Neuroscienze Cognitive

Lo Psicologo e l’Arte

Quando pensiamo allo psicologo immaginiamo spesso una persona sdraiata su un lettino e un professionista silenzioso che ascolta. È un’immagine da film, e in larga parte sbagliata. Capire chi è davvero lo psicologo, in che cosa si distingue dallo psicoterapeuta e quale legame esiste tra psicologia e arte aiuta a riconoscere quanto lo studio della […]

Neuroscienze — Lo Psicologo e l’Arte
Quando pensiamo allo psicologo immaginiamo spesso una persona sdraiata su un lettino e un professionista silenzioso che ascolta. È un’immagine da film, e in larga parte sbagliata. Capire chi è davvero lo psicologo, in che cosa si distingue dallo psicoterapeuta e quale legame esiste tra psicologia e arte aiuta a riconoscere quanto lo studio della mente sia vicino all’esperienza estetica di ogni giorno. L’opera d’arte, prodotto di una mente e capace di muovere emozioni, diventa una via privilegiata per comprendere l’essere umano.

Chi è davvero lo psicologo

Quando si pensa allo psicologo, generalmente vengono in mente immagini ormai stereotipate: persone sdraiate su un lettino che parlano a un’altra persona, lo psicologo appunto, che ascolta senza aprire bocca. Lo abbiamo visto nei film, ne abbiamo sentito parlare, e ci siamo fatti un’idea sbagliata. Per fare chiarezza, la persona che vediamo seduta nelle nostre fantasie è in realtà uno psicoterapeuta, o uno psicoanalista, o comunque un medico o uno psicologo che ha ricevuto un’ulteriore formazione per poter operare quella che viene comunemente definita psicoterapia.

Il compito di chi sta sulla sedia è quello di aiutare chi sta sul lettino, che non necessariamente starà davvero su un lettino, a mettere ordine nel proprio intimo, in quel disordine che compromette il normale funzionamento nella vita di ogni giorno. Ma se questa figura che credevamo essere lo psicologo è in realtà lo psicoterapeuta, allora lo psicologo chi è?

Psicologo, psicoterapeuta, psicoanalista

Riducendo ai termini minimi che l’etimologia della parola ci consente, lo psicologo è colui che studia la psiche. Tra i suoi compiti rientrano anche il supporto e la riabilitazione psicologica, che al profano possono apparire simili alla psicoterapia, ma che ne restano distinti. Lo psicoterapeuta è chi, dopo una formazione specifica, interviene sul disagio attraverso la relazione terapeutica; lo psicoanalista lavora secondo un quadro teorico e tecnico proprio. Distinguere questi ruoli è il primo passo per liberarsi dagli stereotipi e capire l’ampiezza reale del lavoro sulla mente.

Che cosa ha a che fare la psicologia con l’arte

A questo punto sorge spontanea una domanda: cosa ha a che fare la psicologia con l’arte? Se partiamo dal presupposto che l’oggetto di studio della psicologia è la mente, la psiche, e che ogni opera d’arte è il prodotto di una mente umana, capiamo subito che esiste un legame profondo. L’opera d’arte, inoltre, è capace di suscitare nel fruitore vissuti particolari, di generare emozioni e sensazioni, o comunque di modificare lo stato d’animo di chi la osserva. Entrambi gli aspetti del fenomeno artistico, la produzione e la fruizione dell’opera, possono dunque essere oggetto di studio della psicologia.

La psicologia dell’arte

Questa branca prende il nome di psicologia dell’arte e si occupa di studiare i molteplici aspetti del fenomeno artistico. Si indaga come l’occhio o l’orecchio si siano rivolti all’apprezzamento di particolari immagini o sequenze sonore, quale possa essere il significato evolutivo delle arti nella filogenesi dell’essere umano, o quale sia il senso della cosiddetta esperienza estetica. Sono solo alcuni degli oggetti di studio di una disciplina che intreccia percezione, emozione, sviluppo e cultura.

I diversi livelli di indagine

Ciascuno di questi aspetti può essere indagato a livelli diversi. Possiamo studiare cosa avviene all’interno del cervello nel momento in cui guardiamo o ascoltiamo un’opera d’arte, ricorrendo alle neuroscienze e ai loro strumenti. Possiamo indagare il vissuto dello spettatore, facendoci raccontare cosa quell’opera gli ha fatto provare. Oppure possiamo riportare l’attenzione a quel punto immaginario in cui l’inconscio dell’artista e quello del fruitore dell’opera si incontrano. Ognuno di questi livelli, dal neurobiologico al fenomenologico fino al profondo, restituisce un tassello diverso dello stesso fenomeno.

Perché capire l’arte significa capire l’uomo

L’opera d’arte nasce da una mente e parla ad altre menti. Studiarla significa osservare da vicino come percepiamo, come ci emozioniamo, come attribuiamo significato a forme, suoni e colori. È per questo che capire l’arte equivale a capire l’essere umano: nel gesto creativo e nella risposta emotiva di chi lo accoglie si rispecchiano i meccanismi più profondi della psiche. La psicologia dell’arte, lungi dall’essere una curiosità marginale, diventa così una chiave per leggere l’umano nella sua interezza.

Domande frequenti

Qual è la differenza tra psicologo e psicoterapeuta?

Lo psicologo è il professionista che studia la psiche e si occupa anche di supporto e riabilitazione psicologica. Lo psicoterapeuta è chi, dopo una formazione aggiuntiva specifica, è abilitato a praticare la psicoterapia, cioè a intervenire sul disagio attraverso la relazione terapeutica. La figura sdraiata sul lettino dei film rimanda più allo psicoterapeuta o allo psicoanalista che allo psicologo in senso stretto.

Che cos’è la psicologia dell’arte?

È la branca della psicologia che studia il fenomeno artistico nei suoi due versanti: la produzione dell’opera da parte dell’artista e la sua fruizione da parte dello spettatore. Si interessa di percezione, emozione, significato evolutivo delle arti ed esperienza estetica.

A quali livelli si può studiare l’esperienza artistica?

A livello cerebrale, osservando cosa accade nel cervello mentre guardiamo o ascoltiamo un’opera; a livello del vissuto, raccogliendo il racconto delle emozioni dello spettatore; e a livello più profondo, indagando l’incontro tra l’inconscio dell’artista e quello del fruitore.

Perché capire l’arte aiuta a capire l’essere umano?

Perché ogni opera è il prodotto di una mente ed è capace di muovere emozioni in chi la osserva. Studiare arte e risposta estetica significa osservare da vicino percezione, emozione e attribuzione di significato, cioè i meccanismi fondamentali della psiche.

Lo psicologo studia la psiche e non va confuso con lo psicoterapeuta, che interviene sul disagio attraverso la psicoterapia. Tra psicologia e arte esiste un legame stretto: l’opera nasce da una mente e suscita emozioni in chi la osserva. La psicologia dell’arte indaga produzione e fruizione su più livelli, dal cervello al vissuto fino all’inconscio, mostrando che capire l’arte è un modo per capire l’essere umano.
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