Che cos’è l’EMDR?

L’EMDR, acronimo dell’inglese Eye Movement Desensitization and Reprocessing (Desensibilizzazione e Rielaborazione attraverso i Movimenti Oculari) è un approccio terapeutico utilizzato per il trattamento del trauma e delle conseguenze legate allo stress traumatico.

Obiettivi della terapia EMDR

Ideato da Francine Shapiro, il metodo EMDR si propone di affrontare i traumi e le emozioni ad essi collegati, attraverso i movimenti oculari. Destinato inizialmente alle vittime di incidenti, abuso sessuale o eventi causati da calamità naturali, questo innovativo approccio terapeutico è applicato oggi, con grande successo, ad una vasta gamma di disturbi psicologici come la depressione, le fobie o l’abuso di sostanze.

Secondo Francine Shapiro  l’essere umano, è in grado di affrontare le ferite emotive e fisiche, sulla base di un equilibrio neurologico che porterebbe la persona ad elaborare l’informazione e a trovare una risoluzione adattiva.

Tuttavia, nel corso della vita però, possono avvicendarsi esperienze altamente traumatiche, tali da provocare uno shock al sistema, per cui l’informazione acquisita al momento del trauma viene conservata a livello neurologico nella sua forma originaria.

Allo stesso modo vengono congelate e ritenute in memoria anche le sensazioni fisiche, i suoni o le immagini associate a quella informazione disturbante rimanendo potenzialmente attive. Questo materiale presente in memoria può essere innescato da stimoli apparentemente insignificanti ed esprimersi attraverso incubi notturni, flashback, etc.

Principi fondamentali

Per accedere all’elaborazione del ricordo traumatico vengono considerate quattro componenti: le immagini, le cognizioni negative e positive, le emozioni disturbanti, e le sensazioni fisiche.

Nello specifico:

Le immagini. Viene chiesto al paziente di concentrarsi su un’immagine che meglio rappresenta la sua parte disturbante.

La cognizione negativa. Si chiede dunque al paziente di individuare un’affermazione negativa che accompagna il ricordo; in questo modo comincia a prendere coscienza delle proprie convinzioni irrazionali.

La cognizione positiva. L’individuazione di un’affermazione positiva rappresenta la possibilità per il paziente di pensare cosa desidera per sé in relazione all’evento.

L’emozione. Viene chiesto al paziente di concentrarsi sull’immagine associata al ricordo e sulla cognizione negativa.

Le sensazioni fisiche. Considerate come un elemento appartenente al ricordo, viene chiesto al paziente di prestare attenzione alle sensazioni fisiche e identificare le parti del corpo dove sente il disturbo al fine di riconoscerle e risolverle.

Parte fondamentale del trattamento EMDR sono i movimenti oculari; attraverso una stimolazione bilaterale  si innesca un meccanismo fisiologico che permette di attivare il sistema di elaborazione dell’informazione e stabilire così un nuovo equilibrio. In questo modo il paziente può accedere al ricordo e metabolizzarlo.

Terapia EMDR in età evolutiva

L’EMDR utilizza un approccio terapeutico standardizzato in otto fasi. Le stesse, posso subire qualche leggera modifica quando il paziente sottoposto al trattamento è un bambino.

Per esempio, con i bambini molto piccoli incapaci di raccontare l’evento, risulta indispensabile l’intervento dei genitori, i quali, attraverso il racconto evocano la memoria del bambino descrivendo l’episodio traumatico.

Le 8 fasi del trattamento

Le fasi del trattamento EMDR sono così suddivise:

Prima fase. Storia del paziente. In questa fase il terapeuta comincia a conoscere il bambino e la sua storia, provvedendo a creare quel senso di sicurezza necessario per poter lavorare successivamente all’elaborazione del trauma.

Seconda fase. La preparazione. In questa seconda fase il terapeuta spiega al bambino che durante la procedura potrebbe sperimentare anche emozioni poco piacevoli, in questo modo egli non si sentirà tradito dal terapeuta che intanto gli avrà insegnato alcune tecniche di rilassamento utili a fronteggiare lo stress. Un esercizio particolarmente utile da insegnare al bambino è quello del posto sicuro, ovvero  la possibilità per il bambino di costruire e sperimentare un luogo immaginario in cui sentirsi protetto e al sicuro

Terza fase. Assessment. In questa fase il terapeuta stabilisce con il bambino e i genitori quali sono i target ovvero quei ricordi del passato, o eventi recenti/futuri che si associano al disagio attuale. A volte per il bambino può essere difficile verbalizzare il suo ricordo target per cui il terapeuta può usare diverse tecniche per individuare insieme al bambino la parte peggiore del target: il disegno, la sabbia o l’argilla.

Quarta fase. Desensibilizzazione. L’obiettivo in questa fase è quello di rielaborare il ricordo immagazzinato in maniera disfunzionale e favorire una risoluzione adattiva. In genere quando la rielaborazione è completata i bambini appaiono più sereni, sbadigliano, si stiracchiano o vogliono giocare.

Quinta fase. L’ installazione. L’obiettivo di questa fase è l’installazione di una cognizione positiva che sostituisca la convinzione negativa di partenza.

Sesta fase. Scansione corporea. L’obiettivo in questa fase è quello di verificare se l’elaborazione è stata completata o se ci sono ancora aspetti del trauma non elaborati. Facendo concentrare il bambino sul proprio corpo è possibile rilevare disturbi residui.

Settima fase. La chiusura. Anche nella fase di chiusura il bambino ha bisogno di sentirsi al sicuro e protetto, infatti un fallimento in questo senso potrebbe compromettere le sedute successive.

Ottava fase. La rivalutazione. Al termine della procedura, è prevista una rivalutazione. Il terapeuta deve monitorare il bambino, mentre i genitori, nell’intervallo tra una seduta e l’altra, dovranno compilare un foglio di osservazione del comportamento e dei sintomi.

Quindi

Attraverso l’EMDR, è possibile accedere all’evento traumatico e giungere ad una risoluzione adattiva dei ricordi, sperimentando meno angoscia, paura o rabbia, collocando il ricordo traumatico nella giusta dimensione: il passato.

Per saperne di più…

  • Associazione per l’EMDR Italia www.emdr.it
  • E. SIMONETTA, Esperienze traumatiche di vita in età evolutiva. EMDR come terapia, Milano, Franco Angeli, 2010.
  • R. GREENWALD, L’EMDR con bambini e adolescenti, Roma, Astrolabio, 2000.
  • A. NAVARRA, Il trauma in età evolutiva: possibili conseguenze e modalità di intervento, Roma, NeP edizioni, 2019.
  • AMERICAN PSYCHIATRIC ASSOCIATION (2014). Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali. Quinta edizione. DSM-5. Milano: Raffaello Cortina Editore.
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