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1 Premesse
Ogni percorso evolutivo, che l’individuo sceglie di realizzare, nel corso della propria
vita, può essere considerato come un viaggio all’interno di se stessi, in cui tutti gli aspetti,
legati alle diverse dimensioni della personalità, relativi soprattutto al corpo emotivo e
mentale vengono esplorati, rendendoli sempre più consapevoli e portandoli alla Luce.
In questo progressivo lavoro di disvelamento di quanto è inconsapevole, l’obiettivo del
percorso evolutivo è quello di elevare e allineare progressivamente la consapevolezza
verso l’Alto, verso i Valori della Coscienza, ossia della parte più profonda di noi stessi, che
possiamo identificare con la Dimensione Spirituale o Causale, ossia la nostra Essenza.

2 Il percorso Evolutivo verso la Consapevolezza
Nel percorso evolutivo, vengono esplorate tutte le Dimensioni della personalità, in
modo da rendere l’individuo consapevole di se stesso e del proprio modo di porsi in
relazione con l’altro.
Tale esplorazione avviene su diversi livelli:
 sul piano Mentale, vengono esplorati e riconosciuti tutti i pensieri prodotti dalla
mente, anche quelli meno coscienti, in modo che siano sempre più portati alla
consapevolezza
 sul piano Emotivo, viene realizzato un ascolto e un’accettazione profonda di
tutte le emozioni che si sperimentano, senza censure e senza agire negazioni e
proiezioni all’esterno
 sul piano Fisico ed Eterico, viene realizzato un ascolto profondo e attento delle
sensazioni e dei segnali emessi dal corpo fisico, che registra sul piano della
materia tutto quello che viene vissuto sugli altri piani.
Questa esplorazione, realizzata con costanza, permette di entrare in contatto con la
dimensione della Coscienza e di scoprire ed iniziare ad applicare nella vita quotidiana, i
Valori che vi dimorano, riconoscendo e nutrendo la scintilla divina, presente in ciascuno.
Questo contatto progressivo è possibile solo scardinando gli automatismi della
personalità, che tendono mantenere lo status quo e che inibiscono il libero fluire delle
nostre potenzialità e l’espressione delle nostre Qualità più elevate: solo riducendo il
fragore della personalità, i tumulti delle emozioni, l’attrazione verso al dimensione dei
desideri e la soddisfazione di bisogni egoistici, è possibile, in uno spazio di Silenzio,
ascoltare la Voce della parte più profonda di Sé, la nostra Essenza Spirituale.
All’interno di questo percorso, una fase particolarmente importante è rappresentata
dall’emergere di una crisi, che indica la comparsa di un momento cruciale nel percorso

evolutivo di un uomo o di un sistema, che a partire da un “pericolo” e da una sofferenza,
può riconoscere l’opportunità di un cambiamento.
La crisi si profila laddove una precedente forma (modalità di pensiero, gestione
emotiva, gestione relazionale, ecc.) inizia ad essere smossa dalla sua cristallizzazione, o
inizia a spostarsi dal punto più stabile, dove si era precedentemente assestata. In quel
momento, la prima fase della crisi ha inizio: la forma precedente non è più l’unica
possibilità, non è pienamente soddisfacente, oppure, ha esaurito la sua funzione
necessaria e si appresta ad una trasformazione.
Quindi, la crisi è l’inizio del cambiamento, è la prima attivazione di una nuova
aspirazione, la prova tangibile della possibilità di spostarsi da un punto stabile, ritenuto,
fino ad allora, un riferimento rassicurante.
In questi termini, una risorsa fondamentale del percorso di crescita, è l’Inquietudine,
che spinge l’individuo a trovare forme nuove di espressione della Coscienza e delle
relazioni, maggiormente orientate alla dimensione dei Valori.

3 La Volontà
Una qualità necessaria per affrontare gli ostacoli che impediscono la piena
identificazione con la Coscienza è la Volontà.
Essa è uno strumento insostituibile per disciplinare la propria personalità a rispettare
gradualmente i Valori nella vita quotidiana. Nella prima fase dello sviluppo evolutivo, la
volontà è una qualità che la personalità adopera per soddisfare ogni suo desiderio,
laddove è possibile. Nella seconda fase, quando è necessario indebolire il potere della
personalità, in favore della Coscienza orientata ai Valori, la Volontà diviene uno strumento
fondamentale per imporre gradualmente alla personalità delle nuove consuetudini,
orientate al Bene del sistema più ampio di cui essa fa parte.
Possiamo affermare che la Volontà è quella forza interiore che sentiamo, è quella
forza che ci aiuta a compiere dei passi sul nostro cammino e che ci permette di andare
oltre le paure, i dolori e gli attaccamenti.
La volontà relativa alla trasformazione nasce anzitutto da una consapevolezza
mentale che nella propria vita ci possa essere qualcosa che non sta funzionando per il
meglio, che ci siano cioè degli aspetti che non sono armonici per noi stessi, per i rapporti
che si hanno con gli altri e con l’ambiente che ci circonda.
Nasce anche dalla consapevolezza e dal riconoscimento di alcune forme pensiero che
ostacolano la nostra crescita e ci impediscono di sentire una libertà reale.
La volontà nasce anche dal continuo desiderio di migliorare e migliorarsi, di
raggiungere obiettivi sempre più elevati. All’interno della Psicosintesi, ad esempio, tale
aspetto è considerato basilare: infatti, se non ci fosse la volontà di “trasformare“, non
avrebbe senso intraprendere un percorso di cambiamento.
Spesso è più comodo rimanere staticamente in una situazione, piuttosto che
modificarla, ma se si ha un obiettivo che è quello di migliorare ed evolvere è necessario
andare oltre a ciò che corrisponde ai nostri desideri o alle nostre sicurezze scegliendo con
un atto di volontà, la via che, anche se faticosa, porta verso la meta.
All’interno della terapia, ad esempio, il “paziente” deve partecipare in maniera attiva
alla propria armonizzazione e sapendo che questa revisione di sé non è sempre facile, e
soprattutto non è sempre piacevole, egli deve far leva sulla sua volontà.
Grazie a questo aspetto, l’uomo impara ad andare oltre al proprio piano emotivo e al
proprio istinto.

L’atto di volontà, mirato allo sforzo del cambiamento, all’educazione della mente ed
alla concentrazione costante, permetterà di compiere passi in direzione della luce della
Coscienza.
Assagioli (1977) definisce la volontà come “un impulso della nostra Coscienza, diretto
a un fine consapevole propostosi, con mezzi deliberatamente scelti”. Secondo l’autore le
qualità della volontà sono molteplici, spesso collegate tra di loro, ma anche opposte l’una
all’altra.
Le qualità della volontà sono:

  1. Energia – Dinamismo – Intensità
  2. Dominio – Controllo – Disciplina
  3. Concentrazione – Convergenza – Attenzione – Focalizzazione
  4. Determinazione – Decisione – Risolutezza – Prontezza
  5. Perseveranza – Sopportazione – Pazienza
  6. Iniziativa – Coraggio – Audacia
  7. Organizzazione – Integrazione – Sintesi

4 Il lavoro sulle compensazioni
Ogni essere umano, nel corso della sua esistenza, si trova ad affrontare una serie di
prove, che la vita offre e che riguardano soprattutto:
 La capacità di imparare ad ascoltare e gestire l’angoscia della solitudine e del
vuoto
 La necessità di disidentificarsi dai limiti e dagli aspetti bassi della personalità
 La difficoltà di accettare gli errori del passato, con conseguente giudizio e critica
 La necessità di rinunciare agli aspetti materiali della vita, per dare pienamente
potere di espressione ai Valori.
Questa condizione appare complessa e lacerante alla mente inferiore ed al piano
emotivo, anche se, vista dal piano della Coscienza, rappresenta un’occasione preziosa,
per avanzare nel Cammino Spirituale.
L’angoscia e la sensazione di solitudine sono sempre fedeli compagne di questo
momento: a volte, compare una sensazione di tristezza, o di perdita, che rappresenta un
segnalatore del processo di disidentificazione dagli automatismi di personalità.
Infatti, ciò che ostacola un processo di cambiamento è la prigione degli automatismi
mentali, ossia quei meccanismi fissati nella mente, che evitano che l’uomo entri in contatto
con elementi pericolosi e poco piacevoli, come l’angoscia, il dolore, il vissuto di perdita e di
abbandono.
In particolare, gli automatismi si sviluppano nella mente inferiore, che, a differenza di
quella Superiore (Astratta) si caratterizza per il fatto di ricevere stimoli dall’esterno e per
essere attiva, positiva, raziocinante. Essa è capace di trasformare quegli stimoli in
automatismi, abitudini mentali, pregiudizi o pensieri autonomi, scientifici, analitici e logici.
Ciò che attiva gli automatismi è il contatto con emozioni difficili da gestire, perché
attivano forti dinamiche di attrazione (il piacere) e repulsione (il dolore). Tali emozioni, per
la loro intensità, tendono ad annebbiare il pensiero (nebbia emotiva) che, senza capacità
di visione, tende a confondersi, fino ad utilizzare gli automatismi già conosciuti, privi di
consapevolezza, libertà e volontà.

A volte, si può oscillare tra un vissuto di profonda perdita ed una sensazione di una
Dolcezza sublime: questo contatto può accompagnarsi ad un «pianto dolce e nutriente»,
che indica un delicato cambio identità, attraverso la Rinuncia a protezioni di personalità.
Ciò che permette di realizzare questo processo di cambiamento è lo Smantellamento
Progressivo degli Elementi Compensatori (che possiamo abbreviare in “SPEC”).
Infatti, sappiamo che la personalità tende a compensare: la compensazione dei
conflitti interni alla personalità e tra la personalità e la Coscienza è un’operazione
automatica ed inconsapevole e che cristallizza l’equilibrio.
Tale sistema difensivo ha lo scopo primario di allontanare il dolore del conflitto e
l’angoscia del vuoto.
Esempi di compensazione sono i seguenti:
 Mangiare troppo, invece di «assaporare» il vuoto
 Parlare troppo, invece di «ascoltare» il vuoto
 Negare un vissuto spiacevole, invece di affrontarlo
 Sparire per un po’, invece di affrontare una situazione complessa
 Attaccare l’altro, invece di accogliere un rimando doloroso
 Vendicarsi, invece di perdonare
 Tenere lontano l’altro sesso
 Sedurre, invece di cercare la reciprocità
 Sentirsi in colpa, invece di toccare un dolore
 Aderire all’idea dell’altro, invece di esprimere la propria e cercare un confronto
 Adottare la strategia del «topo morto», invece di affrontare la situazione
 Generare una confusione, invece di rintracciare l’errore e cercarne la causa
 Muoversi con lentezza e ritardo cronico
 Prendere distanza dall’altro, invece di condividere un conflitto
 Arrabbiarsi con l’altro, invece di offrirgli il proprio dolore.
Ogni compensazione rappresenta un diaframma al cuore, che ci protegge dalla
percezione del dolore, ma ci priva dello sviluppo di quella sensibilità, necessaria
all’apertura del Cuore in ogni sua parte.
Nei casi più strutturati, le compensazioni si legano al pensiero profondo e radicato di
non soffrire «mai più», generando una personalità particolarmente strutturata: queste
compensazioni così ostinate, e praticate per vite intere, generano una scura capsula
lunare attorno al cuore (cuore nero), che consente solo un’oscillazione tra simbiosi ed
espulsione e blocca con vigore l’apertura del cuore.
Al contrario, la pratica dello Smantellamento Progressivo degli Elementi Compensatori
(SPEC) rappresenta il nutrimento quotidiano del Ricercatore, che con Coraggio e Volontà,
introduce nel terreno della mente un Seme di Luce e lo concima con la Speranza.
Lo SPEC, praticato con costanza, porta, nel tempo, ad un nuovo equilibrio ed ad una
reale trasformazione di quegli aspetti di personalità, che sono un ostacolo agli
avanzamenti evolutivi, con i conseguenti effetti:
Maggiore sicurezza (reale) in noi stessi
Maggiore discriminazione tra forma ed essenza
Abitudine a nutrirci di autenticità e Verità
Apertura del Cuore e volontà di scambi solo con il Cuore aperto
Intuizione sulle compensazioni degli altri
Apprezzamento del Vuoto e del Silenzio (Serena Aspettazione)
Passi di identificazione con il valore della Coerenza.

di Dario Sepe, Adriana Onorati, Fortunata Folino