fondo riguarda la divisione fra due prospettive, quella dualistica e quella monistica. Il termine “dualismo” indica l’esistenza di due dimensioni dell’essere umano, una corporea e un’altra incorporea, chiamata storicamente anima, spirito, mente, ragione o coscienza; e distingue e contrappone corpo (cervello) e mente, considerati due realtà ontologicamente “diverse e separabili”. Contro queste impostazioni si pone il monismo, il quale partendo da Democrito per giungere agli autori contemporanei nega qualsiasi “distinzione” tra corpo e mente, riconducendo tutte le attività dell’uomo alle strutture neurobiologiche dell’organismo. C’è, per il monismo,“unità e identità”cervello-mente (riduzionismo unitario). Questa concezione unitaria è teorizzata anche dalla psicoanalisi freudiana, la quale afferma che l’Io è un Io corporeo.

Dualismo classico e monismo

Il dualismo classico (Platone, Aristotele, Agostino, Tommaso d’Aquino) ammette quindi l’esistenza del binomio anima-corpo. L’anima è concepita come una sostanza immortale. Per Cartesio, l’anima ha la sua sede in una piccola ghiandola che è “in mezzo al cervello”. Anima e corpo sono due sostanze ontologicamente diversemondi distinti: quella dell’ esprit e quella del corps, cioè la res cogitans e la res extensa. La concezione moderna di dualismo, come quella di Eccles o di Popper, insiste sulla “distinzione” tra le proprietà mentali e le proprietà fisiche o neurali, viste in termini di “interazione”.

In opposizione al dualismo ontologico, le teorie del monismo non riconoscono realtà a nulla che non sia fisico, non esistono eventi mentali, ma solo cerebrali. “Tutto è fisico”. C’è “identità” tra fenomeni mentali e fenomeni neuro-fisiologici. “E’ provato- scrive il grande neuro scienziato Kandel- che i processi psichici, normali e anormali sono funzioni del cervello”.

La riduzione degli stati mentali a eventi fisici, neurali è una riduzione epistemologica, un materialismo definito anche “fisicalismo” o “naturalismo”. La mente tuttavia, secondo Eccles, “non è spiegabile neurologicamente”. Non sono i neuroni a pensare o ricordare. E’ la persona che pensa, ricorda, agisce, soffre e gioisce. Ad essere arrabbiato o cosciente non è il cervello, sono “io”.

Il problema dei problemi

In realtà, i problemi in questione sono considerati così ardui e complessi che per definirli vengono usati i termini “mistero” o “enigma”. Secondo Popper, il problema mente-corpo, definito da Vizioli “il problema dei problemi”, contiene “grandi enigmi” che forse non saranno “mai risolvibili”. E’ un processo misterioso, uno dei “più grandi misteri” dell’universo. La mente, sostanza immateriale, non può essere sottoposta- argomentano alcuni studiosi- a indagine scientifica, non è cioè spiegabile neurologicamente. E’ un abisso insondabile, il “grande “profundum” di Agostino Autorevoli neuro scienziati, come Penfield e i premi Nobel Eccles e Sperry si sono inchinati di fronte al mistero del cervello, il cui fascino non ha mai cessato di esercitare la sua influenza sui neuro scienziati, suscitando sempre un senso di meraviglia, soggezione e sgomento (Vizioli). Altri autori invece ritengono che forse un giorno il cervello e la mente possano essere spiegati in termini “neurobiologici”(Koch) e giungere a comprendere la loro origine.

Conclusioni

Le ricerche nel campo delle nuove neuroscienze ci stanno fornendo continuamente una notevole messe di dati, di conoscenze e scoperte che aiutano a illuminarci sui complicati e delicati meccanismi del cervello, il quale, con i suoi cento miliardi di neuroni e le sue infinite connessioni sinaptiche, è definito da Brunetti, d’accordo con altri neuroscienziati, la struttura più straordinaria e meravigliosa dell’universo conosciuto. Una struttura che, d’accordo con Vizioli. suscita sempre un senso di meraviglia, soggezione e sgomento. Di qui, il “Fascino e il mistero del cervello e della mente”,  il bel titolo dell’intenso, attraente e godibile libro di Guido Brunetti.

Le neuroscienze continueranno ad accrescere le nostre conoscenze sui correlati cerebrali della mente, del cervello e della coscienza. Ritenere però di pervenire a una loro comprensione totale assomiglia, come ha dichiarato il premio Nobel per la medicina, Rita Levi-Montalcini, al tentativo di chi volesse “sollevarsi da terra, tirando le proprie bretelle”. Ciò non implica affatto porre limiti alla ricerca sul cervello e la mente. Che rappresenta- lo ribadiamo- la più incredibile e prodigiosa sfida di questo secolo per i neuro scienziati.