Esperienza quotidiana e modelli comunicativi per l’afasia

Dal prototipo alla produzione

Lorenzo Denicolai, Cinedumedia, DFE, Università di Torino

A seguito di una convenzione tra la Fondazione Carlo Molo Onlus e il centro interdipartimentale di ricerca Cinedumedia (DFE, Università di Torino), a partire dal 2013 è stato avviato un progetto di ricerca sperimentale atto a individuare modalità semplificate di percezione e di comunicazione con i linguaggi multimediali e dell’audiovisivo con persone affette da afasia. Il primo step, compreso negli anni 2013-2016, si è concluso con l’ideazione di un prototipo di format audiovisivo realizzato con la partecipazione diretta, in tutte le fasi di produzione, di persone afasiche.
A partire dal modello, da maggio a ottobre 2018, un nuovo gruppo sperimentale, guidato dal medesimo staff di ricerca, ha lavorato alla realizzazione di un vero e proprio format di comunicazione, dando vita a una breve guida turistica sulla città di Torino (il titolo del docu-film è La nostra Torino. Guida turistica insolita). Oltre agli aspetti semiologici e di pragmatica comunicativa di cui si dirà a breve, è importante sottolineare che il percorso laboratoriale ed esperienziale ha consentito al gruppo di ricerca di accompagnare il gruppo sperimentale nel processo realizzativo di un prodotto costruito da afasici per afasici.

A livello di ricerca scientifica, l’intero progetto poggia su linearità teoriche che attingono dalla cultura visuale, dalla teoria degli atti linguistici e della filosofia del linguaggio con sconfinamenti nelle loro recenti ibridazioni, che vedono per esempio l’affiorare nell’uso quotidiano di atti iconici; azioni, cioè, in cui l’immagine affianca o sostituisce la più tradizionale parolanell’efficacia comunicativa. Preme considerare, inoltre, il riferimento a teorie di natura neuroscientifica (fra cui quelle che partono dall’Embodied Simulationindividuata da Gallese) e di Neurocinematics, che evidenziano una correlazione tra ciò che osserviamo sullo schermo e ciò che succede, come reazione, nel nostro cervello. Infine, non è possibile non indicare talune teorie media educative internazionali, con particolare attenzione alle indicazioni fornite dal gruppo di ricerca dell’Università della California guidato da Richard Mayer sull’apprendimento multimediale.

Partendo dall’esperienza quotidiana di fruitori di messaggi audiovisivi (in particolare della televisione e del cinema), il gruppo sperimentale è stato condotto nell’analisi dei differenti codici espressivi, linguistici e paralinguistici utilizzati nei materiali presi in considerazione. Successivamente, è stato supportato nell’individuazione di elementi ricorrenti (atti a sostenere un’immediata riconoscibilità del prodotto e del suo contenuto) che caratterizzano i format TV. Nella fase successiva, il gruppo è stato direttamente coinvolto in tutti i passaggi produttivi del docu-film su Torino (che, nella sua versione definitiva, è composto da quattro capitoli, ognuno dei quali dedicato a una zona o a una caratteristica della città): con una strategia collaborativa, le persone afasiche hanno individuato i temi da trattare e hanno partecipato alle fasi di scrittura della sceneggiatura, ponendo particolare attenzione a semplificare il più possibile il messaggio, per renderlo fruibile a ogni tipologia di utenza. Parallelamente, hanno partecipato alle riprese dei materiali video e hanno speakerato i testi precedentemente ideati. Infine, dopo ogni appuntamento di ripresa, hanno individuato le scene più funzionali – dal punto di vista pragmatico ed estetico – suggerendo il lavoro sintagmatico di montaggio e di costruzione e produzione di senso. Al processo realizzativo dei video tematici dedicati alla città di Torino, il gruppo sperimentale ha ideato e prodotto delle clip di semplificazione, che accompagnano e aiutano la comprensione dei contenuti dei relativi video. In particolare, in queste sezioni, il gruppo ha lavorato anche sull’uso dei toni e dei colori della voce, sulla gestualità e sulla mimica oltre che sull’individuazione di elementi di potenziamento cognitivo (come immagini e/o parole) con cui supportare le fasi di introduzione e di sintesi dei vari contenuti. Questo particolare accorgimento fa sì che i video tematici possano essere fruiti con o senza soluzione di continuità: ogni clip introduttiva, infatti, prima di anticipare i temi che verranno presentati nel video, richiama alla memoria le linee salienti dell’intero progetto.

Dal punto di vista percettivo e di osservazione dell’analisi, oltre a rimandare a ulteriori approfondimenti, è importante sottolineare come, in linea di massima, i partecipanti abbiano evidenziato un cambiamento nel loro modo di comunicare – anche e soprattutto al di fuori del contesto video – riuscendo in qualche misura a utilizzare i rudimenti della prossemica e della pragmatica comunicativa anche nel quotidiano. Più di un partecipante, inoltre, sottolinea di aver migliorato la capacità di comprensione di un messaggio audiovisivo e, in generale, sembra che abbiano avuto uno stimolo maggiore a compiere esercizi logopedici (in maniera inconscia) per alzare il livello qualitativo dell’esposizione vocale, vero punto debole della problematica afasica. Senza voler essere un progetto di natura riabilitativa, dunque, si può evidenziare talune indirette ricadute anche logopediche e di mantenimento e di applicazione del cosiddetto potenziale residuo dei partecipanti che hanno intravisto la possibilità di una ricaduta sociale del proprio operato. Si tratterebbe, infatti, di un prodotto video realizzato da afasici per afasici, secondo cioè prassi comunicative non costruite ad hoc per essere fruite e comprese ma derivanti dall’esperienza quotidiana di ogni soggetto.

Cinedumedia – Fond. Carlo Molo Onlus

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