Il percorso Evolutivo verso la Consapevolezza
Nel percorso evolutivo, vengono esplorate tutte le Dimensioni della personalità, in modo da rendere l’individuo consapevole di se stesso e del proprio modo di porsi in relazione con l’altro. Tale esplorazione avviene su diversi livelli: sul piano Mentale, vengono esplorati e riconosciuti tutti i pensieri prodotti dalla mente, anche quelli meno coscienti, in modo che siano sempre più portati alla consapevolezza sul piano Emotivo, viene realizzato un ascolto e un’accettazione profonda di tutte le emozioni che si sperimentano, senza censure e senza agire negazioni e proiezioni all’esterno sul piano Fisico ed Eterico, viene realizzato un ascolto profondo e attento delle sensazioni e dei segnali emessi dal corpo fisico, che registra sul piano della materia tutto quello che viene vissuto sugli altri piani. Questa esplorazione, realizzata con costanza, permette di entrare in contatto con la dimensione della Coscienza e di scoprire ed iniziare ad applicare nella vita quotidiana, i Valori che vi dimorano, riconoscendo e nutrendo la scintilla divina, presente in ciascuno. Questo contatto progressivo è possibile solo scardinando gli automatismi della personalità, che tendono mantenere lo status quo e che inibiscono il libero fluire delle nostre potenzialità e l’espressione delle nostre Qualità più elevate: solo riducendo il fragore della personalità, i tumulti delle emozioni, l’attrazione verso al dimensione dei desideri e la soddisfazione di bisogni egoistici, è possibile, in uno spazio di Silenzio, ascoltare la Voce della parte più profonda di Sé, la nostra Essenza Spirituale. All’interno di questo percorso, una fase particolarmente importante è rappresentata dall’emergere di una crisi, che indica la comparsa di un momento cruciale nel percorso
evolutivo di un uomo o di un sistema, che a partire da un “pericolo” e da una sofferenza, può riconoscere l’opportunità di un cambiamento. La crisi si profila laddove una precedente forma (modalità di pensiero, gestione emotiva, gestione relazionale, ecc.) inizia ad essere smossa dalla sua cristallizzazione, o inizia a spostarsi dal punto più stabile, dove si era precedentemente assestata. In quel momento, la prima fase della crisi ha inizio: la forma precedente non è più l’unica possibilità, non è pienamente soddisfacente, oppure, ha esaurito la sua funzione necessaria e si appresta ad una trasformazione. Quindi, la crisi è l’inizio del cambiamento, è la prima attivazione di una nuova aspirazione, la prova tangibile della possibilità di spostarsi da un punto stabile, ritenuto, fino ad allora, un riferimento rassicurante. In questi termini, una risorsa fondamentale del percorso di crescita, è l’Inquietudine, che spinge l’individuo a trovare forme nuove di espressione della Coscienza e delle relazioni, maggiormente orientate alla dimensione dei Valori.
La Volontà
Una qualità necessaria per affrontare gli ostacoli che impediscono la piena identificazione con la Coscienza è la Volontà. Essa è uno strumento insostituibile per disciplinare la propria personalità a rispettare gradualmente i Valori nella vita quotidiana. Nella prima fase dello sviluppo evolutivo, la volontà è una qualità che la personalità adopera per soddisfare ogni suo desiderio, laddove è possibile. Nella seconda fase, quando è necessario indebolire il potere della personalità, in favore della Coscienza orientata ai Valori, la Volontà diviene uno strumento fondamentale per imporre gradualmente alla personalità delle nuove consuetudini, orientate al Bene del sistema più ampio di cui essa fa parte. Possiamo affermare che la Volontà è quella forza interiore che sentiamo, è quella forza che ci aiuta a compiere dei passi sul nostro cammino e che ci permette di andare oltre le paure, i dolori e gli attaccamenti. La volontà relativa alla trasformazione nasce anzitutto da una consapevolezza mentale che nella propria vita ci possa essere qualcosa che non sta funzionando per il meglio, che ci siano cioè degli aspetti che non sono armonici per noi stessi, per i rapporti che si hanno con gli altri e con l’ambiente che ci circonda. Nasce anche dalla consapevolezza e dal riconoscimento di alcune forme pensiero che ostacolano la nostra crescita e ci impediscono di sentire una libertà reale. La volontà nasce anche dal continuo desiderio di migliorare e migliorarsi, di raggiungere obiettivi sempre più elevati. All’interno della Psicosintesi, ad esempio, tale aspetto è considerato basilare: infatti, se non ci fosse la volontà di “trasformare”, non avrebbe senso intraprendere un percorso di cambiamento. Spesso è più comodo rimanere staticamente in una situazione, piuttosto che modificarla, ma se si ha un obiettivo che è quello di migliorare ed evolvere è necessario andare oltre a ciò che corrisponde ai nostri desideri o alle nostre sicurezze scegliendo con un atto di volontà, la via che, anche se faticosa, porta verso la meta. All’interno della terapia, ad esempio, il “paziente” deve partecipare in maniera attiva alla propria armonizzazione e sapendo che questa revisione di sé non è sempre facile, e soprattutto non è sempre piacevole, egli deve far leva sulla sua volontà. Grazie a questo aspetto, l’uomo impara ad andare oltre al proprio piano emotivo e al proprio istinto.
L’atto di volontà, mirato allo sforzo del cambiamento, all’educazione della mente ed alla concentrazione costante, permetterà di compiere passi in direzione della luce della Coscienza. Assagioli (1977) definisce la volontà come “un impulso della nostra Coscienza, diretto a un fine consapevole propostosi, con mezzi deliberatamente scelti”. Secondo l’autore le qualità della volontà sono molteplici, spesso collegate tra di loro, ma anche opposte l’una all’altra. Le qualità della volontà sono:
- Energia, Dinamismo, Intensità
- Dominio, Controllo, Disciplina
- Concentrazione, Convergenza, Attenzione, Focalizzazione
- Determinazione, Decisione, Risolutezza, Prontezza
- Perseveranza, Sopportazione, Pazienza
- Iniziativa, Coraggio, Audacia
- Organizzazione, Integrazione, Sintesi
Il lavoro sulle compensazioni
Ogni essere umano, nel corso della sua esistenza, si trova ad affrontare una serie di prove, che la vita offre e che riguardano soprattutto: La capacità di imparare ad ascoltare e gestire l’angoscia della solitudine e del vuoto La necessità di disidentificarsi dai limiti e dagli aspetti bassi della personalità La difficoltà di accettare gli errori del passato, con conseguente giudizio e critica La necessità di rinunciare agli aspetti materiali della vita, per dare pienamente potere di espressione ai Valori. Questa condizione appare complessa e lacerante alla mente inferiore ed al piano emotivo, anche se, vista dal piano della Coscienza, rappresenta un’occasione preziosa, per avanzare nel Cammino Spirituale. L’angoscia e la sensazione di solitudine sono sempre fedeli compagne di questo momento: a volte, compare una sensazione di tristezza, o di perdita, che rappresenta un segnalatore del processo di disidentificazione dagli automatismi di personalità. Infatti, ciò che ostacola un processo di cambiamento è la prigione degli automatismi mentali, ossia quei meccanismi fissati nella mente, che evitano che l’uomo entri in contatto con elementi pericolosi e poco piacevoli, come l’angoscia, il dolore, il vissuto di perdita e di abbandono. In particolare, gli automatismi si sviluppano nella mente inferiore, che, a differenza di quella Superiore (Astratta) si caratterizza per il fatto di ricevere stimoli dall’esterno e per essere attiva, positiva, raziocinante. Essa è capace di trasformare quegli stimoli in automatismi, abitudini mentali, pregiudizi o pensieri autonomi, scientifici, analitici e logici. Ciò che attiva gli automatismi è il contatto con emozioni difficili da gestire, perché attivano forti dinamiche di attrazione (il piacere) e repulsione (il dolore). Tali emozioni, per la loro intensità, tendono ad annebbiare il pensiero (nebbia emotiva) che, senza capacità di visione, tende a confondersi, fino ad utilizzare gli automatismi già conosciuti, privi di consapevolezza, libertà e volontà.
A volte, si può oscillare tra un vissuto di profonda perdita ed una sensazione di una Dolcezza sublime: questo contatto può accompagnarsi ad un «pianto dolce e nutriente», che indica un delicato cambio identità, attraverso la Rinuncia a protezioni di personalità. Ciò che permette di realizzare questo processo di cambiamento è lo Smantellamento Progressivo degli Elementi Compensatori (che possiamo abbreviare in “SPEC”). Infatti, sappiamo che la personalità tende a compensare: la compensazione dei conflitti interni alla personalità e tra la personalità e la Coscienza è un’operazione automatica ed inconsapevole e che cristallizza l’equilibrio. Tale sistema difensivo ha lo scopo primario di allontanare il dolore del conflitto e l’angoscia del vuoto. Esempi di compensazione sono i seguenti: Mangiare troppo, invece di «assaporare» il vuoto Parlare troppo, invece di «ascoltare» il vuoto Negare un vissuto spiacevole, invece di affrontarlo Sparire per un po’, invece di affrontare una situazione complessa Attaccare l’altro, invece di accogliere un rimando doloroso Vendicarsi, invece di perdonare Tenere lontano l’altro sesso Sedurre, invece di cercare la reciprocità Sentirsi in colpa, invece di toccare un dolore Aderire all’idea dell’altro, invece di esprimere la propria e cercare un confronto Adottare la strategia del «topo morto», invece di affrontare la situazione Generare una confusione, invece di rintracciare l’errore e cercarne la causa Muoversi con lentezza e ritardo cronico Prendere distanza dall’altro, invece di condividere un conflitto Arrabbiarsi con l’altro, invece di offrirgli il proprio dolore. Ogni compensazione rappresenta un diaframma al cuore, che ci protegge dalla percezione del dolore, ma ci priva dello sviluppo di quella sensibilità, necessaria all’apertura del Cuore in ogni sua parte. Nei casi più strutturati, le compensazioni si legano al pensiero profondo e radicato di non soffrire «mai più», generando una personalità particolarmente strutturata: queste compensazioni così ostinate, e praticate per vite intere, generano una scura capsula lunare attorno al cuore (cuore nero), che consente solo un’oscillazione tra simbiosi ed espulsione e blocca con vigore l’apertura del cuore. Al contrario, la pratica dello Smantellamento Progressivo degli Elementi Compensatori (SPEC) rappresenta il nutrimento quotidiano del Ricercatore, che con Coraggio e Volontà, introduce nel terreno della mente un Seme di Luce e lo concima con la Speranza. Lo SPEC, praticato con costanza, porta, nel tempo, ad un nuovo equilibrio ed ad una reale trasformazione di quegli aspetti di personalità, che sono un ostacolo agli avanzamenti evolutivi, con i conseguenti effetti: Maggiore sicurezza (reale) in noi stessi Maggiore discriminazione tra forma ed essenza Abitudine a nutrirci di autenticità e Verità Apertura del Cuore e volontà di scambi solo con il Cuore aperto Intuizione sulle compensazioni degli altri Apprezzamento del Vuoto e del Silenzio (Serena Aspettazione) Passi di identificazione con il valore della Coerenza.
Domande frequenti
Qual e’ l’obiettivo di un percorso evolutivo?
Rendere progressivamente consapevoli gli aspetti mentali, emotivi, fisici ed eterici della personalita’ e allineare la consapevolezza verso i Valori della Coscienza, la parte piu’ profonda di se’.
Perche’ la crisi e’ importante nel percorso di crescita?
Perche’ segna l’inizio del cambiamento: una forma precedente di pensiero, di gestione emotiva o relazionale si smuove dalla sua cristallizzazione e si apre a una trasformazione. L’Inquietudine che l’accompagna e’ una risorsa, non un ostacolo.
Che ruolo ha la Volonta’?
E’ lo strumento che disciplina la personalita’ a rispettare gradualmente i Valori nella vita quotidiana. Assagioli la definisce un impulso della nostra Coscienza, diretto a un fine consapevole propostosi, con mezzi deliberatamente scelti.
Cosa sono le compensazioni e cos’e’ lo SPEC?
La compensazione e’ un’operazione automatica e inconsapevole con cui la personalita’ allontana il dolore del conflitto e l’angoscia del vuoto: mangiare troppo invece di assaporare il vuoto, attaccare invece di accogliere. Lo Smantellamento Progressivo degli Elementi Compensatori (SPEC) e’ la pratica costante che scioglie queste difese e porta a una reale trasformazione.
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