Comprendere il cervello adolescente per contenere la propensione al rischio
Come gli adolescenti prendono le loro decisioni?
Gli adolescenti vivono un’età governata dal conflitto, dai picchi emotivi, dagli sbalzi d’umore e dalle decisioni avventate e rischiose.
Dietro alle scelte che facciamo ogni giorno c’è un delicato gioco di equilibri tra la parte emotiva ed istintiva, che ha bisogno di reazioni immediate davanti al pericolo, e la parte razionale, che valuta gli stimoli esterni e decide il comportamento da tenere.
Noi non siamo consapevoli al 100% del dialogo interiore tra emozioni e logica perché sarebbe un carico di lavoro eccessivo per la nostra mente conscia.
Proprio come un software che gira in background, la maggior parte di questo processo rimane a livello inconscio e dipende da tre fattori principali: la regolazione delle emozioni, il sistema di gratificazione che stimola la ricerca della ricompensa, l’influenza delle relazioni interpersonali.
Cosa significa questo per gli adolescenti?
Il cervello adolescente è come un cantiere aperto, un lavoro in corso d’opera in cui le reti neurali si riorganizzano eliminando il superfluo e ottimizzando le comunicazioni tra le diverse regioni cerebrali.
Due di queste sono particolarmente importanti per quanto riguarda il comportamento adolescente: la corteccia prefrontale e il cervello limbico. La prima è situata proprio dietro la fronte ed è la parte più esterna del nostro cervello, il secondo si trova invece in profondità.
La corteccia prefrontale è responsabile del controllo degli impulsi e dell’autoregolazione. È l’amministratore delegato del cervello, che coordina emozioni e pensiero, pianifica e organizza il futuro, elabora le informazioni, valuta le conseguenze degli errori comportamentali e il rapporto costi/benefici di ogni decisione.
Il sistema limbico è l’evoluzione del cervello “animale”, è la sentinella del cervello con la funzione di rilevare nell’ambiente circostante fonti potenziali di gratificazione o di minaccia. È qui che si originano le emozioni e le reazioni istintive. Ed è guidato da un solo comandamento: la ricerca del piacere che, in termini neuroscientifici, si traduce con scariche di dopamina, l’ormone del benessere.
Nel cervello adulto, la corteccia prefrontale impiega circa 6 secondi per prendere una decisione in merito ad una situazione che ha catturato l’attenzione del sistema limbico.
Ma durante la pubertà, la corteccia prefrontale non è ancora ben collegata alle altre regioni, i messaggi che il sistema limbico le invia non sempre arrivano e, quando arrivano, impiega troppo tempo a rispondere, tanto che l’altro, che reagisce in millesimi di secondi, ha già fatto a modo proprio, determinando un comportamento istintivo.
Ecco perché gli adolescenti sono predisposti all’eccitazione del rischio, particolarmente emotivi, più portati all’aggressività e all’impulsività, con un sistema “frenante” non ancora completato, e quindi più soggetti ad assumere comportamenti sconsiderati e pericolosi.
Per buona parte dell’adolescenza il cervello è sotto il dominio del sistema limbico: ogni scelta è guidata dagli impulsi e dalla ricerca di gratificazione.
L’irresistibile richiamo della ricompensa immediata
Spesso gli adolescenti, soprattutto prima dei sedici anni, fanno tante cose stupide: non hanno poi tanto bisogno che gli si ricordi le conseguenze di certi comportamenti, nella maggior parte dei casi conoscono i rischi e, contrariamente a quello che solitamente si pensa, non si credono invulnerabili. Semplicemente non riescono a immaginare gli effetti concreti delle loro azioni perché non vedono in prospettiva e sono assolutamente concentrati sulla gratificazione immediata. Quando dicono “Non ci avevo pensato”, non stanno mentendo, davvero non ci hanno pensato!
Tra i quattordici e i diciotto anni, gli adolescenti sono maggiormente sensibili alle potenziali ricompense derivanti da scelte rischiose: un sedicenne avrà più possibilità di scommettere contro i pronostici o di accettare la sfida per una gara in scooter, nonché di sperimentare alcol, sigarette e droghe.
Sanno soppesare i pro e i contro di un comportamento pericoloso, quasi sempre conoscono le conseguenze di ciò che fanno, ma la possibile ricompensa viene sopravvalutata. Le conseguenze sono ciò che avverrà dopo. L’adolescente vive nel presente, non nel futuro, nell’azione più che nel pensiero.
L’effetto coetanei
Gli adolescenti non decidono in base a ciò che è giusto in assoluto, quanto in base a ciò che è più conveniente e gratificante nell’immediato. E l’approvazione degli altri è quanto di più soddisfacente ci possa essere per loro.
L’adolescenza è, a livello evolutivo, il momento in cui ci si stacca dalla famiglia per crearne una nuova e l’eusocialità, ossia l’interazione sociale, diventa fondamentale per il sostegno e l’aiuto reciproco.
Le competenze sociali ci permettono di giudicare le intenzioni delle altre persone e di distinguere gli amici dai nemici. L’empatia, ovvero la capacità di sentire e decifrare le emozioni altrui, è quindi uno strumento evolutivo fondamentale per fare buone scelte: se si conoscono i sentimenti dell’altra persona, è più probabile predirne correttamente il comportamento e basarsi su questa previsione per prendere delle decisioni migliori.
Questo si traduce nell’estremo bisogno che gli adolescenti hanno di essere accolti nel gruppo dei pari e nella loro propensione a correre più rischi quando sono con i coetanei: quella che rincorrono è una gratificazione sociale.
Se gli adulti si comportano peggio quando sono da soli (è più probabile che mentano o commettano reati), gli adolescenti dimostrano maggiormente la loro propensione al rischio e mancanza di discernimento quando sono in gruppo. Se sono in gruppo e particolarmente su di giri, il disastro è dietro l’angolo! Soprattutto se hanno consumato alcol.
La presenza di coetanei nell’automobile guidata da un adolescente aumenta di quattro volte (e aumenta ancora di più per ogni passeggero aggiuntivo) la probabilità di un incidente rispetto a quando guida da solo o in compagnia di adulti. È stato definito effetto coetanei: basta la presenza di coetanei per assumere decisioni e comportamenti più pericolosi.
La sola presenza dei coetanei basta a provocare scariche di dopamina non diverse da quelle procurate da altri piaceri meno astratti: cibo, sesso, alcol e droghe. Ma anziché saziare il bisogno di gratificazione, questa situazione di ipereccitazione porta al desiderio di stare ancora meglio, rendendo gli adolescenti più sensibili a qualunque tipo di ricompensa, massimizzando la propensione al rischio e la ricerca di gratificazioni immediate.
Cosa possono fare i genitori per guidare le decisioni degli adolescenti?
Si può intervenire sui tre fattori: aiutare i figli a sviluppare le proprie capacità di gestione e modulazione delle emozioni, nonché di autoregolazione; prestare attenzione a tutte quelle sostanze o esperienze che sovraccaricano il sistema della ricompensa (sigaretta, alcol, droghe, ma anche zuccheri e videogiochi); supervisionare il più possibile le attività in compagnia dei coetanei. La conoscenza dei meccanismi che regolano il cervello adolescente e la presenza attiva e vigile sono quindi l’unica via per contenere la propensione degli adolescenti a prendere decisioni rischiose e aiutarli ad attraversare questa fase della loro crescita cogliendone le opportunità ed evitando i pericoli.
Domande frequenti
Perché gli adolescenti prendono più rischi degli adulti?
Perché il loro cervello è ancora “in cantiere”: la corteccia prefrontale, responsabile del controllo degli impulsi e della valutazione delle conseguenze, non è ancora ben collegata al sistema limbico, che governa emozioni e ricerca di gratificazione. Il sistema emotivo, molto più veloce, prende spesso il sopravvento prima che la parte razionale riesca a intervenire.
Gli adolescenti si sentono invulnerabili?
Contrariamente a quanto si pensa, no: nella maggior parte dei casi conoscono i rischi. Il problema è che non riescono a immaginare gli effetti concreti delle loro azioni perché vivono nel presente e sono concentrati sulla gratificazione immediata. Quando dicono “non ci avevo pensato”, spesso stanno dicendo la verità.
Che cos’è l’effetto coetanei?
È la tendenza degli adolescenti a correre più rischi quando sono in compagnia dei coetanei. La sola presenza dei pari provoca scariche di dopamina simili a quelle di altri piaceri e amplifica la ricerca di ricompensa: la presenza di coetanei nell’auto guidata da un adolescente, ad esempio, quadruplica la probabilità di un incidente rispetto alla guida in solitaria o con adulti.
Cosa possono fare concretamente i genitori?
Agire sui tre fattori chiave: aiutare i figli a sviluppare capacità di regolazione emotiva e autoregolazione; limitare l’esposizione a sostanze ed esperienze che sovraccaricano il sistema della ricompensa (alcol, droghe, sigarette, ma anche zuccheri e videogiochi); supervisionare con presenza attiva e vigile le attività in gruppo, senza sostituirsi ma accompagnando.
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