Neuroscienze Cognitive

Le mie ossessioni

Manie, dubbi e paure che rischiano di imprigionare la mente sono il cuore di “Le mie ossessioni”, uno dei due libri della psicologa e psicoterapeuta Valentina Nocito. Insieme a “Ripulitamente”, offre uno strumento agile per fare chiarezza sui propri vissuti e avvicinarsi con delicatezza al tema del Disturbo Ossessivo Compulsivo. Li presentiamo insieme, perché in […]

Le mie ossessioni
Manie, dubbi e paure che rischiano di imprigionare la mente sono il cuore di “Le mie ossessioni”, uno dei due libri della psicologa e psicoterapeuta Valentina Nocito. Insieme a “Ripulitamente”, offre uno strumento agile per fare chiarezza sui propri vissuti e avvicinarsi con delicatezza al tema del Disturbo Ossessivo Compulsivo. Li presentiamo insieme, perché in un certo senso si completano a vicenda.

Due libri che si completano

In questo articolo vogliamo parlare contemporaneamente di due libri. Non si tratta di un’offerta da supermercato: i libri si pagano, e per intero, ma ne vale la pena. Vale la pena parlarne insieme perché, in un certo qual modo, i due volumi si completano a vicenda, offrendo due porte d’ingresso diverse allo stesso obiettivo, ovvero conoscere meglio il funzionamento della propria mente.

L’autrice è Valentina Nocito, psicologa e psicoterapeuta cognitivo comportamentale di Pordenone. Difficile dire con esattezza cosa l’abbia spinta a scrivere questi due libri, ma si può immaginare il desiderio di fornire ai propri pazienti, e alle persone in generale, uno strumento agile e veloce per fare chiarezza sui propri vissuti. Se davvero è così, l’intento sembra pienamente riuscito.

“Ripulitamente”: una pulizia degli errori di pensiero

Il primo si intitola “Ripulitamente: guida pratica per fare pulizia dei più comuni errori di pensiero”. È una sorta di prontuario, pensato per chi sente il bisogno di cambiare qualcosa di sé. L’oggetto del libro, e della “pulizia”, è l’errore di pensiero.

Credenze, convinzioni e strutture di pensiero ormai consolidate e apparentemente irremovibili possono essere la causa di deduzioni errate. Possono rappresentare una traccia sbagliata che la nostra mente segue per leggere il mondo e per agire di conseguenza. In psicologia cognitiva si parla di distorsioni cognitive: scorciatoie mentali che, pur nascendo con una funzione di risparmio di energie, a volte ci portano a conclusioni distorte e a reazioni emotive sproporzionate. Con “Ripulitamente”, Valentina Nocito mette ordine fra queste scorciatoie che spesso ci conducono a errori di pensiero e di azione.

“Le mie ossessioni”: uno sguardo sul DOC

Nel secondo libro, “Le mie ossessioni: alla scoperta di manie, dubbi, paure che rischiano di imprigionare la nostra mente”, l’autrice si occupa nello specifico dei disturbi d’ansia, e in particolare delle ossessioni e delle fissazioni.

Qui Valentina Nocito propone una lucida panoramica su quello che tecnicamente viene chiamato Disturbo Ossessivo Compulsivo (DOC), mettendo in evidenza un aspetto spesso frainteso: non necessariamente, in presenza di ossessioni, devono comparire anche azioni compulsive. Il libro è arricchito da casi concreti trattati in terapia dall’autrice, che restituiscono dignità e concretezza a esperienze spesso vissute in solitudine e con vergogna. Una parte è dedicata alla pratica della mindfulness e alla terapia cognitivo comportamentale del Disturbo Ossessivo Compulsivo.

Ossessioni e compulsioni: di cosa parliamo

Per orientarsi nella lettura può essere utile chiarire i termini, senza alcuna pretesa diagnostica. Le ossessioni sono pensieri, immagini o impulsi ricorrenti e indesiderati, vissuti come intrusivi e fonte di ansia: la persona li riconosce come propri, ma non riesce ad allontanarli. Le compulsioni sono comportamenti o atti mentali ripetitivi che si mettono in atto nel tentativo di ridurre quell’ansia. Le due componenti possono presentarsi insieme oppure, come sottolinea l’autrice, l’ossessione può manifestarsi anche da sola.

Riconoscere questi meccanismi in un libro non equivale a diagnosticare un disturbo. Un testo divulgativo può accendere consapevolezza e ridurre il senso di isolamento, ma la valutazione del DOC spetta sempre a professionisti della salute mentale, che considerano la storia della persona, la durata dei sintomi e il loro impatto sulla vita quotidiana. Se ci si riconosce in alcune descrizioni, il passo utile non è l’autodiagnosi, ma il confronto con uno specialista.

Mindfulness e terapia cognitivo comportamentale

Il riferimento alla mindfulness e alla terapia cognitivo comportamentale non è casuale. La terapia cognitivo comportamentale è oggi uno degli approcci più studiati per il DOC: aiuta la persona a modificare il rapporto con i propri pensieri intrusivi e a interrompere gradualmente i circoli viziosi che alimentano l’ansia. La mindfulness, dal canto suo, propone un atteggiamento di osservazione non giudicante dei propri stati interni, imparando a lasciar passare i pensieri senza esserne travolti. Sono strumenti che, all’interno di un percorso seguito da un professionista, possono restituire margini di libertà.

Due strumenti per fare chiarezza

In sintesi, siamo di fronte a due libri agili e di facile lettura, dedicati a chi vuole accendere una luce supplementare dentro di sé per fare chiarezza sulle proprie strutture di pensiero. Il primo lavora sugli errori di ragionamento quotidiani, il secondo entra nel territorio più specifico delle ossessioni. Insieme, offrono un vocabolario per dare un nome a esperienze che, quando restano senza parole, pesano di più. Un valore non secondario, purché li si legga per quello che sono: strumenti di conoscenza e di avvicinamento, non sostituti di un percorso di cura.

Domande frequenti

Le ossessioni implicano sempre delle compulsioni?

No. Come sottolinea l’autrice, in presenza di ossessioni non compaiono necessariamente anche azioni compulsive. Le ossessioni possono manifestarsi da sole, sotto forma di pensieri o immagini intrusive e ricorrenti, senza rituali visibili.

Leggere un libro sul DOC può sostituire una terapia?

No. Un libro divulgativo può aiutare a comprendere e a sentirsi meno soli, ma non sostituisce la valutazione e il percorso di uno psicoterapeuta. Se ci si riconosce nelle descrizioni, la strada indicata è rivolgersi a un professionista, non l’autodiagnosi.

Che ruolo hanno mindfulness e terapia cognitivo comportamentale nel DOC?

La terapia cognitivo comportamentale è tra gli approcci più studiati per il Disturbo Ossessivo Compulsivo e aiuta a modificare il rapporto con i pensieri intrusivi. La mindfulness insegna a osservare i propri stati interni senza giudicarli. Entrambe vanno praticate all’interno di un percorso guidato.

A chi si rivolgono i due libri di Valentina Nocito?

A chi desidera fare chiarezza sulle proprie strutture di pensiero: “Ripulitamente” affronta gli errori di ragionamento più comuni, “Le mie ossessioni” entra nel tema specifico di manie, dubbi e paure. Sono testi accessibili, pensati per accompagnare la consapevolezza, non per formulare diagnosi.

“Le mie ossessioni” e “Ripulitamente” di Valentina Nocito avvicinano con chiarezza e rispetto al funzionamento della mente e al Disturbo Ossessivo Compulsivo, ricordando che le ossessioni non implicano sempre compulsioni. Restano strumenti di conoscenza: quando i pensieri intrusivi pesano sulla vita quotidiana, il passo giusto è il confronto con un professionista della salute mentale, non l’autodiagnosi.
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