Ecco come il movimento accende il tuo cervello
Ecco alcuni spunti da seguire per risvegliare le potenzialità sopite dentro di te.
Non aspettare di sentirti vecchio per essere giovane!
Tutti sanno che con l’avanzare degli anni l’esercizio fisico regolare aiuta a sentirsi più giovani e a mantenere agile il corpo più a lungo. Inoltre, un movimento sano e consapevole può sostenere anche la mente e il funzionamento del cervello.
Non tutti sanno, però, che esiste una stretta e significativa relazione tra movimento e cervello. Ogni nostro movimento è registrato nel cervello, che conserva in memoria ogni azione appresa e compiuta. L’insieme di movimenti che compongono un’azione è detto funzione motoria. Può essere semplice o complessa: alzarsi, sedersi, camminare, voltarsi.
In ogni funzione motoria è presente un’intenzione. Significa che il movimento non è fine a se stesso, ma ha uno scopo che dà senso al perché agisco.
Esiste sempre un perché fai quello che fai
Esiste sempre un perché fai quello che fai. La motivazione che porta al movimento non è l’unico aspetto importante. È altrettanto importante il come lo fai. Quello che fai, perché lo fai e come lo fai lasciano delle tracce nel tuo cervello. I tuoi gesti e movimenti vengono memorizzati e formano delle mappe. Le mappe si accendono e si spengono a seconda dell’uso che ne fai. Pertanto se, per qualsiasi motivo, smetti di compiere un determinato movimento, quella parte del cervello che lo ha in memoria si spegnerà e diventerà dormiente. E tu dimenticherai di sapere fare quel movimento, benché da qualche parte ne rimarrà un ricordo.
Inoltre negli anni impari a muoverti in un certo modo che diventa un’abitudine consolidata a tal punto che il tuo cervello si attiva in automatico, riproducendo lo stesso schema motorio.
Significa che vengono costruite delle mappe chiamate mappe neuro-motorie che, come delle cartine stradali, si connettono tra loro e formano le tue abitudini. Se c’è un’interruzione per “lavori in corso”, il cervello spontaneamente cerca percorsi alternativi. Questi potrebbero non essere subito disponibili: dipende da quanto è radicata la tua abitudine ad agire in un certo modo e dalla tua disponibilità a impararne di nuovi.
Mantieni in movimento il tuo cervello!
“Il cervello è in grado di modificare la propria mappa neuronale e il proprio funzionamento, in risposta all’attività fisica e all’esperienza mentale” (N. Doidge, “Le guarigioni del cervello”).
Le neuroscienze hanno mostrato che queste mappe neuro-motorie possono essere modificate. Il cervello, con gli anni, si modifica a seconda degli stimoli che gli vengono offerti. Questo è di grande importanza per poter apprendere nuovi modi di muoversi e cambiare quelli che procurano dolore, rendendo difficile l’azione.
Pertanto, nella misura in cui cresci e impari, i neuroni si connettono tra loro costruendo vere e proprie mappe funzionali, suscettibili di cambiamento a seconda dell’uso o del non uso che ne fai.
Puoi re-imparare a muoverti
Erik Kandel, premio Nobel per la medicina nel 2000, dimostrò che un continuo apprendimento può attivare e modificare la struttura cerebrale, e che ciò può avvenire utilizzando i sensi, il corpo e il movimento.
La neuroplasticità, sulla quale si basa la capacità di adattamento del cervello, mostra la possibilità che hanno i neuroni di attivare sempre nuove connessioni, in qualunque momento, stimolando la capacità di apprendimento. Uno dei pilastri su cui si basa la neuroplasticità, la legge del “use it, or lose it”, ciò che non usi lo perdi, suggerisce che chiunque, in qualsiasi momento, possa imparare nuovi modi di agire.
Il cervello invecchia più lentamente se sai come muoverti!
Le lezioni di movimento, proposte a partire dagli studi di Moshe Feldenkrais, cercano di creare quel contesto specifico di apprendimento che punta a risvegliare le funzioni motorie sopite o dimenticate e ad attivarne di nuove. In pratica mirano a insegnarti a fare ciò che credi di non poter fare e a fare meglio ciò che già fai.
La lezione, sia individuale sia di gruppo, utilizza il movimento e i sensi per trasmettere informazioni al cervello, con l’intento di risvegliare e recuperare mappe neuro-motorie dormienti.
“Sono proprio i canali che il cervello utilizza per connettersi al mondo, e pertanto costituiscono un modo più naturale e meno invasivo per lavorare sul cambiamento” (N. Doidge).
Stimolare e risvegliare circuiti cerebrali dormienti
Feldenkrais voleva aiutare le persone a imparare a imparare, così che l’apprendimento non fosse qualcosa dettato dall’alto, ma il risultato di un processo curioso e consapevole.
L’aspetto concreto del movimento e la spontaneità dei segnali del corpo, delle sensazioni e delle emozioni favoriscono una profonda consapevolezza, aiutano a riconoscere ciò che è piacevole e facile per farne tesoro. Ciò che conta è imparare per cambiare. Muoversi serve a poco se non sai come ti muovi.
Il senso del movimento
Moshe Feldenkrais ha ideato un sistema di apprendimento senso-motorio affinché le persone diventino consapevoli di ciò che è bene o male per loro e di come il loro modo di muoversi possa cambiare, non solo per una postura migliore, ma soprattutto per una vita più piena. È nel piacere di un movimento più efficiente ed economico che il tuo cervello ti sarà sempre grato.
Domande frequenti
Che cosa sono le mappe neuro-motorie?
Sono le rappresentazioni che il cervello costruisce dei nostri gesti e movimenti. Come cartine stradali, si connettono tra loro e formano le abitudini. Si accendono con l’uso e si spengono con il disuso: ecco perché smettere di compiere un movimento può renderlo, col tempo, dormiente.
Che cos’è la neuroplasticità?
È la capacità del cervello di modificare le proprie connessioni in risposta all’esperienza. Si riassume nella formula “use it, or lose it”: ciò che usi si rafforza, ciò che non usi tende a perdersi. Su questa proprietà si fonda la possibilità di apprendere nuovi modi di muoversi a qualsiasi età.
Chi era Moshe Feldenkrais?
Fu un pioniere nello studio del movimento umano e del legame tra schemi neuro-muscolari, emozioni e azione. Ideò un sistema di apprendimento senso-motorio che punta a rendere le persone più consapevoli di come si muovono, con l’obiettivo di ampliare le loro possibilità di azione.
Il movimento consapevole può aiutare con l’avanzare dell’età?
Secondo questa prospettiva, un movimento sano e consapevole può contribuire a mantenere attivo il cervello e agile il corpo. Non è una promessa di guarigione, ma un invito a continuare ad apprendere e a variare i propri schemi motori, sfruttando la plasticità del sistema nervoso.